Cronaca
Rinviato a giudizio

"Dacci 5.000 euro o ti tagliamo la pancia e ti strangoliamo il figlio"

Presunto racket nel mondo dei cingalesi e dei "rosari". Il processo slitta a settembre.

"Dacci 5.000 euro o ti tagliamo la pancia e ti strangoliamo il figlio"
Cronaca Biella Città, 13 Dicembre 2022 ore 12:27

“Se non paghi ti tagliamo la pancia e ti tiriamo fuori la trippa”. E’ un grave tentativo di estorsione tra cittadini cingalesi (alcuni dei quali a Biella sono conosciuti per essere tra quelli che girano per i locali a vendere le rose) quello di cui si è occupato di recente il giudice dell’udienza preliminare. I fatti si perdono nel tempo in quanto risalgono a una decina di anni fa e si sarebbero sviluppati tra Biella e Torino, ma la gravità del reato non ha ancora fatto scattare la prescrizione. Nel frattempo uno degli imputati è già stato giudicato. Sul banco degli imputati è ancora rimasto Morshed Rokib, 41 anni, domiciliato a Torino e difeso dall’avvocato biellese Elena Cavallo.

Pesanti minacce

Secondo l’accusa, l’imputato e il presunto suo complice, anche lui cingalese, avrebbero minacciato pesantemente un connazionale per costringerlo a pagare 5.000 euro. Oltre a minacciare di uccidere il connazionale preso di mira, 51 anni, residente nel Biellese, gli estorsioni gli avrebbero intimato che, nel caso avesse denunciato il fatto alla Polizia, lo avrebbero a loro volta incastrato con dei testimoni fasulli in modo da fargli togliere il permesso di soggiorno. Uno dei due - per convincere il cingalese finito nel mirino a pagare - gli avrebbe altresì precisato che l’amico era molto pericoloso e aveva inoltre delle conoscenze importanti tra i poliziotti e tra i Carabinieri dove aveva addirittura un capo come amico.

Ti strangoliamo il figlio

In altre tre occasioni, l’imputato avrebbe minacciato il connazionale, una volta a Torino e due a Biella, con frasi inequivocabili. In un caso la minaccia era stata diretta (“Se vuoi vivere è meglio che sganci i 5.000 euro…”), negli altri due casi ad essere interessato era stato il figlio della vittima: “Se ci denunci - avrebbero intimato - ti strangoliamo il ragazzo…”. I due imputati erano stati individuati razzie alle indagini svolte dai poliziotti della Squadra mobile di Biella in collaborazione con i colleghi di Torino.

Processo a settembre

Al termine dell’udienza preliminare, il giudice ha rinviato a giudizio l’imputato per l’udienza del 21 settembre del prossimo anno quando, a meno di scelte differenti, inizierà il processo.

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