Nicola Minessi non si sbilancia: «Angelico e Fila? “Donne” fantastiche»

Nicola Minessi non si sbilancia: «Angelico e Fila? “Donne” fantastiche»
Sport 21 Marzo 2014 ore 21:12

La marcia playoff continua. Domani si va ad Imola per ri-scrivere un pezzo di storia  di Pallacanestro Biella. La missione Angelico è quella di conquistare la settima vittoria consecutiva in campionato per eguagliare il record della Fila Biella che nel 2001 terminò poi la stagione salendo in Serie A. In queste settimane i paragoni tra le due squadre sorgono spontanei, così è naturale chiedere ad un protagonista di allora che cosa ne pensi al riguardo.
Nicola Minessi, oggi team manager rossoblu, sgombra subito il campo dai dubbi: «Il paragone più giusto da fare – spiega – non è con quella Fila, ma con quella del primo anno di A2, che senza alcuna aspettativa ad inizio stagione raggiunse la finale con Reggio Calabria. Anche quella squadra, come quella di oggi, aveva la forza di pensare ad una partita alla volta, senza porsi degli obiettivi, giocando a mente sgombra, condizione che fa rendere al meglio un giocatore e una squadra».
  
Quali furono i punti forza di quel gruppo storico?
«Potrei fare una lista di cento cose che sono uguali: la voglia di stare insieme e fare gruppo, quella di allenarsi e migliorare, il conseguente entusiasmo che si crea attorno e due coach come Danna e Corbani abili ad usare sia il bastone sia la carota, dal mio punto di vista dote indispensabile. Poi serve talento, senza si combina poco».

Ma se la lista delle cose da fare è nota, perchè non ricrearla ogni stagione?
«Perchè certe cose, come canta Vasco «son come dei sogni», accadono e basta. E poi se la costruisci seguendo la lista, ti frega già il primo punto: voler vincere il campionato come obiettivo…».

Certo che se i playoff iniziassero domani, questa Angelico farebbe paura, non crede?
«Penso proprio di sì, si cominciasse già domenica sarebbero guai seri per tutti».

Invece ci vorrà ancora un po’ e il rischio è di perdere in forma mentre altri la guadagnano, che ne pensa?
«Io non ho mai creduto che nello sport si possa accendere l’interruttore. La domenica giochi come ti sei allenato in settimana e nei playoff giochi come hai fatto in campionato. Le eccezioni sono poche e io non ci credo, mentre sono convinto che questa squadra possa fare bene anche nei playoff, ma non chiedetemi pronostici».
 
Di sicuro non c’è in giro un emergente Manu Ginobili pronto a rovinare la festa come capitò allora con Reggio Calabria…
«Non mi sembra… In quel campionato potrei citare una ventina di nomi di giocatori che poi hanno fatto carriera in Italia e in Europa e… in Nba. Il livello era molto alto, ciò non toglie che anche questo torneo sia difficile…».

L’Angelico invece ha dalla sua parte un Voskuil in stato di grazia, da tre ha fatto meglio pure di Antonio Granger…
«Come tiratore Alan non ha rivali, meglio anche di Antonio. Per il resto sono due giocatori molto diversi, sia fisicamente sia tecnicamente. Voskuil ha un istinto per il tiro incredibile: segnare 12 triple in una gara è tanta roba. Merito non solo suo, ma anche di allenatore e compagni che ti mettono nella condizione per farlo. Il record è venuto da solo, credo giocasse con la leggerezza di una sfida in un playground in Texas tra amici. Comunque sia, bravi Corbani e Fioretti a portarlo a Biella. Credo che molte squadre in Serie A ora abbiano il suo nome sul taccuino. Io però sogno che lui possa fare un’altra stagione  a Biella, come e dove non so… Mi viene in mente Nate Erdmann.. confermare questo gruppo, e anche Damian Hollis per me è fortissimo, sarebbe stupendo».
 
Fila dei record e Angelico della rinascita: due squadre che fanno sognare, ma diverse tra loro, questa la sintesi esatta?
 «In 23 stagioni di pallacanestro giocata ho imparato che le squadre sono come le donne, ognuna è bella a suo modo e qui parliamo di due donne fantastiche…».
Gabriele Pinna
Twitter @gabrielepinna

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