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«Vi presento la nuova Angelico»

«Vi presento la nuova Angelico»
Sport 25 Maggio 2016 ore 01:19

BIELLA - Diventi capo allenatore a 33 anni e ti ritrovi ultimo a dicembre, poi infili una serie di vittorie che ti portano a conquistare due premi di allenatore del mese. Insomma, l’esordio di Michele Carrea non è stato una passeggiata: «Dopo una stagione così, le difficoltà fanno meno paura», commenta. E come dargli torto.  

Un bilancio? 
«Senz’altro positivo. Ma il merito va condiviso con staff, con la società e il gm Marco Sambugaro che mi hanno voluto e mi hanno difeso. Questo, però, è un mestiere in cui si dipende dagli altri, quindi il grazie più grande va ai giocatori che hanno sempre dato tutto». 

La sua partita più bella, quella dove il suo lavoro è stato più decisivo? 
«La gara che abbiamo giocato meglio, per tutte le componenti, è stata in trasferta a Scafati senza Hall. Lì sono convinto che il lavoro dello staff in settimana ha fatto la differenza: potevamo pensare che quei punti non fossero fondamentali, invece abbiamo costruito la fame e la convinzione di potercela fare. Dal punto di vista tattico, invece, gli aggiustamenti in corsa a Casalpusterlengo sono quelli che hanno inciso di più sul risultato. Per emozione, infine, dico la prima vittoria al Forum. Quella non la scorderò mai». 

Qual è la frase che ha detto più spesso in questa stagione? 
«Dobbiamo accettare i nostri limiti. I limiti non sono un ostacolo, sono qualcosa che esiste e basta. Non bisogna nasconderli per orgoglio o per interesse personale. Dovevamo capire che attorno ai limiti c’era qualcosa di buono, quando ci siamo riusciti abbiamo iniziato a giocare meglio. I limiti sono una componente fondamentale per ogni roster, anche quelli delle grandi squadre. Ogni qualità nasconde un punto debole che va conosciuto».

Il biennale a Ferguson è stato un bel colpo di scena. Al di là dei nomi, ci spiega che squadra avete in mente per la prossima stagione? 
«Vogliamo partire da un quintetto il più solido possibile, dove vogliamo spendere la maggior parte del budget. Per quanto riguarda il secondo americano: se è vero che abbiamo amato e apprezzato Mike Hall, allora dobbiamo essere disposti ad aspettarlo. Lo aspetteremo e valuteremo il suo recupero. De Vico sarà l’ala piccola, mentre in regia cercheremo un giocatore con caratteristiche compatibili con Ferguson e in grado di avere alti minutaggi. In panchina, l’unico giocatore che cercheremo sarà un cambio dei lunghi che possa giocare sia da quattro che da cinque. Per il resto inseriremo i giocatori dell’Under 20. Poi bisogna anche fare i conti con il mercato». 
Matteo Lusiani

Leggi tutta l'intervista sull'Eco di Biella di lunedì 23 maggio 2016

BIELLA - Diventi capo allenatore a 33 anni e ti ritrovi ultimo a dicembre, poi infili una serie di vittorie che ti portano a conquistare due premi di allenatore del mese. Insomma, l’esordio di Michele Carrea non è stato una passeggiata: «Dopo una stagione così, le difficoltà fanno meno paura», commenta. E come dargli torto.  

Un bilancio? 
«Senz’altro positivo. Ma il merito va condiviso con staff, con la società e il gm Marco Sambugaro che mi hanno voluto e mi hanno difeso. Questo, però, è un mestiere in cui si dipende dagli altri, quindi il grazie più grande va ai giocatori che hanno sempre dato tutto». 

La sua partita più bella, quella dove il suo lavoro è stato più decisivo? 
«La gara che abbiamo giocato meglio, per tutte le componenti, è stata in trasferta a Scafati senza Hall. Lì sono convinto che il lavoro dello staff in settimana ha fatto la differenza: potevamo pensare che quei punti non fossero fondamentali, invece abbiamo costruito la fame e la convinzione di potercela fare. Dal punto di vista tattico, invece, gli aggiustamenti in corsa a Casalpusterlengo sono quelli che hanno inciso di più sul risultato. Per emozione, infine, dico la prima vittoria al Forum. Quella non la scorderò mai». 

Qual è la frase che ha detto più spesso in questa stagione? 
«Dobbiamo accettare i nostri limiti. I limiti non sono un ostacolo, sono qualcosa che esiste e basta. Non bisogna nasconderli per orgoglio o per interesse personale. Dovevamo capire che attorno ai limiti c’era qualcosa di buono, quando ci siamo riusciti abbiamo iniziato a giocare meglio. I limiti sono una componente fondamentale per ogni roster, anche quelli delle grandi squadre. Ogni qualità nasconde un punto debole che va conosciuto».

Il biennale a Ferguson è stato un bel colpo di scena. Al di là dei nomi, ci spiega che squadra avete in mente per la prossima stagione? 
«Vogliamo partire da un quintetto il più solido possibile, dove vogliamo spendere la maggior parte del budget. Per quanto riguarda il secondo americano: se è vero che abbiamo amato e apprezzato Mike Hall, allora dobbiamo essere disposti ad aspettarlo. Lo aspetteremo e valuteremo il suo recupero. De Vico sarà l’ala piccola, mentre in regia cercheremo un giocatore con caratteristiche compatibili con Ferguson e in grado di avere alti minutaggi. In panchina, l’unico giocatore che cercheremo sarà un cambio dei lunghi che possa giocare sia da quattro che da cinque. Per il resto inseriremo i giocatori dell’Under 20. Poi bisogna anche fare i conti con il mercato». 
Matteo Lusiani

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