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L’Angelico regala 10’ a Legnano

L’Angelico regala 10’ a Legnano
Sport 13 Marzo 2017 ore 20:15

CASTELLANZA –  L’Angelico arriva in ritardo alla Tws Arena di Legnano, quando scende sul parquet i Knights conducono di 23 lunghezze. Serve un’impresa per ribaltare uno svantaggio di queste dimensioni, invece “impresa” è l’urlo dello speaker di Legnano dopo la sirena. Biella ci è andata vicina, arrivando fino al -1 all’inizio dell’ultimo periodo, ma le è mancata la forza di azzannare la partita alla giugulare. È il dazio pagato alle tre partite di Coppa Italia e all’assenza prolungata di De Vico. Di positivo c’è che la differenza canestri è salva (71-64 all’andata).

L’inizio è un incubo. Legnano vede il canestro di casa largo come una botte, mentre Biella lo vede piccolo come la cruna di un ago. La difesa è molle, nessuno fa i tagliafuori: dopo 10′ i rimbalzi offensivi sono 8-0 per Mosley e compagni, dopo 20′ salgono a 12-1 con il computo totale che recita un impietoso 28-10. Dov’è finita la squadra in grano di strappare 19 rimbalzi più della Virtus Bologna?

La difesa è il fondamentale più irriconoscibile. L’Angelico soffre la fisicità di Raivio, che si rivela un rebus irrisolvibile. All’inizio lo prende Wheatle, ma l’inglese è troppo timido in attacco per riuscire a tenere il campo. Poi tocca a Pollone, ma se lo perde su ogni pick and roll. Le cose miglioreranno solo col passaggio alla zona 2-3, ma non impedirà all’americano di chiudere con una tripla doppia clamorosa (19 punti, 14 rimbalzi e 10 assist). 

Le chiavi. Riassumendo, l’Angelico ha perso sui rimbalzi e sulla fisicità, ovvero le sue due armi migliori. Demerito di Biella, ma bisogna anche dare a Cesare quel che è di Cesare: quando Carrea ha alzato il quintetto con Udom da tre, Ferrari ha risposto accoppiandolo con Maiocco. La somma fa zero: complimenti a Legnano.

La reazione arriva nel secondo tempo e ha un nome e un cognome: Mike Hall. Basta una scorsa alle statistiche per capire la svolta: 0 punti e 2 rimbalzi nel primo tempo, 19+14 nel secondo. Trascina l’Angelico nella rimonta fino al -1 segnato proprio da lui. Purtroppo gli attacchi vivono solo delle invenzioni sue e di Ferguson (38 punti con più del 50% dal campo), mentre gli italiani non ci sono proprio. Malissimo Udom, male tutti gli altri. Non si salva nessuno. Dall’altra parte del campo, invece, oltre a Raivio e Mosley (15 punti, 12 rimbalzi e 4 stoppate) ci sono altri tre giocatori in doppia cifra che decidono la partita: Palermo, Iehdioha e Martini. E Maiocco, che si ferma a 4 punti, è stato fondamentale in difesa.

Un passo indietro. Per quanto ampiamente giustificabile e perfino prevedibile (delle quattro semifinaliste di Coppa Italia ha vinto solo Treviso contro Chieti), questa trasferta resta un piccolo inciampo nella marcia trionfale dell’Angelico. Prima sconfitta dopo sette vittorie consecutive, mentre Legnano arrivava da cinque ko nelle ultime sei ed era senza Matteo Frassineti. Tuttavia non è tanto il passaggio a vuoto a dare fastidio, quanto il modo in cui è arrivato: non di squadra. 
Biella ci ha provato fino all’ultimo, ma forse aveva già alzato bandiera bianca quando Hall ha servito Tessitori sotto canestro e il centro ha sbattuto contro il muro rosso della Tws: la faccia sconfortata di Hall mentre torna nella sua metà campo è quella di chi ha esaurito le speranze.

Aspettando De Vico. Come affrontare questa Biella senza De Vico ormai è chiaro: si serra l’area per contrastare l’atletismo rossoblu, tanto dal perimetro la vena degli altri è quella che è (l’1/9 di Venuto dice tutto). Non resta che attendere con pazienza il rientro del capitano per ritrovare le spaziature giuste.

