Oropa decisiva: Dumoulin trionfa al 100° Giro d’Italia

Oropa decisiva: Dumoulin trionfa al 100° Giro d’Italia
29 Maggio 2017 ore 13:32

«In questo Giro ci sono stati giorni buoni e giorni difficili, ma Oropa è stata straordinaria, sono davvero felice». E, a conti fatti, dopo l’ultima cronometro di Milano di ieri, la 14ª tappa è stata anche decisiva per la vittoria del Giro 100 di Tom Dumoulin, 26enne (foto),  primo olandese a trionfare nella storia della corsa rosa. 
Le montagne della terza settimana hanno fatto vacillare il suo primato, perso solo di misura a favore di Nairo Quintana. Ma nè il colombiano, nè Vincenzo Nibali sono riusciti a guadagnare abbastanza in classifica generale per potersi difendere nella cronometro di ieri, vinta da un altro olandese, Jon Van Emden (Team Lotto Nl-Jumbo), giunto primo sul traguardo con il tempo finale di 33’08”, a oltre 53km/h di media, davanti a Domoulin a 15”. Ben oltre il minuto i ritardi dei rivali in classifica di Dumoulin che doveva recuperare 53” a Quintana, 10” a Pinot e 14” a Nibali.
Quando si vince un Giro lungo tre settimane di corsa, ogni chilometro di gara è stato determinante fino all’arrivo, ma osservando con occhi un po’ partigiani, biellesi e italiani, la classifica finale, quei 40” di distacco sul podio di Nibali non possono che richiamare alla salita della Vecchia, dove le gambe del campione siciliano hanno pagato dazio al contrattacco della maglia rosa, che vincendo a Oropa aveva guadagnato 43” (più abbuono di 10”) su Nibali: eccolo lì, il momento decisivo del Giro in chiave italiana. Oropa, dunque, nella storia del Giro, una volta di più.

Gabriele Pinna

«In questo Giro ci sono stati giorni buoni e giorni difficili, ma Oropa è stata straordinaria, sono davvero felice». E, a conti fatti, dopo l’ultima cronometro di Milano di ieri, la 14ª tappa è stata anche decisiva per la vittoria del Giro 100 di Tom Dumoulin, 26enne (foto),  primo olandese a trionfare nella storia della corsa rosa. 
Le montagne della terza settimana hanno fatto vacillare il suo primato, perso solo di misura a favore di Nairo Quintana. Ma nè il colombiano, nè Vincenzo Nibali sono riusciti a guadagnare abbastanza in classifica generale per potersi difendere nella cronometro di ieri, vinta da un altro olandese, Jon Van Emden (Team Lotto Nl-Jumbo), giunto primo sul traguardo con il tempo finale di 33’08”, a oltre 53km/h di media, davanti a Domoulin a 15”. Ben oltre il minuto i ritardi dei rivali in classifica di Dumoulin che doveva recuperare 53” a Quintana, 10” a Pinot e 14” a Nibali.
Quando si vince un Giro lungo tre settimane di corsa, ogni chilometro di gara è stato determinante fino all’arrivo, ma osservando con occhi un po’ partigiani, biellesi e italiani, la classifica finale, quei 40” di distacco sul podio di Nibali non possono che richiamare alla salita della Vecchia, dove le gambe del campione siciliano hanno pagato dazio al contrattacco della maglia rosa, che vincendo a Oropa aveva guadagnato 43” (più abbuono di 10”) su Nibali: eccolo lì, il momento decisivo del Giro in chiave italiana. Oropa, dunque, nella storia del Giro, una volta di più.

Gabriele Pinna

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