Ucciso ai Murazzi

A un anno dall’omicidio del figlio la mamma di Stefano Leo al TG2: “Non sono io a poterlo perdonare o giudicare”

Grazia Chiri al Tg2: "E' inaccettabile che una persona che era già stata condannata fosse libera di uccidere". Domenica una festa ai Murazzi

A un anno dall’omicidio del figlio la mamma di Stefano Leo al TG2: “Non sono io a poterlo perdonare o giudicare”
Biella Città, 19 Febbraio 2020 ore 00:22

Domenica ricorre il primo anniversario della tragica morte del 33enne biellese Stefano Leo, il giovane accoltellato a morte ai Murazzi di Torino dal 27enne Said Mechaquat “perché era troppo felice”. Gli amici, i colleghi di lavoro del negozio K-Way di Torino hanno organizzato proprio domenica ai Murazzi una festa nel suo ricordo.

La mamma Chiara: “Inaccettabile che chi già condannato fosse libero di uccidere”

Intervistata ieri sera dal Tg2, la mamma di Stefano, Grazia Chiri, ha ricordato la figura del figlio, da circa un anno rientrato in Italia dopo 4 anni trascorsi in Australia, dove si era trasferito nell’ottobre   2014 per frequentare comunità religiose, centri yoga e guadagnandosi da vivere lavorando in aziende agricole.”Lui era la mia vita ed è ancora la mia vita – ha detto la mamma all’inviato del Tg2 Leonardo Zellino – Mi resta la sua ironia, il suo sorriso”.

Grazia Chiri non può perdonare chi gli ha portato via l’amore della sua vita: “Non sono io che lo posso perdonare – ha aggiunto – Non sono io la persona che può giudicarne un’altra. E’ inaccettabile che una persona che era già stata condannata fosse libera di uccidere”.

La mamma di Stefano sarà presente alla festa organizzata domenica ai Murazzi

A organizzare la festa ai Murazzi, domenica per l’anniversario della sua morte, in quello stesso luogo, sono gli amici di Stefano. Mamma Grazia ci sarà: “Non vorremmo che rimanesse un posto triste. Ecco, lui vorrebbe che fosse un posto dove i ragazzi si possonno ritrovare – aggiunge con un sorriso – per guardare i germani e le nutrie che nuotano”.

Stefano era rientrato in Italia da pochi mesi, nel settembre del 2018. Il suo assassino Said Mechquat, 27enne marocchino problematico, è rimasto per più di 40 minuti è seduto su una panchina di fronte al Po, aspettando che  «passasse quello giusto», una persona felice. E’ passato Stefano: «Aveva un’aria felice e così l’ho accoltellato alla gola» ha confessato ai Carabinieri che ne avevano raccoltò l’identikit ed erano da giorni sulle sue tracce. Su tutto il territorio nazionale”

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