Ultimo quarto da urlo: Angelico show

Ultimo quarto da urlo: Angelico show
Sport 20 Febbraio 2017 ore 12:12

TREVIGLIO – L’Angelico è come quei segugi che quando puntano una preda non la mollano per niente al mondo. Aveva messo nel mirino questa vittoria a Treviglio e ha continuato a crederci durante tre quarti a inseguire una Remer in condizione straordinaria. Ma appena ha mollato di un niente il ritmo, Biella era lì, concentrata, cattiva, pronta ad azzannare gli avversari, la partita e il campionato. Altri due punti, sesta vittoria consecutiva e un primato sempre più solido.

E dire che la trasferta non è iniziata nel migliore dei modi. Treviglio parte con una difesa molto aggressiva che rientra a zona 2-3. La scelta non paga: Biella la punisce tre volte dall’arco con De Vico e Venuto. Ma quando il capitano si fa male (lieve stiramento alla coscia destra, non rientrerà più) e il play esce per rifiatare l’attacco si inceppa. È il 15-9 per l’Angelico, che qui si spegne. 
La Remer passa a uomo in difesa e riesce a trovare il suo ritmo (alto, altissimo) in attacco. Piazza un parziale di 18-0 e poi tocca il +14 nel secondo quarto (31-17) con l’ingresso di un ottimo Lele Rossi che segna otto punti consecutivi.

Il problema principale di Biella sono i rimbalzi: 15-8 per Treviglio nel primo quarto, 27-17 nel secondo. Senza De Vico, Carrea prova anche a giocare con Udom da tre per alzare il quintetto, ma la partita non gira finché non cominciano ad andare a rimbalzo con cattiveria anche gli esterni: «Bisogna uscire dall’equivoco che quando si perde a rimbalzo è colpa dei lunghi – ha spiegato il coach dopo la partita -. Treviglio ci ha fatto molto male con i tagli degli esterni e quando le nostre guardie hanno cominciato a seguirli con più intensità anche questa statistica è cambiata». 
Le cose, infatti, cominciano a ribaltarsi nel terzo periodo (11-7 i rimbalzi per Biella) per poi svoltare definitivamente nel quarto (15-5).

L’Angelico rientra dagli spogliatoi con dieci punti da rimontare. E comincia da subito a ricucire il divario e torna a -6, ma la Remer non ci sta e scappa di nuovo a +13 prima di chiudere il terzo parziale ancora sul +10. Tutto la sforzo profuso in questi dieci minuti non ha prodotto nulla. Molte altre squadre si sarebbero sciolte, non l’Angelico.
Pollone strappa un rimbalzo offensivo straordinario e lo trasforma in due punti: 66-63 e Biella torna ad un possesso. È un segnale: i tagli a rimbalzo degli esterni che erano stati un fattore per Treviglio ora incarnano la svolta per l’Angelico. L’altro segnale è il rimbalzo difensivo conquistato da Venuto nell’ultimo minuto, con Biella avanti 80-77 e la Remer a provare il tutto per tutto.

Mvp dell’incontro è Jazz Ferguson. Non solo per i 10 punti nell’ultimo periodo, ma perché quando ha iniziato a battere con continuità il suo uomo ha costretto i lunghi avversari a uscire dal pitturato per aiutare, sguarnendo l’area per i rimbalzi e i tagli. Alla fine sono 27+7 rimbalzi e 3 recuperi. Il commento finale spetta a Carrea: «Non mollare mai è la nostra caratteristica principale. Torniamo a casa con una grande vittoria e la consapevolezza che dobbiamo migliorare gli approcci. Questa è la nostra identità, voler migliorare sempre». E ora sotto con il big match per la vetta del girone Ovest, al Forum, con la lanciata Tortona.

Matteo Lusiani

Leggi di più sull’Eco di Biella di lunedì 20 febbraio 2017

TREVIGLIO – L’Angelico è come quei segugi che quando puntano una preda non la mollano per niente al mondo. Aveva messo nel mirino questa vittoria a Treviglio e ha continuato a crederci durante tre quarti a inseguire una Remer in condizione straordinaria. Ma appena ha mollato di un niente il ritmo, Biella era lì, concentrata, cattiva, pronta ad azzannare gli avversari, la partita e il campionato. Altri due punti, sesta vittoria consecutiva e un primato sempre più solido.

E dire che la trasferta non è iniziata nel migliore dei modi. Treviglio parte con una difesa molto aggressiva che rientra a zona 2-3. La scelta non paga: Biella la punisce tre volte dall’arco con De Vico e Venuto. Ma quando il capitano si fa male (lieve stiramento alla coscia destra, non rientrerà più) e il play esce per rifiatare l’attacco si inceppa. È il 15-9 per l’Angelico, che qui si spegne. 
La Remer passa a uomo in difesa e riesce a trovare il suo ritmo (alto, altissimo) in attacco. Piazza un parziale di 18-0 e poi tocca il +14 nel secondo quarto (31-17) con l’ingresso di un ottimo Lele Rossi che segna otto punti consecutivi.

Il problema principale di Biella sono i rimbalzi: 15-8 per Treviglio nel primo quarto, 27-17 nel secondo. Senza De Vico, Carrea prova anche a giocare con Udom da tre per alzare il quintetto, ma la partita non gira finché non cominciano ad andare a rimbalzo con cattiveria anche gli esterni: «Bisogna uscire dall’equivoco che quando si perde a rimbalzo è colpa dei lunghi – ha spiegato il coach dopo la partita -. Treviglio ci ha fatto molto male con i tagli degli esterni e quando le nostre guardie hanno cominciato a seguirli con più intensità anche questa statistica è cambiata». 
Le cose, infatti, cominciano a ribaltarsi nel terzo periodo (11-7 i rimbalzi per Biella) per poi svoltare definitivamente nel quarto (15-5).

L’Angelico rientra dagli spogliatoi con dieci punti da rimontare. E comincia da subito a ricucire il divario e torna a -6, ma la Remer non ci sta e scappa di nuovo a +13 prima di chiudere il terzo parziale ancora sul +10. Tutto la sforzo profuso in questi dieci minuti non ha prodotto nulla. Molte altre squadre si sarebbero sciolte, non l’Angelico.
Pollone strappa un rimbalzo offensivo straordinario e lo trasforma in due punti: 66-63 e Biella torna ad un possesso. È un segnale: i tagli a rimbalzo degli esterni che erano stati un fattore per Treviglio ora incarnano la svolta per l’Angelico. L’altro segnale è il rimbalzo difensivo conquistato da Venuto nell’ultimo minuto, con Biella avanti 80-77 e la Remer a provare il tutto per tutto.

Mvp dell’incontro è Jazz Ferguson. Non solo per i 10 punti nell’ultimo periodo, ma perché quando ha iniziato a battere con continuità il suo uomo ha costretto i lunghi avversari a uscire dal pitturato per aiutare, sguarnendo l’area per i rimbalzi e i tagli. Alla fine sono 27+7 rimbalzi e 3 recuperi. Il commento finale spetta a Carrea: «Non mollare mai è la nostra caratteristica principale. Torniamo a casa con una grande vittoria e la consapevolezza che dobbiamo migliorare gli approcci. Questa è la nostra identità, voler migliorare sempre». E ora sotto con il big match per la vetta del girone Ovest, al Forum, con la lanciata Tortona.

Matteo Lusiani

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