L’Angelico capolista davanti a 3300 tifosi

L’Angelico capolista davanti a 3300 tifosi
Sport 14 Novembre 2016 ore 11:42

Non puoi vincere una partita così. Non contro una squadra che si passa la palla come un flipper, che segna due triple sulla sirena di fine quarto e con un giocatore (Adam Sollazzo) che si permette di mandare "a quel paese" la curva avversaria davanti all’arbitro senza ricevere il fallo tecnico. Partite così non si vincono. Poi Venuto infila tre bombe di fila. E l’Angelico batte Treviglio 89-80.

L’uomo della svolta. Marco Venuto, il playmaker d’ordine, quello che deve mettere in ritmo i compagni e riceverne gli scarichi. A un certo punto manda via Ferguson (reduce dai 36 punti contro Agropoli), rischia di perdere palla, la ritrova e infila la tripla del 79-74 a 2’ dalla fine. Time out per la Remer: all’uscita De Vico cancella una penetrazione di Tommaso Marino con una stoppata favolosa. Poco dopo Udom ruba palla e schiaccia in reverse. Una partita che per 36’ aveva detto Treviglio (fino al 70-73) è svoltata in poche azioni.

Il flipper. Nel primo quarto Biella ci aveva capito davvero poco. Aveva scelto di raddoppiare il portatore di palla sui pick and roll e di i lunghi in post, ma Treviglio trovava l’uomo libero con una facilità disarmante. L’Angelico, è vero, viaggiava a velocità ridotta, ma le letture di Treviglio erano comunque da applausi per rapidità di pensiero e di esecuzione. In 10’ la Remer ne ha messi 30. Fantascienza.

La reazione. L’Angelico si è poi rimessa in carreggiata aumentando l’intensità difensiva e nel secondo quarto ha tenuto gli avversari a 16 punti... pardon, 19 con la tripla di Marini da centrocampo sulla sirena. Meglio, ma non abbastanza.
E infatti coach Michele Carrea cambia: nel secondo tempo  rinuncia ai raddoppi e si  affida agli uno contro uno. Funziona: nel terzo quarto la Remer segna solo 8 punti... pardon, 11 con la tripla sulla sirena di Sollazzo, da nove metri e con la mano di Ferguson in faccia. È qui che si permette un brutto gesto verso il pubblico, che non gli aveva perdonato qualche secondo di troppo appeso al ferro dopo una schiacciata. La partita si innervosisce, ma Treviglio non se la lascia sfuggire di mano.
L’ultimo periodo inizia con qualche minuto di ritardo per permettere i soccorsi ad uno spettatore colto da malore in tribuna blu.  L’Angelico rimette la testa avanti, ma l’inerzia sembra sempre premiare gli avversari che hanno risposto con la schiacciata di Sorokas al primo vantaggio biellese dopo quasi 30’. Le difese alzano il livello. Gli spazi non esistono più, bisogna inventarseli. Lo fa Venuto, che si alza da tre in un’azione d’attacco lenta e macchinosa. E non si ferma più. Né lui né i compagni, che chiudono il quarto periodo con 7/10 da tre.

Due squadre. Treviglio si è rivelata una delle squadre che giocano meglio nel campionato. Tutti toccano la palla ad ogni azione, tutti sanno cosa fare. Complimenti. Ma alla fine Biella si è dimostrata ancora più compatta. Attorno al talento di Ferguson (20 punti e 7 assist) e Hall (14 rimbalzi) ha costruito la vittoria col carattere di Venuto, la precisione di De Vico, la difesa di Wheatle, l’atletismo di Udom e la fisicità di Tessitori. Tutti fondamentali.
Giù il cappello di fronte al quarto successo consecutivo. Il gruppo dei fuggitivi si assottiglia, ora in testa con Biella ci sono solo Tortona e Legnano (che ha vinto a Siena). Venerdì sera l’anticipo contro Tortona a Casale Monferrato sarà una sfida fra prime della classe.
Matteo Lusiani

Leggi di più sull'Eco di Biella di lunedì 14 novembre 2016

Non puoi vincere una partita così. Non contro una squadra che si passa la palla come un flipper, che segna due triple sulla sirena di fine quarto e con un giocatore (Adam Sollazzo) che si permette di mandare "a quel paese" la curva avversaria davanti all’arbitro senza ricevere il fallo tecnico. Partite così non si vincono. Poi Venuto infila tre bombe di fila. E l’Angelico batte Treviglio 89-80.

