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Uno Squillario senza confini (FOTOGALLERY)

Uno Squillario senza confini (FOTOGALLERY)
Sport 15 Giugno 2015 ore 16:28

Per la prima volta dopo 66 edizioni il trofeo Squillario non parla italiano. Sul gradino più alto del podio sale lo sloveno Nik Cemazar, campione nazionale a cronometro, al suo undicesimo successo stagionale. Dietro di lui un francese, Andrea Mifsud della selezione della Costa Azzurra, che aggiunge il podio di piatto alle 14 vittorie già conquistate nel 2015. Terzo Luca Cavallo (Vigor), staccato di 20”.

La gara è stata subito movimentata dalla Slovenia, che ha mandato un corridore in fuga assieme ad un atleta della rappresentativa della Toscana. La coppia di fuggitivi conduce la gara per circa 20 km prima di essere riassorbita dal gruppo. 

Più o meno a metà gara si staccano Cemazar e Marco Casarini del Pedale Seneghese, subito inseguiti dal francese Andrea Mifsud e da Luca Cavallo. Si forma un quartetto al comando, mentre dietro il gruppo tentenna e lascia scappare la fuga. Riuscirà a rientrare fino a 37” e perderà di nuovo terreno. 

Davanti Cemazar e Mifsud staccano i due italiani all’ultimo passaggio da Piatto e affrontano l’ultimo giro da soli. La vittoria si decide con una volata lunga: Mifsud prova ad anticipare lo scatto ma Cemazar lo passa ai 70 metri e vince.

Organizzazione impeccabile come sempre, anche se le molte (troppe) concomitanze in calendario hanno tolto qualche protagonista. Gli iscritti erano 164, mentre ai nastri di partenza si sono presentati 143 corridori della categoria Allievi. Il livello era comunque molto alto, vista la media di 36,9 km/h negli 84 km di gara fra Piatto, Bioglio, Valle San Nicolao, Quaregna e Valdengo.

«Una delle edizioni più belle di sempre - esulta Paolo Botta, presidente onorario del neonato Velo Club Piatto, al timone dell’organizzazione assieme al Team Paldi -, non solo per la vittoria straniera ma anche per la gara esaltante dal primo all’ultimo km. Tutti i direttori sportivi ci hanno chiesto di essere invitati anche il prossimo anno. E il vincitore, se continua così, farà parlare di sé anche nei prossimi anni. Bello, poi, che un’edizione così riuscita sia avvenuta nell’anno di nascita del Velo Club». Un buon augurio al gruppo formato anche dal presidente Massimo Quaglia, da Roberto Marola, Elisa Addis, Bernardo Florio ed Ezio Salza.

Matteo Lusiani

Per la prima volta dopo 66 edizioni il trofeo Squillario non parla italiano. Sul gradino più alto del podio sale lo sloveno Nik Cemazar, campione nazionale a cronometro, al suo undicesimo successo stagionale. Dietro di lui un francese, Andrea Mifsud della selezione della Costa Azzurra, che aggiunge il podio di piatto alle 14 vittorie già conquistate nel 2015. Terzo Luca Cavallo (Vigor), staccato di 20”.

La gara è stata subito movimentata dalla Slovenia, che ha mandato un corridore in fuga assieme ad un atleta della rappresentativa della Toscana. La coppia di fuggitivi conduce la gara per circa 20 km prima di essere riassorbita dal gruppo. 

Più o meno a metà gara si staccano Cemazar e Marco Casarini del Pedale Seneghese, subito inseguiti dal francese Andrea Mifsud e da Luca Cavallo. Si forma un quartetto al comando, mentre dietro il gruppo tentenna e lascia scappare la fuga. Riuscirà a rientrare fino a 37” e perderà di nuovo terreno. 

Davanti Cemazar e Mifsud staccano i due italiani all’ultimo passaggio da Piatto e affrontano l’ultimo giro da soli. La vittoria si decide con una volata lunga: Mifsud prova ad anticipare lo scatto ma Cemazar lo passa ai 70 metri e vince.

Organizzazione impeccabile come sempre, anche se le molte (troppe) concomitanze in calendario hanno tolto qualche protagonista. Gli iscritti erano 164, mentre ai nastri di partenza si sono presentati 143 corridori della categoria Allievi. Il livello era comunque molto alto, vista la media di 36,9 km/h negli 84 km di gara fra Piatto, Bioglio, Valle San Nicolao, Quaregna e Valdengo.

«Una delle edizioni più belle di sempre - esulta Paolo Botta, presidente onorario del neonato Velo Club Piatto, al timone dell’organizzazione assieme al Team Paldi -, non solo per la vittoria straniera ma anche per la gara esaltante dal primo all’ultimo km. Tutti i direttori sportivi ci hanno chiesto di essere invitati anche il prossimo anno. E il vincitore, se continua così, farà parlare di sé anche nei prossimi anni. Bello, poi, che un’edizione così riuscita sia avvenuta nell’anno di nascita del Velo Club». Un buon augurio al gruppo formato anche dal presidente Massimo Quaglia, da Roberto Marola, Elisa Addis, Bernardo Florio ed Ezio Salza.

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Matteo Lusiani

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