L'Angelico si raduna oggi. Infante: "Il passato non conta. Biella hai ancora fame di vittorie?"

L'Angelico si raduna oggi. Infante: "Il passato non conta. Biella hai ancora fame di vittorie?"
Sport 26 Agosto 2014 ore 12:09

Ha la voce squillante di chi non vede l’ora di imbarcarsi in una nuova avventura. Forse da capitano, in ogni caso da leader. Luca Infante è pronto: «Vogliamo dimostrare che l’anno scorso non è stato un caso fortunato». Alla vigilia del raduno della nuova Angelico, il leone di Nocera Inferiore ripercorre la sua estate.

Un’estate iniziata con la notizia del suo rinnovo di contratto, che però tardava a diventare ufficiale. Come ha vissuto quei giorni?
«Ero tranquillo. Anche perché, adesso si può dire, lavoravo sul rinnovo già da febbraio. Sentivo la fiducia dell’ambiente e della società».

Assieme a lei ha firmato il prolungamento anche Simone Berti. State per iniziare la terza stagione assieme: chi di voi sarà il capitano?
«Con Simone ci siamo sentiti quasi una volta al giorno per scambiarci impressioni e idee. Non so chi sarà il prossimo capitano, ma di certo potrà essere orgoglioso perché avrà un ruolo di grande prestigio».

Molti degli artefici dell’ultima cavalcata sono rimasti. L’ultima conferma, la più sorprendente, è stata quella di Alan Voskuil: se l’aspettava?
«Anche con Alan sarà il terzo anno assieme e anche con lui ci siamo sentiti spesso, perfino nei giorni del rinnovo. Io continuavo a dirgli che è meglio essere il protagonista qui che la comparsa altrove. C’è una differenza enorme tra essere amati da una piazza ed essere solo uno del roster».

Sei decimi della squadra sono rimasti gli stessi dell’anno scorso, che Angelico sarà quella targata 2014/15?
«Tanti automatismi rimarranno gli stessi che già conosciamo. I nuovi arrivati non faticheranno ad ambientarsi. Ma dovremo avere anche la stessa fame dell’anno scorso per dimostrare di non essere stati solo la sorpresa di un anno».

Parlando di volti nuovi, quest’anno ci sarà un nuovo playmaker ad innescarvi, Tommaso Laquintana.
«Tommy ha la cazzimma, se mi passate il termine, e ha le potenzialità per arrivare ad alti livelli. Quest’anno ha anche la grande occasione di poter giocare con continuità, non ci sono tanti allenatori che hanno il coraggio di mettere in mano la squadra a un giocatore di 19 anni ma Corbani è fra questi».

L’anno scorso divideva il reparto lunghi con uno dei migliori giocatori della stagione, Damian Hollis. Ora cosa si aspetta dal nuovo collega Benjamin  Raymond?
«Mi dicono che abbia una grande grinta, e di certo questo non gli renderà difficile ambientarsi in questa squadra. Mi aspetto spessore ed esperienza, anche nelle partite europee».
A proposito, non ha paura che l’Eurochallenge porti via energie al campionato?
«No, credo invece che ci farà crescere. La vivremo con serenità, provando a vincere, certo, ma anche  come un percorso per migliorare. Ed è un’esperienza che farà bene soprattutto ai giovani».

Il campionato appare più livellato rispetto a un anno fa, vi preoccupa?
«Quest’anno non ci sarà una Imola. Noi dobbiamo solamente non lasciarci portare fuori strada dal fatto di essere stati in corsa per il primo posto nell’ultimo campionato. Oggi quello che è stato fatto non conta niente, si riparte da capo».

Da capo, certo, ma anche da dove si era finito: ovvero da Torino che verrà al Forum alla prima giornata. Avrebbe potuto essere gara5 dei quarti di finale...
«È un po’ come tornare sul luogo del delitto. L’unico augurio che faccio è che si giochi solo a pallacanestro, nel rispetto del normale gioco di sfottò che rende bella una sfida. Ma che non si passi il limite come è accaduto nelle ultime partite».
Matteo Lusiani