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Hall’improvviso Biella!

Hall’improvviso Biella!
Sport 02 Novembre 2015 ore 12:28

Nel momento più buio e nella partita più difficile, l’Angelico risorge e batte la Ferentino di Raymond e Raspino, di Gigli e Bowers, di Bulleri e Imbrò. Lo fa grazie all’innesto di Mike Hall, impressionante non tanto e non solo per i 15 punti e 13 rimbalzi (di cui 5 offensivi), ma per la fiducia e la tranquillità che ha dato ai compagni. Biella aveva bisogno di qualcuno a cui aggrapparsi, Hall le ha allungato il braccio. Ed ora questa stagione non fa più paura.

Dr Jekyll e Mr Hyde. O, se volete, Dr Jones e Mr Hall. Perché il cambiamento è prepotente e lo si vede anche nei 12’ in cui Hall non è stato in campo. L’Angelico gioca un’altra pallacanestro anche quando schiera quintetti già visti nelle altre partite. A dimostrazione del fatto che una grande fetta del problema era nella testa dei giocatori, nella poca fiducia con cui giocavano.

Nel momento più buio e nella partita più difficile, l’Angelico risorge e batte la Ferentino di Raymond e Raspino, di Gigli e Bowers, di Bulleri e Imbrò. Lo fa grazie all’innesto di Mike Hall, impressionante non tanto e non solo per i 15 punti e 13 rimbalzi (di cui 5 offensivi), ma per la fiducia e la tranquillità che ha dato ai compagni. Biella aveva bisogno di qualcuno a cui aggrapparsi, Hall le ha allungato il braccio. Ed ora questa stagione non fa più paura.

Dr Jekyll e Mr Hyde. O, se volete, Dr Jones e Mr Hall. Perché il cambiamento è prepotente e lo si vede anche nei 12’ in cui Hall non è stato in campo. L’Angelico gioca un’altra pallacanestro anche quando schiera quintetti già visti nelle altre partite. A dimostrazione del fatto che una grande fetta del problema era nella testa dei giocatori, nella poca fiducia con cui giocavano.

E poi, con Hall sul parquet, la differenza è ancora più vistosa. Ferguson non è più costretto ad attaccare uno contro cinque e gli italiani possono smettere di forzare e ricominciare a prendersi le proprie giocate e i propri tiri. E poi i giovani: ieri è iniziata la vera stagione di De Vico, Grande e La Torre. D’ora in poi potranno avere alti e bassi, ma non avranno più la pressione di avere in mano le sorti dell’annata.

Mike Hall. Segna e fa segnare. Attacca e difende. Accende i compagni con le sue esultanze e predica calma quando sale la tensione. Per questa categoria è un lusso con cui Biella avrà di che divertirsi.

Ieri si è presentato con un rimbalzo offensivo e due punti che hanno aperto la gara dell’Angelico. E con una giocata simile ha messo l’ipoteca sulla vittoria a 26” dalla fine, conquistando la palla di prepotenza dopo l’errore di Grande e infilando nella retina il 68-65. Poco prima con un altro rimbalzo offensivo aveva cambiato le sorti della gara: la sua tripla del 66-64 (con festeggiamento a passo di danza) era nata ancora da un suo salto in area avversaria (e da un altro di Infante nella stessa azione).

I numeri. Nessuna partita può essere fotografata da un paio di statistiche. Ma una chiave importante è proprio nei rimbalzi offensivi: Biella dominava anche nell’era avanti Hall e ha continuato a farlo nel dopo Hall (12 contro i 3 di Ferentino). Ma fino a ieri pagava il fatto di portare giocatori a rimbalzo in attacco concedendo valanghe di punti in contropiede. Ieri, invece, ha controllato bene le transizioni. Merito di una squadra più equilibrata, che ha tratto fiducia dall’innesto di Mike Hall e l’ha trasformata in una prestazione corale.

Menzione d’onore per il pubblico. Ieri hanno sacrificato la riconoscenza a Raspino e Raymond pur di far capire alla squadra che erano tutti per loro. E così l’hanno trascinata verso l’impresa. Un’impresa resa possibile anche perché non hanno mai fatto mancare il sostegno nelle quattro sconfitte precedenti: senza questo pubblico, forse Biella sarebbe naufragata.

Matteo Lusiani

Leggi di più sull’Eco di Biella di lunedì 2 novembre 2015

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