Golf, Corrado De Stefani: Voglio diventare un professionista

Golf, Corrado De Stefani: Voglio diventare un professionista
12 Dicembre 2013 ore 12:29

Cosa vuoi fare da grande? L’astronauta! Oppure, il calciatore! Ad una domanda banale fatta ad un bambino spesso fa seguito una risposta altrettanto ovvia.  Invece Corrado De Stefani (foto), avrebbe riposto: il giocatore di golf! Ora il sogno di quello che era un piccolo bimbo di 7 anni che si divertiva a seguire il babbo al Living Garden, sta per diventare realtà.

 Ma una carriera dilettantistica di ottimo livello, le sfide nei campionati baby e pulcini con l’illustre coetaneo Matteo Manassero (entrambi nati nel 1993 ad un mese di distanza), i successi importanti come gli Internazionali Under 16 vinti nel 2009, la maglia azzurra indossata più volte come il diploma a pieni voti ottenuto al Liceo sportivo dell’Itis, fanno ormai parte del passato, il presente e futuro del ventenne Corrado ora è rappresentato dall’Università di lingue straniere a Vercelli e dal passaggio al professionismo. Il primo step l’allievo del maestro Maurizio Guerisoli lo ha passato agevolmente vincendo sul difficile percorso del Golf Nazionale a Sutri la preselezione per l’ammissione al 34° corso di formazione per assistenti alla Scuola Nazionale di golf (in pratica il corso per diventare maestri), ma è in questo fine settimana che si inizierà a fare veramente sul serio con la qualifying school dell’Alps Tour (la prova si disputerà su 72 buche, i primi 65 dopo 36 buche supereranno il taglio e a sua volta i migliori 35 della classifica finale avranno la carta piena per il circuito) dove sui percorsi del Cala resort nel sud della Spagna 230 giocatori (tra cui Francesco Rocca figlio del grande Costantino, Gianmaria Rean Trinchero e i biellesi Marco Guerisoli e Gianadrea Gillio) di 20 diverse nazionalità si sfideranno per ottenere la possibilità di partecipare alle gare del circuito nel 2014.
 
Pronto per il salto tra i pro?
«Sono positivo e sono sicuro che questo è il momento giusto per farlo – spiega Corrado -. Ho impostato la stagione su questo, cercando di entrare in forma in questa parte dell’anno e adesso sto giocando bene. Da gennaio fino a questa parte ho cambiato tantissimo nello swing, era la cosa giusta da fare in questa parte della mia carriera: questo sicuramente non ha fatto bene ai risultati che ho ottenuto fino a giugno, colpa mia perchè si deve essere bravi a fare dei buoni score senza un buon gioco, qualità che a me manca ma su cui sto lavorando. Senza dubbio, motivo principale della mia decisione, non per meriti ma per modo e qualità di lavoro mi identifico molto di più in un professionista, per questo non vedo l’ora di misurarmi con loro e sono pronto per farlo. Sarà divertentissimo».
 
Oltre alla famiglia ha degli sponsor che la supporteranno in questa attività?
«La  mia famiglia ha sempre fatto molti sacrifici per sostenermi, inoltre in questa fase di passaggio al professionismo sono aiutato dalla storica azienda Giletti di Ponzone».
 
E’ stata importante in questi anni la figura del maestro?
«Maurizio Guerisoli è molto più che un maestro per me, mi aiuta nello swing ovviamente, ma anche nelle decisioni da prendere, piccole o grandi che siano. Per quanto riguarda la parte tecnica, senza di lui, ve lo garantisco, sono un allievo molto difficile, sarei non meno di 6/7 di handicap. Siamo riusciti insieme a svolgere un lavoro che per esperienza altri non sarebbero riusciti a fare, è riuscito a far rendere al meglio le armi di cui dispongo e ad affilarle sempre di più. Per il resto, ora è parte della mia famiglia, lui fa parte del mondo che sarà il mio ed è l’unico che ascolto se debbo prendere una decisione di qualsiasi tipo legata al mio lavoro: gli devo tutto».
 
Si è dato degli obiettivi/scadenze?
«L’Alps Tour deve essere un punto di partenza, perchè è risaputo che di solo Alps non si vive poiché le spese spesso superano i pochi guadagni, solo dal Challenge Tour in su si inizia ad incassare abbastanza da poter impostare con una certa tranquillità l’attività. Però non bisogna aver fretta, il giusto esempio a cui mi ispiro è quello di Edoardo Molinari che ha iniziato ad ottenere dei grandi risultati a 25 anni dopo avere conseguito la laurea. Il mondo dei pro è altamente competitivo ed ogni anno lo è sempre di più, quindi bisogna compiere grandi sacrifici e lavorare duro e bene sulle cose necessarie. I prossimi mesi saranno determinanti, in base ai risultati e ai diritti di gioco che otterrò fisserò gli obiettivi. Comunque questa è la mia vita, ciò che mi piace fare fa parte del mondo del golf, se non sarò giocatore molto probabilmente il mio lavoro sarà il maestro».
Roberto Lanza

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