Podismo, Mosca conquista anche il Santuario e completa il grande slam biellese

Podismo, Mosca conquista anche il Santuario e completa il grande slam biellese
Sport 29 Luglio 2014 ore 12:43

Ha completato una sorta di Grande Slam del podismo biellese, Alberto Mosca. Sabato ha tagliato per primo il traguardo sotto il santuario d’Oropa, scena che quest’anno si è già ripetuta a Piedicavallo e a Graglia: le tre classiche sono tutte sue.
Mosca ha vinto la 39ª Biella-Oropa - 10° memorial  Ismar Pasteris in  48’37”, con la quinta miglior prestazione di tutti i tempi   e 15” in meno rispetto alla sua vittoria di due anni fa. Ma il livello, nonostante il forfait dell’ex Campione italiano di maratona Giovanni Gualdi (perché ancora inserito nell’elenco Elite che non può partecipare ad alcune gare, sebbene da inizio anno svolga attività dilettantesca), era altissimo, come dimostra il secondo posto di Erik Rosaire, staccato di 35” ma con il decimo tempo nella storia della gara. Solo 7° un altro dei favoriti, Massimo Galliano, alle prese con problemi fisici.
 Al femminile trionfa Valentina Menonna, anche lei già vincitrice di molte gare in stagione, che chiude sopra l’ora e sigla il 13° tempo all time e lascia a 20” la polacca Katarzyna Kuzminska. Anche qui c’era un’assenza illustre, la neo azzurra Catherine Bertone, che ha ceduto il posto al marito Gabriele Beltrami (poi 6° al traguardo).
Polverizzato il record di partenti: al colpo di pistola dato alle 18 di sabato dall’assessore Teresa Barresi davanti ai giardini Zumaglini sono scattati in 570, 81 in più rispetto ai 489 del 2012: «La temperatura era ideale per i podisti - commenta Claudio Piana, alla guida dell’organizzazione targata gac Pettinengo e Biella Sport Promotion -,  decisamente in contrasto con il caldo del 2013, e ha favorito un boom dell’ultim’ora: oltre 100  le  iscrizioni last minute».
  
Il “Grande Slam” non era nei programmi di inizio stagione per Mosca: «Quest’anno - spiega l’atleta della Palzola - volevo vincere la Biella-Piedicavallo perché era una corsa che ancora mi mancava, mentre la Biella-Graglia è stata una tappa nella preparazione della maratona, non c’erano grandissimi avversari e ho vinto agilmente. Solo dopo ho pensato che avrei potuto diventare il primo, perlomeno a  memoria, a vincere le tre classiche nello stesso anno. Così mi sono allenato per presentarmi in forma alla Biella-Oropa». La differenza l’ha fatta al Favaro: «Fino a lì aveva tirato Erik Rosaire ma all’ingresso nella strada vecchia mi sono messo davanti e ho fatto il mio ritmo. Dopo il Favaro avevo 50 metri di vantaggio. Prima della Vecchia mi hanno detto che si stava riavvicinando allora ho dato un’accelerata e poi sono arrivato in solitario». Aggiornato il computo dei km percorsi in stagione per campagna “Io non corro solo”: «Ho superato quota 3.000, per ogni km corso donerò 5 centesimi al centro di ricerca medica Humanitas di Milano».    
m.l.