L’Angelico va all’assalto della Capitale

L’Angelico va all’assalto della Capitale
Sport 28 Gennaio 2017 ore 15:31

Basta un dato per inquadrare la sfida di domani: il terzo attacco fa visita al miglior attacco della A2. Unicusano Virtus Roma-Angelico Biella si preannuncia innanzitutto come un bello spettacolo (non a caso sarà trasmessa in chiaro, alle 18, sull'Lnp Channel di YouTube, arbitri: Nicolini, Yang Yao, Pepponi). I giallorossi sono l'unica squadra ad aver già sfondato quota 1500 punti stagionali (86.3 a partita), Biella è terza, dietro Treviglio, con 81.3 punti di media.

Sfida fra attacchi? Il segreto della Virtus è il gioco di Fabio Corbani, che garantisce tanti possessi e tiri in ritmo per tutti. Con questo sistema è praticamente impossibile non essere "on fire". Basti pensare a Massimo Chessa, che quando si è presentato a Biella un girone fa tirava dall'arco con il 27% (prendendo 11 tiri di media), oggi viaggia al 36% (prendendone 9): una volta abituati a queste velocità, i giocatori entrano in fiducia ed è difficile minare le loro sicurezze. L'Angelico usa una filosofia quasi all'opposto, ha una grande varietà di soluzioni e sceglie di partita in partita quali utilizzare. Domani potrebbe affidarsi molto agli attacchi in post di Tessitori John Brown, ad esempio. Ma sarebbe una scelta, non "il" gioco di Biella. Roma no, Roma è Roma, contro chiunque. Sai esattamente cosa fa, ma lo fa talmente bene che è difficile arginarla.

E le difese? Lo spazio che Corbani si tiene per variare la squadra da una partita all'altra è invece la difesa. Di base cerca di togliere agli avversari l'uno contro uno e le linee di passaggio, perché (tanto a Biella quanto a Roma) i suoi roster tendono a concedere mismatch agli avversari. L'esecuzione però è sempre diversa: a variare è la frequenza dei cambi o il tipo di match-up che sceglie. Difese che tolgono ritmo, confondono e obbligano a giocare fuori dagli schemi. Serve solidità mentale per non perdere concentrazione e restare in partita. Dall'altra parte, invece, l'Angelico risponderà con le sue armi migliori, l'intensità e la fisicità garantite anche dai molti sesti uomini (soprattutto Wheatle nella prima parta dell’anno, Pollone nelle ultime uscite).

Il quintetto romano si apre con l'americano Anthony Raffa, 17.4 punti e 3.6 assist di media: «Play atipico - commenta l'assistant coach Francesco Viola -, un realizzatore che si esalta quando può correre in campo aperto. Il suo rendimento è molto condizionato dai punti che segna, ma in casa garantisce una buona continuità». Chessa fa il "Voskuil", ovvero esce dai blocchi e tira dal perimetro (ma distribuisce anche 3.6 assist). L'ala piccola è Daniele Sandri, e anche lui porta punti e assist (9.9+3.1) chiudendo un reparto esterni che complessivamente vale oltre 42 punti e 10 assist. Sotto canestro domina John Brown, miglior giocatore del campionato per valutazione, oltre che miglior rimbalzista offensivo. I suoi sono grandi numeri: 18.7 punti e 7.7 rimbalzi, di cui 4.4 in attacco a chiarire verso quale metà del campo è la sua vocazione. Al suo fianco si alternano Landi (ottimo tiratore da tre, spesso limitato dai falli) e il giovane Vedovato. Mancherà il giovane Benetti, infortunato, mentre dovrebbe rientrare Maresca come cambio degli esterni.

I duelli. «Sotto le plance dico Tex contro Brown - commenta Viola -, sarà un bello scontro perché Tessitori ha più fisico mentre l'americano è più mobile ed esplosivo. Sul perimetro invece la sfida sarà fra Ferguson e Chessa».

Matteo Lusiani

Basta un dato per inquadrare la sfida di domani: il terzo attacco fa visita al miglior attacco della A2. Unicusano Virtus Roma-Angelico Biella si preannuncia innanzitutto come un bello spettacolo (non a caso sarà trasmessa in chiaro, alle 18, sull'Lnp Channel di YouTube, arbitri: Nicolini, Yang Yao, Pepponi). I giallorossi sono l'unica squadra ad aver già sfondato quota 1500 punti stagionali (86.3 a partita), Biella è terza, dietro Treviglio, con 81.3 punti di media.

Sfida fra attacchi? Il segreto della Virtus è il gioco di Fabio Corbani, che garantisce tanti possessi e tiri in ritmo per tutti. Con questo sistema è praticamente impossibile non essere "on fire". Basti pensare a Massimo Chessa, che quando si è presentato a Biella un girone fa tirava dall'arco con il 27% (prendendo 11 tiri di media), oggi viaggia al 36% (prendendone 9): una volta abituati a queste velocità, i giocatori entrano in fiducia ed è difficile minare le loro sicurezze. L'Angelico usa una filosofia quasi all'opposto, ha una grande varietà di soluzioni e sceglie di partita in partita quali utilizzare. Domani potrebbe affidarsi molto agli attacchi in post di Tessitori John Brown, ad esempio. Ma sarebbe una scelta, non "il" gioco di Biella. Roma no, Roma è Roma, contro chiunque. Sai esattamente cosa fa, ma lo fa talmente bene che è difficile arginarla.

E le difese? Lo spazio che Corbani si tiene per variare la squadra da una partita all'altra è invece la difesa. Di base cerca di togliere agli avversari l'uno contro uno e le linee di passaggio, perché (tanto a Biella quanto a Roma) i suoi roster tendono a concedere mismatch agli avversari. L'esecuzione però è sempre diversa: a variare è la frequenza dei cambi o il tipo di match-up che sceglie. Difese che tolgono ritmo, confondono e obbligano a giocare fuori dagli schemi. Serve solidità mentale per non perdere concentrazione e restare in partita. Dall'altra parte, invece, l'Angelico risponderà con le sue armi migliori, l'intensità e la fisicità garantite anche dai molti sesti uomini (soprattutto Wheatle nella prima parta dell’anno, Pollone nelle ultime uscite).

Il quintetto romano si apre con l'americano Anthony Raffa, 17.4 punti e 3.6 assist di media: «Play atipico - commenta l'assistant coach Francesco Viola -, un realizzatore che si esalta quando può correre in campo aperto. Il suo rendimento è molto condizionato dai punti che segna, ma in casa garantisce una buona continuità». Chessa fa il "Voskuil", ovvero esce dai blocchi e tira dal perimetro (ma distribuisce anche 3.6 assist). L'ala piccola è Daniele Sandri, e anche lui porta punti e assist (9.9+3.1) chiudendo un reparto esterni che complessivamente vale oltre 42 punti e 10 assist. Sotto canestro domina John Brown, miglior giocatore del campionato per valutazione, oltre che miglior rimbalzista offensivo. I suoi sono grandi numeri: 18.7 punti e 7.7 rimbalzi, di cui 4.4 in attacco a chiarire verso quale metà del campo è la sua vocazione. Al suo fianco si alternano Landi (ottimo tiratore da tre, spesso limitato dai falli) e il giovane Vedovato. Mancherà il giovane Benetti, infortunato, mentre dovrebbe rientrare Maresca come cambio degli esterni.

I duelli. «Sotto le plance dico Tex contro Brown - commenta Viola -, sarà un bello scontro perché Tessitori ha più fisico mentre l'americano è più mobile ed esplosivo. Sul perimetro invece la sfida sarà fra Ferguson e Chessa».

Matteo Lusiani