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L’Angelico capolista verso il big match con Agrigento

L’Angelico capolista verso il big match con Agrigento
Sport 20 Gennaio 2017 ore 17:53

BIELLA - In attesa dello scontro al vertice di domenica (ore 18) ad Agrigento, l’Angelico si gode il primo posto del girone Ovest in coabitazione con Legnano, che in verità deve ancora recuperare una gara non semplice, il 26 gennaio, in casa di Treviglio. Tuttavia, al netto della posizione privilegiata e meritata, quel che conta veramente per Pallacanestro Biella è che il traguardo iniziale, giustamente teso al raggiungimento di una salvezza senza scossoni, è mutato a suon di risultati sul campo che oggi dicono chiaramente come l’Angelico sia una delle formazioni più attrezzate ad Ovest per la qualificazione ai playoff. Difficile, oggi, immaginarla fuori dalle prime otto. I motivi sono chiari, la coppia di stranieri più redditizia del campionato, italiani di livello e giovani che piano piano, senza pressioni, stanno dimostrando di poter già valere la categoria più di altri rivali. In più, vincere aiuta a vincere e la crescita del gruppo non può che proseguire visti gli ampi margini di miglioramento, dei giovanissimi, ma anche degli italiani come Tessitori, Udom e anche De Vico, che in Sicilia cercherà di esserci indossando una maschera protettiva per il naso fratturato a Siena. Nel mezzo del cammino in questo girone di ritorno, ci sarà la nuova esperienza alla Final Eight di Coppa Italia Lnp a Bologna d’inizio marzo, altra prova per misurarsi, magari anche con le rivali ad Est, che sulla carta sarebbero più toste, il campo sarà giudice. Intanto, il dato che non stupisce più di tanto, perchè il gm Sambugaro e coach Carrea hanno pensato ad una squadra tesa proprio a questo, l’Angelico è la squadra che cattura più rimbalzi in tutta l’A2 alla media di 38.3, insidiata a un decimo dalle ambiziose Treviso e Mantova. I canestri segnati (81.1 di media) la collocano al 4° in A2, mentre la difesa è migliorabile, ma sempre tra le prime. Si è sempre detto che il punto debole della squadra sia da ricercare nel roster ristretto e comunque composto da almeno un paio di giocatori esordienti come Luca Pollone a Carl Wheatle. Il campo fino ad oggi ha detto che chi gioca sta in campo con profitto e non può che migliorare.Ragionando su ipotetici equilibri finali, il vero punto debole di Biella potrà essere, forse, la stanchezza a fine stagione dei due americani che sono gli unici (nella stessa squadra, tallonati dalla coppia di Jesi ad Est) a giocare così tanto: quasi 36’ di media. Per De Vico e Venuto sono invece 30’, sempre tanti. In serie playoff che si giocheranno subito al meglio delle 5 gare la freschezza del roster conterà molto ed è per questo che le squadre più ambiziose stanno integrando gli uomini, nonostante un campionato già in linea con le attese. Certo se l’Angelico riuscisse nella clamorosa impresa - sia chiaro, viste le premesse pur sottostimate e l’obiettivo primo di crescere i suoi giovani - di chiudere da prima a Ovest, venire a vincere  al Forum sarebbe  tosta per chiunque. Proprio quello che ci si augura, per allungare il divertimento di una stagione già vincente che in fondo non chiede nulla di più, poichè oggi salire al piano di sopra significherebbe lacrime e sangue, a meno di sorprese economiche che ad oggi non paiono all’orizzonte. Gabriele Pinna  

BIELLA - In attesa dello scontro al vertice di domenica (ore 18) ad Agrigento, l’Angelico si gode il primo posto del girone Ovest in coabitazione con Legnano, che in verità deve ancora recuperare una gara non semplice, il 26 gennaio, in casa di Treviglio. Tuttavia, al netto della posizione privilegiata e meritata, quel che conta veramente per Pallacanestro Biella è che il traguardo iniziale, giustamente teso al raggiungimento di una salvezza senza scossoni, è mutato a suon di risultati sul campo che oggi dicono chiaramente come l’Angelico sia una delle formazioni più attrezzate ad Ovest per la qualificazione ai playoff. Difficile, oggi, immaginarla fuori dalle prime otto. I motivi sono chiari, la coppia di stranieri più redditizia del campionato, italiani di livello e giovani che piano piano, senza pressioni, stanno dimostrando di poter già valere la categoria più di altri rivali. In più, vincere aiuta a vincere e la crescita del gruppo non può che proseguire visti gli ampi margini di miglioramento, dei giovanissimi, ma anche degli italiani come Tessitori, Udom e anche De Vico, che in Sicilia cercherà di esserci indossando una maschera protettiva per il naso fratturato a Siena. Nel mezzo del cammino in questo girone di ritorno, ci sarà la nuova esperienza alla Final Eight di Coppa Italia Lnp a Bologna d’inizio marzo, altra prova per misurarsi, magari anche con le rivali ad Est, che sulla carta sarebbero più toste, il campo sarà giudice. Intanto, il dato che non stupisce più di tanto, perchè il gm Sambugaro e coach Carrea hanno pensato ad una squadra tesa proprio a questo, l’Angelico è la squadra che cattura più rimbalzi in tutta l’A2 alla media di 38.3, insidiata a un decimo dalle ambiziose Treviso e Mantova. I canestri segnati (81.1 di media) la collocano al 4° in A2, mentre la difesa è migliorabile, ma sempre tra le prime. Si è sempre detto che il punto debole della squadra sia da ricercare nel roster ristretto e comunque composto da almeno un paio di giocatori esordienti come Luca Pollone a Carl Wheatle. Il campo fino ad oggi ha detto che chi gioca sta in campo con profitto e non può che migliorare.Ragionando su ipotetici equilibri finali, il vero punto debole di Biella potrà essere, forse, la stanchezza a fine stagione dei due americani che sono gli unici (nella stessa squadra, tallonati dalla coppia di Jesi ad Est) a giocare così tanto: quasi 36’ di media. Per De Vico e Venuto sono invece 30’, sempre tanti. In serie playoff che si giocheranno subito al meglio delle 5 gare la freschezza del roster conterà molto ed è per questo che le squadre più ambiziose stanno integrando gli uomini, nonostante un campionato già in linea con le attese. Certo se l’Angelico riuscisse nella clamorosa impresa - sia chiaro, viste le premesse pur sottostimate e l’obiettivo primo di crescere i suoi giovani - di chiudere da prima a Ovest, venire a vincere  al Forum sarebbe  tosta per chiunque. Proprio quello che ci si augura, per allungare il divertimento di una stagione già vincente che in fondo non chiede nulla di più, poichè oggi salire al piano di sopra significherebbe lacrime e sangue, a meno di sorprese economiche che ad oggi non paiono all’orizzonte. Gabriele Pinna