L’uomo della svolta. Marco Venuto, il playmaker d’ordine, quello che deve mettere in ritmo i compagni e riceverne gli scarichi. A un certo punto manda via Ferguson (reduce dai 36 punti contro Agropoli), rischia di perdere palla, la ritrova e infila la tripla del 79-74 a 2’ dalla fine. Time out per la Remer: all’uscita De Vico cancella una penetrazione di Tommaso Marino con una stoppata favolosa. Poco dopo Udom ruba palla e schiaccia in reverse. Una partita che per 36’ aveva detto Treviglio (fino al 70-73) è svoltata in poche azioni.

Il flipper. Nel primo quarto Biella ci aveva capito davvero poco. Aveva scelto di raddoppiare il portatore di palla sui pick and roll e di i lunghi in post, ma Treviglio trovava l’uomo libero con una facilità disarmante. L’Angelico, è vero, viaggiava a velocità ridotta, ma le letture di Treviglio erano comunque da applausi per rapidità di pensiero e di esecuzione. In 10’ la Remer ne ha messi 30. Fantascienza.

La reazione. L’Angelico si è poi rimessa in carreggiata aumentando l’intensità difensiva e nel secondo quarto ha tenuto gli avversari a 16 punti... pardon, 19 con la tripla di Marini da centrocampo sulla sirena. Meglio, ma non abbastanza.
E infatti coach Michele Carrea cambia: nel secondo tempo  rinuncia ai raddoppi e si  affida agli uno contro uno. Funziona: nel terzo quarto la Remer segna solo 8 punti... pardon, 11 con la tripla sulla sirena di Sollazzo, da nove metri e con la mano di Ferguson in faccia. È qui che si permette un brutto gesto verso il pubblico, che non gli aveva perdonato qualche secondo di troppo appeso al ferro dopo una schiacciata. La partita si innervosisce, ma Treviglio non se la lascia sfuggire di mano.
L’ultimo periodo inizia con qualche minuto di ritardo per permettere i soccorsi ad uno spettatore colto da malore in tribuna blu.  L’Angelico rimette la testa avanti, ma l’inerzia sembra sempre premiare gli avversari che hanno risposto con la schiacciata di Sorokas al primo vantaggio biellese dopo quasi 30’. Le difese alzano il livello. Gli spazi non esistono più, bisogna inventarseli. Lo fa Venuto, che si alza da tre in un’azione d’attacco lenta e macchinosa. E non si ferma più. Né lui né i compagni, che chiudono il quarto periodo con 7/10 da tre.

Due squadre. Treviglio si è rivelata una delle squadre che giocano meglio nel campionato. Tutti toccano la palla ad ogni azione, tutti sanno cosa fare. Complimenti. Ma alla fine Biella si è dimostrata ancora più compatta. Attorno al talento di Ferguson (20 punti e 7 assist) e Hall (14 rimbalzi) ha costruito la vittoria col carattere di Venuto, la precisione di De Vico, la difesa di Wheatle, l’atletismo di Udom e la fisicità di Tessitori. Tutti fondamentali.
Giù il cappello di fronte al quarto successo consecutivo. Il gruppo dei fuggitivi si assottiglia, ora in testa con Biella ci sono solo Tortona e Legnano (che ha vinto a Siena). Venerdì sera l’anticipo contro Tortona a Casale Monferrato sarà una sfida fra prime della classe.
Matteo Lusiani

Leggi di più sull'Eco di Biella di lunedì 14 novembre 2016