Le Betulle tornano ad essere il campo più bello d’Italia

Le Betulle tornano ad essere il campo più bello d’Italia
Sport 09 Luglio 2014 ore 13:11

L’ultima edizione dell’autorevole classifica “Top Ten i campi più belli d’Italia 2013” redatta dalla rivista specializzata “Il Mondo del golf” regala una bella sorpresa al Golf Biella Le Betulle. La graduatoria pubblicata in questi giorni vede infatti il percorso di Magnano, disegnato a metà degli anni ’50 dal famoso architetto inglese John Morrison, tornare al numero 1 dopo tre anni in cui era sceso prima al 5° posto (2010) per poi risalire al 3° nel 2011 e 2012 sempre dietro ai due campi torinesi del Royal Park e Golf Torino. Nella classifica nata nel 1986 (su ispirazione della principale rivista americana Golf Digest) Biella ha conquistato per ben 19 volte la leadership, l’ultima fu nel 2009 a pari merito con il  Royal Park.

«Nonostante la bellezza dei campi di Robert Trent Jones (Royal Park e Castelconturbia) e l’obiettiva validità de La Mandria Golf Torino – spiega il presidente della giuria Alberto Croze -, Biella rimane un gradino più su, soprattutto per la naturalezza dei suoi ostacoli e la strategia di gioco che si rende necessaria per fare un buono score».
Grande soddisfazione anche da parte dei dirigenti del club: «E’ stata una sorpresa veramente piacevole che ci gratifica – dice il direttore de Le Betulle Riccardo Valzorio -. Significa che il lavoro e l’impegno pagano e danno dei frutti».
Tra l’altro Le Betulle è al primo posto in ben 4 dei 10 criteri di valutazione: “valore dei colpi”, “equilibrio del disegno”, ”impressione nella memoria” ed “estetica” intesa come semplicemente la bellezza dei luoghi. E in una classifica dove compaiono campi nelle più belle zone d’Italia (Roma, Como, Venezia, Sardegna, Lago di Garda, Puglia, Toscana, Sicilia, ecc), che farebbero carte false per essere al top di questa graduatoria per la pubblicità intrinseca che ne deriva (sono 25 milioni i turisti golfisti nel mondo per un giro d’affari di 40 miliardi di dollari), dovrebbe far capire quali sono le potenzialità (soprattutto turistiche) di questa vera eccellenza biellese e del territorio circostante.
R.L.