Matteo Lusiani

Leggi di più sull’Eco di Biella di lunedì 13 marzo 2017

CASTELLANZA –  L’Angelico arriva in ritardo alla Tws Arena di Legnano, quando scende sul parquet i Knights conducono di 23 lunghezze. Serve un’impresa per ribaltare uno svantaggio di queste dimensioni, invece “impresa” è l’urlo dello speaker di Legnano dopo la sirena. Biella ci è andata vicina, arrivando fino al -1 all’inizio dell’ultimo periodo, ma le è mancata la forza di azzannare la partita alla giugulare. È il dazio pagato alle tre partite di Coppa Italia e all’assenza prolungata di De Vico. Di positivo c’è che la differenza canestri è salva (71-64 all’andata).

L’inizio è un incubo. Legnano vede il canestro di casa largo come una botte, mentre Biella lo vede piccolo come la cruna di un ago. La difesa è molle, nessuno fa i tagliafuori: dopo 10′ i rimbalzi offensivi sono 8-0 per Mosley e compagni, dopo 20′ salgono a 12-1 con il computo totale che recita un impietoso 28-10. Dov’è finita la squadra in grano di strappare 19 rimbalzi più della Virtus Bologna?

La difesa è il fondamentale più irriconoscibile. L’Angelico soffre la fisicità di Raivio, che si rivela un rebus irrisolvibile. All’inizio lo prende Wheatle, ma l’inglese è troppo timido in attacco per riuscire a tenere il campo. Poi tocca a Pollone, ma se lo perde su ogni pick and roll. Le cose miglioreranno solo col passaggio alla zona 2-3, ma non impedirà all’americano di chiudere con una tripla doppia clamorosa (19 punti, 14 rimbalzi e 10 assist). 

Le chiavi. Riassumendo, l’Angelico ha perso sui rimbalzi e sulla fisicità, ovvero le sue due armi migliori. Demerito di Biella, ma bisogna anche dare a Cesare quel che è di Cesare: quando Carrea ha alzato il quintetto con Udom da tre, Ferrari ha risposto accoppiandolo con Maiocco. La somma fa zero: complimenti a Legnano.

La reazione arriva nel secondo tempo e ha un nome e un cognome: Mike Hall. Basta una scorsa alle statistiche per capire la svolta: 0 punti e 2 rimbalzi nel primo tempo, 19+14 nel secondo. Trascina l’Angelico nella rimonta fino al -1 segnato proprio da lui. Purtroppo gli attacchi vivono solo delle invenzioni sue e di Ferguson (38 punti con più del 50% dal campo), mentre gli italiani non ci sono proprio. Malissimo Udom, male tutti gli altri. Non si salva nessuno. Dall’altra parte del campo, invece, oltre a Raivio e Mosley (15 punti, 12 rimbalzi e 4 stoppate) ci sono altri tre giocatori in doppia cifra che decidono la partita: Palermo, Iehdioha e Martini. E Maiocco, che si ferma a 4 punti, è stato fondamentale in difesa.

Un passo indietro. Per quanto ampiamente giustificabile e perfino prevedibile (delle quattro semifinaliste di Coppa Italia ha vinto solo Treviso contro Chieti), questa trasferta resta un piccolo inciampo nella marcia trionfale dell’Angelico. Prima sconfitta dopo sette vittorie consecutive, mentre Legnano arrivava da cinque ko nelle ultime sei ed era senza Matteo Frassineti. Tuttavia non è tanto il passaggio a vuoto a dare fastidio, quanto il modo in cui è arrivato: non di squadra. 
Biella ci ha provato fino all’ultimo, ma forse aveva già alzato bandiera bianca quando Hall ha servito Tessitori sotto canestro e il centro ha sbattuto contro il muro rosso della Tws: la faccia sconfortata di Hall mentre torna nella sua metà campo è quella di chi ha esaurito le speranze.

Aspettando De Vico. Come affrontare questa Biella senza De Vico ormai è chiaro: si serra l’area per contrastare l’atletismo rossoblu, tanto dal perimetro la vena degli altri è quella che è (l’1/9 di Venuto dice tutto). Non resta che attendere con pazienza il rientro del capitano per ritrovare le spaziature giuste.

Matteo Lusiani

Leggi di più sull’Eco di Biella di lunedì 13 marzo 2017

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