Cronaca
le ragioni dell'"assalto"

Biella a Sanremo, ma per contestare l'Eni con Greenpeace. IL VIDEO

Pacifica protesta di dieci attivisti (tra cui un biellese) contro il colosso petrolifero sponsor del Festival della Canzone

Biella a Sanremo, ma per contestare l'Eni con Greenpeace. IL VIDEO
Cronaca Biella Città, 04 Febbraio 2022 ore 09:41

Come anticipato ieri sera quasi in tempo reale (LEGGI QUI) tra i dieci attivisti di Greenpeace fermati dalla polizia dopo la plateale contestazione davanti al Teatro Ariston contro il colosso energetico Eni, c'è anche un biellese. Portato in caserma per essere identificato, non è stata rivelata la sua identità e neppure se si tratti di un uomo o una donna. Hanno tra i 26 e i 44 anni, e sono di Bologna, Roma,  Venezia, Torino, Como, Bitonto, Latina, Livorno e Salerno, oltre all'attivista biellese.

Le ragioni della protesta

"Ieri sera, poco prima dell’inizio della terza serata del Festival di Sanremo - si legge sulla pagina ufficiale di Greenpeace - attiviste e attivisti di Greenpeace sono entrati in azione di fronte all’ingresso del Teatro Ariston per protestare contro l’operazione di greenwashing di ENI, tra i principali sponsor della kermesse musicale. In questi giorni, infatti, il colosso italiano del gas e del petrolio sta sfruttando la vetrina di Sanremo per rifarsi un’immagine di azienda attenta all’ambiente che non corrisponde affatto alla realtà.

"Gli attivisti di Greenpeace hanno invaso pacificamente il “green carpet” voluto da ENI per promuovere il lancio di Plenitude, una nuova realtà aziendale presentata come la svolta sostenibile della compagnia energetica - prosegue la nota degli attivisti - In realtà, nei prossimi anni ENI continuerà a puntare principalmente su gas e petrolio, combustibili fossili che alimentano il riscaldamento globale. 

"Attiviste e attivisti hanno scavalcato le transenne del “green carpet” e prima di essere fermati dalla sicurezza sono riusciti a mostrare uno striscione con la scritta: «ENI green? Se la suona e se la canta!». Nel frattempo, da un balcone che sovrasta l’ingresso del teatro Ariston sono stati esposti altri due striscioni con le scritte: «Basta pubblicità di aziende inquinanti» e «ENI inquina anche la musica!». Altri attivisti hanno simbolicamente verniciato di “nero petrolio” un cartellone pubblicitario di ENI/Plenitude.

«Il mondo della musica, della cultura, dello sport, dell’informazione e dell’istruzione dovrebbero essere liberi dalla dannosa propaganda dell’industria dei combustibili fossili, così come sono già da tempo liberi dalle sponsorizzazioni dell’industria del tabacco», dichiara Federico Spadini di Greenpeace Italia. «ENI continua a investire sui combustibili fossili, è il principale emettitore italiano di gas serra e una delle aziende più inquinanti del pianeta. Ma grazie ai profitti del gas e del petrolio può sponsorizzare eventi come il Festival di Sanremo che servono solo a ripulirsi l’immagine e a sviare l’attenzione pubblica dalle gravi responsabilità dell’azienda nella crisi climatica». 

Tra gli sponsor del Festival di Sanremo 2022 ci sono anche Suzuki e Costa Crociere, appartenenti a due settori, quello dell’automotive e del trasporto marittimo, che a loro volta contribuiscono fortemente alla crisi climatica. Per fermare il greenwashing, Greenpeace ha promosso una Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) che propone di vietare le pubblicità e le sponsorizzazioni delle aziende dei combustibili fossili. Se la petizione “Stop alla pubblicità delle aziende inquinanti”, sostenuta da più di trenta organizzazioni, raggiungerà il traguardo di un milione di firme raccolte, la Commissione europea sarà obbligata a discutere una proposta di legge per mettere fine a queste ingannevoli operazioni di greenwashing.

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