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La rivincita della 16enne Erika Forlini, un esempio di volontà nella ginnastica

La rivincita della 16enne Erika Forlini, un esempio di volontà nella ginnastica
Sport 22 Novembre 2013 ore 17:40

Erika Forlini (foto) è una bella ragazza sedicenne che frequenta da circa due anni e mezzo il PalaGinnastica La Marmora di corso Guido Alberto Rivetti 2 A, dove si allena con gli attrezzi specifici dell’Artistica. Dall’inizio di quest’anno ha ripreso a gareggiare e a togliersi delle importanti soddisfazioni, come quella della promozione alla finale nazionale del Campionato Nazionale di Categoria che andrà in scena, domani, sabato 23 novembre dalle 13.30 alle 22 al PalaBonPrix di Biella.

Forlini ha ottenuto il pass alla finale nazionale comportandosi bene alla selezione regionale, che da quest’anno, per limitare le spese, la Federazione Ginnastica d’Italia ha voluto portare subito a conclusione annullando quell’importantissima fase intermedia rappresentata dall’interregionale.     Ciò detto, non ci sarebbe nulla di eccezionale se non la bravura dell’atleta e la novità del percorso. Ma Erika, giovanissima promessa della Ginnastica Artistica che ha cominciato in Apd Pietro Micca, dall’ottobre 2007 ha messo in piedi un curriculum di tutto rispetto attraversando da vincitrice o comunque da podi le varie categoria d’età di cui è costituito l’arduo cammino dell’eccellenza. Nel 2009 scattano per lei importantissime convocazioni nella Nazionale Junior e ad inizio giugno di quell’anno, d’accordo con la Società biellese in cui ha iniziato i primi passi, si tessera ed inizia ad allenarsi a Lissone nella società Ginnastica Artistica Lissonese. Da lì iniziano importantissimi riconoscimenti quali il collegiale insieme alla squadra Nazionale Senior (San Benedetto del Tronto, Luglio 2010), il quarto posto di squadra con la "G.A.L Gym Team" nel Campionato di serie A1 (Firenze, Maggio 2011), un collegiale insieme alla squadra nazionale Senior (San Benedetto del Tronto, Luglio 2011) e un collegiale Nazionale Junior (Cesena, Agosto 2011), fino a quel  maledetto giorno di fine agosto 2011 in cui è costretta a fermarsi per un infortunio alle anche ed inizia per lei un indispensabile ma, ahimè, innaturale periodo di stop. Comunque il riposo forzato non serve a nulla  e nel marzo del 2012 è costretta a subire un’operazione all'anca sinistra. Ai primi di aprile 2012 inizia a frequentare il PalaGinnastica La Marmora per fare un po' di mantenimento dopo l'operazione e finalmente nel gennaio 2013 torna in gara dopo quasi due anni di stop.

Cosa si prova ad analizzare un risultato così fortemente voluto?
«Sicuramente il traguardo raggiunto è inaspettato. Nessuno, me compresa, avrebbe mai pensato che sarei ritornata ad un livello così alto e soprattutto non mi sarei mai aspettata di togliermi ancora delle soddisfazioni così grandi, sia a livello di squadra che a livello individuale. Questi due anni in un modo o nell'altro mi hanno fatto capire sempre di più il fatto che non si è mai consapevoli delle proprie capacità finché non ci si mette in gioco».

Ti è servito l'apporto di solidarietà e di amicizia che hai trovato in palestra?
«Ovviamente si. Da undici anni di ginnastica se c'è una cosa che ho imparato è che l'appoggio delle compagne di squadra, degli allenatori e di tutto l'ambiente in generale rappresenta una elemento fondamentale.  In palestra si condivide la propria voglia di mettersi in gioco, si impara a rispettare gli altri, si impara a vivere, si imparano la fatica, l'impegno e la dedizione. Penso sia importante per una ragazza di sedici anni sapere di essere circondata da persone che credono in quello che fai, persone pronte a tutto per aiutarti in qualsiasi modo e persone disposte a tutto per farti stare meglio nel caso dovesse succedere qualcosa. Ho un bellissimo rapporto con tutte le mie compagne di squadra,  che a loro modo hanno sempre saputo, specialmente nei mesi dopo l'operazione, tirarmi su di morale nei periodi peggiori e mi hanno sempre aiutata a trovare uno stimolo per non mollare mai».
 

A chi devi maggiormente oltre a te stessa questa tua rinascita?
«Vorrei iniziare ringraziando in modo particolare la Società Ginnastica La Marmora, che sùbito dall'inizio mi ha dato la possibilità di poter riprendere pian piano la mia attività fisica mettendo a mia disposizione l'intera struttura e gli allenatori, nonostante io fossi ancora tesserata per la società lissonese.  Sicuramente devo ringraziare anche la mia famiglia, perché grazie specialmente ai miei genitori che hanno fatto di tutto per garantire la mia salute, mi sono trovata nelle condizioni di poter migliorare la mia condizione fisica sempre di più. Ovviamente un ringraziamento va anche alla mia allenatrice Irina, che con il suo impegno e la sua pazienza ha saputo gestire una situazione così delicata e nonostante tutto non ha mai messo in dubbio le mie capacità, ha sempre creduto in me anche quando la prima a dubitarne ero io stessa».

Quali sono i tuoi obbiettivi?
«I primo obbiettivo è quello di dimostrare a chi mi dava per persa (e anche a me stessa) che nulla è impossibile, basta volerlo. Spero di riuscire a dimostrarlo in parte nella finale del Campionato Nazionale di Categoria questo sabato, dove cercherò di concludere la gara nel migliore dei modi portando a termine un lavoro di un anno intero ormai».
R.E.S.

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