Un’Angelico da… paura!

Un’Angelico da… paura!
Sport 04 Gennaio 2016 ore 01:31

Amala. Pazza Biella amala. Le parole dell’inno dell’Inter sembrano esprimere alla perfezione il momento di questa Angelico. Pazza. Dal +22 al -4 in dieci minuti contro la Siena degli ex  Ramagli e Monciatti. Un black out che vale un parziale di 19-0. Roba da non credere. Poi Biella si aggrappa alla grinta di Pierich e Infante e al talento di Hall e Ferguson. E trova una vittoria che trasforma la classifica da “senza speranza” a “non tutto è perduto”.

Alla fine dell’andata, infatti, Barcellona è ultima con 6 punti, a 10 c’è Biella in compagnia di Omegna e Reggio Calabria, con cui l’Angelico ha perso di 13 e 14, ma almeno ha il ritorno in casa. 

I motivi del black-out. Ha ragione Carrea quando dice che i motivi cambiano di partita in partita, ma forse un playmaker con più esperienza potrebbe risolverne una buona parte (vedi sotto alla voce “Mercato”). Ieri ha creato molti problemi la pressione di Siena, che portava tre giocatori in pressing sulle rimesse dal fondo biellesi.

L’Angelico si è intestardita a provare rimesse corte e quando ha cercato l’uomo a centrocampo non lo ha fatto con i tempi giusti e ha perso palla. Brava la Mens Sana ad avere la forza di giocare in press con continuità (con l’aiuto del metro arbitrale che ha un’intensità sempre al limite del fallo), ma i problemi di Biella nel palleggio e nelle scelte sono stati gravi. In questi momenti di buio Ferguson tende a isolarsi e a non fidarsi dei compagni.

Questo a volte può produrre punti, ma toglie ritmo alla squadra in attacco e in difesa. Infine c’è sempre da gestire la difficile psicologia di Hall. Uscito sul +19 dopo aver commesso il terzo fallo, quando mancano 3’ e mezzo alla fine del terzo periodo, se la prende con il coach e rientra in campo due minuti dopo nervoso e distratto. Non tira, difende male. Gestirlo è impossibile e nel parziale di 19-0 non dà nessuna mano ai compagni. Poi però si carica grazie al suo stesso nervosismo e riaccende la luce con un rimbalzo offensivo e assist per Infante (82-80), un rimbalzo difensivo e un canestro in allontanamento di classe pura (84-80). Questo è Hall, prendere o lasciare. Chiude con 6 punti, 14 rimbalzi, 8 assist e 25 di valutazione. Quindi meglio prendere. 

Ora si torna in campo mercoledì alle 18 ad Agrigento contro la capolista. L’imperativo è non farsi distrarre.

Matteo Lusiani

 

 

Leggi di più sull’Eco di Biella di lunedì 4 gennaio 2016

Amala. Pazza Biella amala. Le parole dell’inno dell’Inter sembrano esprimere alla perfezione il momento di questa Angelico. Pazza. Dal +22 al -4 in dieci minuti contro la Siena degli ex  Ramagli e Monciatti. Un black out che vale un parziale di 19-0. Roba da non credere. Poi Biella si aggrappa alla grinta di Pierich e Infante e al talento di Hall e Ferguson. E trova una vittoria che trasforma la classifica da “senza speranza” a “non tutto è perduto”.

Alla fine dell’andata, infatti, Barcellona è ultima con 6 punti, a 10 c’è Biella in compagnia di Omegna e Reggio Calabria, con cui l’Angelico ha perso di 13 e 14, ma almeno ha il ritorno in casa. 

I motivi del black-out. Ha ragione Carrea quando dice che i motivi cambiano di partita in partita, ma forse un playmaker con più esperienza potrebbe risolverne una buona parte (vedi sotto alla voce “Mercato”). Ieri ha creato molti problemi la pressione di Siena, che portava tre giocatori in pressing sulle rimesse dal fondo biellesi.

L’Angelico si è intestardita a provare rimesse corte e quando ha cercato l’uomo a centrocampo non lo ha fatto con i tempi giusti e ha perso palla. Brava la Mens Sana ad avere la forza di giocare in press con continuità (con l’aiuto del metro arbitrale che ha un’intensità sempre al limite del fallo), ma i problemi di Biella nel palleggio e nelle scelte sono stati gravi. In questi momenti di buio Ferguson tende a isolarsi e a non fidarsi dei compagni.

Questo a volte può produrre punti, ma toglie ritmo alla squadra in attacco e in difesa. Infine c’è sempre da gestire la difficile psicologia di Hall. Uscito sul +19 dopo aver commesso il terzo fallo, quando mancano 3’ e mezzo alla fine del terzo periodo, se la prende con il coach e rientra in campo due minuti dopo nervoso e distratto. Non tira, difende male. Gestirlo è impossibile e nel parziale di 19-0 non dà nessuna mano ai compagni. Poi però si carica grazie al suo stesso nervosismo e riaccende la luce con un rimbalzo offensivo e assist per Infante (82-80), un rimbalzo difensivo e un canestro in allontanamento di classe pura (84-80). Questo è Hall, prendere o lasciare. Chiude con 6 punti, 14 rimbalzi, 8 assist e 25 di valutazione. Quindi meglio prendere. 

Ora si torna in campo mercoledì alle 18 ad Agrigento contro la capolista. L’imperativo è non farsi distrarre.

Matteo Lusiani

 

 

Leggi di più sull’Eco di Biella di lunedì 4 gennaio 2016

 

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