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Elena:I Giochi della consapevolezza

Elena:<BR>I Giochi della consapevolezza
Sport 27 Luglio 2012 ore 12:38

Partecipare ad un’Olimpiade per un’atleta è il massimo, farne due consecutive è la dimostrazione di talento, costanza ed impegno prolungato nel tempo e, soprattutto nell’atletica leggera, la disciplina regina dei giochi, è cosa per pochi. Elena Romagnolo (nella foto) è una di queste e per riuscirci non ha scelto il percorso più semplice, anzi, contravvenendo al detto «mai lasciare la strada vecchia per quella nuova …», in quattro anni ha cambiato tutto.

Nuova specialità, abbandonando il discorso sui 3000 siepi che a Pechino 2008 la vide migliorare il primato italiano e qualificarsi per la finale e nuovo allenatore con il passaggio dal tecnico Tiziano Bozzo che l’aveva seguita per diversi anni, ad Andrea Bello. Scelte radicali e certamente non semplici, ma da cui ha saputo trarre nuovi stimoli che l’hanno portata a Londra 2012 superando anche periodi difficili con infortuni e qualche momento di crisi: «Quattro anni fa sono arrivata alle Olimpiadi quasi per caso - racconta Elena dalla sua casa di Trivero in attesa di partire per Londra -, avevo iniziato seriamente nel 2006 e ogni anno vedevo che miglioravo, certo avevo il sogno di andarci, ma è successo tutto in maniera inaspettata, era la mia prima esperienza e mi sono trovata dentro in maniera quasi inconsapevole. Questa volta è stato completamente diverso, l’ho voluta a tutti costi e ho molto presente quello che ho fatto per arrivarci e quello che dovrò affrontare e questa consapevolezza te la da l’esperienza». Primatista italiana delle siepi, a giugno durante il Golden Gala di Roma Elena, che è tesserata per il Cs Esercito, ha ottenuto il minimo olimpico sui 5000 che è diventata la sua disciplina principale: «Non mi divertivo più a fare le siepi, inoltre sono una specialità molto traumatica, più vai in là con gli anni è più sei a rischio infortunio, diverse delle finaliste di Pechino sui 3000 siepi ho visto che ci hanno rinunciato. Il mezzofondo di per se è già una disciplina molto faticosa e se non ti diverti non riesci ad andare avanti. Passare ai 5000 mi ha dato nuovi stimoli e motivazioni». Dopo un periodo difficile la svolta che ha portato Elena verso Londra è avvenuta a gennaio: «Il 6 gennaio ho ricominciato a gareggiare al Campaccio e pur arrivando dietro alle migliori, per la condizione che avevo, sono andata bene trovando rinnovata fiducia e gli stimoli giusti per proseguire». Ricordi di Pechino? «La cosa che più mi è rimasta impressa di Pechino è l'organizzazione perfetta che abbiamo trovato, è vero che avevano mobilitato l'intero paese, ma tutto ha funzionato al di là della perfezione. Io e altre atlete della Nazionale non siamo andate subito al villaggio olimpico ma i primi giorni li abbiamo passati in una specie di residenza universitaria, non riuscii a vedere quasi nulla delle altre discipline oltre all’atletica, anche perchè superai le batterie dei 3000 siepi e dopo poco avevo la finale quindi rimasi concentrata sulla mia gara». Cosa si aspetta da Londra? «Per ciò che concerne la mia gara l'obiettivo è andare in finale, anche se sarà difficile e poi fare il record personale. A Londra il villaggio è abbastanza in centro quindi mi piacerebbe visitare un po’ la città anche se arrivo due giorni prima delle batterie dei 5000 e parto il giorno dopo la finale, perciò non so se avrò molto tempo». Spiace non prendere parte alla cerimonia di apertura? «Tantissimo già a Pechino non ci ero riuscita e purtroppo non potrò partecipare neanche a quella di chiusura». Ha qualche idolo in altra disciplina/sport che vorrebbe incontrare? «Ammiro molto Valentina Vezzali che rappresenta un gran bell’esempio di donna e atleta. Sono contenta che sia lei a fare la porta-bandiera, mi piacerebbe conoscerla». Le Olimpiadi arrivano subito dopo l’aver portato la fiaccola e acceso il tripode degli Special Olimpycs. «Negli Special Olimypcs o in qualsiasi grande o piccola manifestazione i valori dello sport, i momenti e le situazioni che vivi sono sono uguali a tutti i livelli». Già pensato al dopo Olimpiade? «Vediamo prima come va la gara, se sarò soddisfatta o meno e poi io e il mio tecnico Andrea decideremo. Certamente avrò voglia di riposarmi, per arrivare a Londra ho fatto un tour de force non indifferente con tanti viaggi e raduni, quindi mi piacerebbe staccare per un po’ anche perchè poi in autunno riprenderò la preparazione per i cross».

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