Le regole Specchio del Gioco

Sport 01 Aprile 2012 ore 12:54

Parlare di regole è una mia grande passione, anche al di fuori dei ristretti confini cestistici. Proprio perché ho provato, nel limite delle modeste capacità, ad approfondire l’argomento, mi viene facile capire quanto sia complesso accostarsi a questo discorso. Dire che una regola è buona o cattiva implica un ragionamento lungo e faticoso, che non sempre abbiamo voglia e pazienza di fare. Oltretutto, quasi nessuna regola è interamente buona o interamente cattiva. La sintesi che bisogna fare riguarda gli aspetti positivi e quelli negativi, che coesistono. Detto questo, ci sono almeno un paio di regole del basket verso le quali, dopo averle viste sul campo,  ho mantenuto (e semmai incrementato) lo stesso scetticismo che avevo al momento della loro entrata in vigore.

Parlare di regole è una mia grande passione, anche al di fuori dei ristretti confini cestistici. Proprio perché ho provato, nel limite delle modeste capacità, ad approfondire l’argomento, mi viene facile capire quanto sia complesso accostarsi a questo discorso. Dire che una regola è buona o cattiva implica un ragionamento lungo e faticoso, che non sempre abbiamo voglia e pazienza di fare. Oltretutto, quasi nessuna regola è interamente buona o interamente cattiva. La sintesi che bisogna fare riguarda gli aspetti positivi e quelli negativi, che coesistono. Detto questo, ci sono almeno un paio di regole del basket verso le quali, dopo averle viste sul campo,  ho mantenuto (e semmai incrementato) lo stesso scetticismo che avevo al momento della loro entrata in vigore.

La prima è quella del semicerchio dello sfondamento, mai capita e comunque utilizzata non più di 10 volte in un’intera stagione (sto altissimo). Al punto che ormai nessuno si pone neppure più il problema, finchè un giorno ci troveremo di fronte ad un casus belli. La seconda è quella del possesso alternato. Potrebbe avere senso (ed infatti ne ha) la regola NBA di non creare disparità ad inizio quarto con una palla a due che non proviene dal gioco. E’ però veramente difficile trovare lo stesso senso nell’equiparare a quelle di apertura le contese che invece dal gioco provengono. Se la regola vuole evitare che quelli che saltano di più abbiano dei vantaggi, forse si dimentica che rimbalzi, stoppate, mismatch e tiri sopra la testa dell’avversario fanno parte di questo gioco (a pieno titolo) da quando Naismith appese il benedetto cesto di pesche alla balconata. Se invece la spiegazione è che “una volta per uno non fa male a nessuno”, allora il fondamento è pari al “palla contesa palla alla difesa” del calciobalilla.  Una recente gara dei playoff di Eurolega ha proposto la seguente situazione: squadra A in rimonta disperata, squadra B sopra di un punto, pochi secondi alla fine. Grandissima difesa della squadra A, che verso lo scadere dei 24 secondi costringe la squadra B a rifugiarsi in palla a due. La freccia, a dimostrazione della legge di Murphy, favorisce la squadra B. Il che rappresenta un chiaro disservizio al gioco, oltre che una plastica dimostrazione della vacuità del principio di cui sopra. Se io difendo in quella maniera, voglio (pretendo) almeno il 50 % di possibilità di prendermi il pallone per cui ho sputato sangue. Che, tutto da dimostrare, questo 50 diventi 40 o 60 a seconda dei saltatori (che possono solo indirizzare, poi controllano gli altri) rileva un decimo rispetto all’etica del gioco, che andrebbe protetta sopra ogni altra cosa.
P
Il problema non è cambiare la regola, bensì decidere a quale spirito si deve conformare e chi deve essere il custode di quello spirito. Credo fermamente che l’unico riferimento debba essere lo spirito del gioco, che tra parentesi non può essere lo stesso per gli under-14 ed i finalisti di Eurolega. Se invece si tratta di un problema politico, scusate ma mi interessa poco. Custodi di quello spirito possono e debbono essere tutte le componenti del Gioco. Se ci mettessimo in condizione di sentire arbitri, dirigenti, giocatori e allenatori prima di scrivere una regola, sarebbe meglio. In USA, ad esempio, stanno pensando di mettere l’instant replay per l’interferenza e usare la regola-FIBA sulla stessa materia. E della faccenda, in una Lega tutt’altro che democratica per vocazione, si occupa un apposito comitato composto da rappresentanti delle diverse componenti. Ma almeno, sarebbe auspicabile in caso di errore un minimo di verifica ex post. Non fosse altro che per continuare a  sostenere che il nostro è uno sport  in eterno divenire ed in migliorare.
Flavio Tranquillo
Inviato Sky Sport