il caso

«Così trovammo chi minacciò Napolitano»

Il tennista biellese preso di mira da uno scommettitore dopo una inattesa sconfitta

«Così trovammo chi minacciò Napolitano»
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Napolitano fu minacciato

E’ agli sgoccioli il processo contro il personaggio residente a Latina che a febbraio di tre anni fa aveva minacciato di morte su Facebook il tennista biellese Stefano Napolitano, reo a suo modo di vedere d’avergli fatto sfumare i soldi di una scommessa per aver perso un match contro un avversario meno quotato in un torneo internazionale.

Sentito l'ispettore Andreotti

Nell’ultima udienza, è stato sentito come testimone l’ispettore Andrea Andreotti, dirigente della sezione di Biella della Polizia postale che, grazie all’utilizzo di innovative tecniche investigative, era riuscita a risalire con certezza all’identità dell’attuale imputato che aveva minacciato in modo pesante il bravo tennista biellese e i suoi familiari. Un processo che, a conti fatti, pare destinato a piacere a chi non è ancora avvezzo agli insulti e alle minacce sui social che - è bene ricordarlo - non sono zone franche dove poter dire tutto e il suo contrario: la legge va comunque rispettata.

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