Ultra maratona al via: «Il Tor des Géants è passione per la montagna»

Ultra maratona al via: «Il Tor des Géants è passione per la montagna»
Sport 05 Settembre 2014 ore 22:44

Iscriversi al del Tor des Géants, l’ultra-maratona che unisce le due Alte Vie valdostane è quasi come vincere alla lotteria, soprattutto se non si è mai partecipato.
Roberto Caucino (foto) l’anno scorso fu sorteggiato e ammesso alla gara appena quindici giorni prima della partenza: «Non ero pronto fisicamente come avrei voluto perchè non ci speravo più - ricorda Caucino -, ma ero felice di potervi partecipare e alla fine ne è venuta fuori una gran gara. Cinque giorni indimenticabili vissuti tra le montagne: quando sono arrivato al traguardo, anche se sfinito fisicamente, ero dispiaciuto che fosse finita lì».
Classe 1969, padre di due figli e lavoratore in proprio, il portacolori del team “made in Biella” Gli Orsi Rewoolution giunse al traguardo poco prima della mezzanotte di giovedì, 70° assoluto e primo della pattuglia biellese che anche quest’anno sarà ben rappresentata.

In estate Caucino ha lavorato in allenamento per migliorarsi, partecipando anche diverse gare simili, ma ben più corte, anche in Francia,  durante i fine settimana «messi insieme, fanno le mie ferie... perchè per me è soprattutto un piacere». Ma come spesso accade nello sport, proprio quando si programma nel dettaglio una gara, l’imprevisto è dietro l’angolo: «Due settimane fa sono caduto in allenamento di notte a Torgnon - spiega - non stavo nemmeno più correndo, ho messo un piede in fallo e sono scivolato. Purtroppo la caduta mi ha lasciato un dolore al costato che non passa. Correre mi dà fastidio, ma ho deciso di partire, sono uno tosto e poi la gara è lunga, chissà che il dolore non si assesti e si compensi con altri acciacchi che inevitabilmente arrivano in cinque giorni correndo sulle montagne».

Peccato, però, perchè questa volta l’approccio alla competizione era stato ben più programmato...
 «Già, mi sentivo veramente in forma, la sfida di migliorarmi poteva essere affrontata con serenità. Purtroppo ora non sono nella condizione ideale, ma voglio partire perchè l’emozione di vivere un’esperienza del genere è impagabile. Partirò piano, poi vedrò, chissà che mi ritrovi l’ultimo giorno con molta più benzina nelle gambe dell’anno scorso e non ne esca una bella gara comunque. Parto e penso a divertirmi, poi si vedrà».

Divertirsi facendo a piedi 330 km con dislivelli da paura: vista da fuori, si fa fatica a crederlo...
«Chi partecipa a questo tipo di gare è prima di tutto un amante della montagna. Non si pensi che basti andare forte di corsa per partecipare ad un ultratrail. Si può avere “un motore” da favola sulla maratona, ma essere a disagio sulle montagne. La passione per la montagna, vedere posti spesso incontaminati: è questo che ti spinge ad accettare la sfida. Io non mi sono mai ritirato ad una gara: se posso andare al limite lo faccio, sennò mi godo ancora di più il percorso».

Per cui è un’esperienza che consiglia a tutti o perlomeno a coloro che sono in condizioni fisiche discrete?
«Io ne sono l’esempio lampante: mai corso in vita mia fino al 2008, quando ho scoperto questa disciplina. Sin da bambino frequento e amo la montagna, la conosco, sono a mio agio su sentieri, salite e discese. Il resto viene di conseguenza, ci si allena e si prova a partecipare. Ripeto, anche se non si è competitivi si ha la fortuna di fare una gita, ovvio impegnativa, che in condizioni normali non si farebbe mai...».

Quest’anno aumentano anche le condizioni di sicurezza. Più controlli sui materiali e lungo il percorso. Che ne pensa?
 «La cosa mi lascia perplesso perchè è dovere di ogni partecipante mettersi nelle condizioni di sicurezza, senza che ci sia qualcuno che controlli. L’anno scorso quando ci fu la morte del cinese e diversi assideramenti, io correvo in maglietta e kway, ma nello zaino avevo il piumino, che non è nemmeno richiesto. Ognuno deve conoscersi e provvedere. Scaricare lo zaino di mezzo chilo in una gara così lunga rischiando di trovarsi poi in difficoltà di notte è da stupidi. Mezzo chilo di peso credo che non faccia tutta quella differenza nemmeno per i primi tre. Ripeto: questa gara è un’esperienza da vivere con passione, il tempo finale lo si verifica all’arrivo, l’importante è come si vive il durante».
Gabriele Pinna
Twitter @gabrielepinna

 

I BIELLESI AL VIA SONO 18. PLONER VETERANO, CHIARA TALLIA UNICA DONNA

I biellesi ammessi alla partenza di domattina alle 10 a Courmayeur del 5° Tor des Geants sono Lionello Bego, Roberto Caucino, Daniele Chiarletti, Uwe Eichert, Marco Galletto, Marco Ghilardelli, Gabriele Lampo, Marco Macchieraldo, Dario Monteferrario, Alberto Monticone, Andrea Monticone, Giuliano Pavan, Paolo Piva, Valerio Pivotto, Luigi Ploner 62enne alla 5ª partecipazione, Paolo Alberto Poncino e Alfio Rinaldo. Unica rappresentante femminile è Chiara Tallia.