Dario Tessari pronto per la gara «più dura del mondo»

Dario Tessari pronto per la gara «più dura del mondo»
Sport 31 Luglio 2014 ore 12:55

Da Susa (503 metri) fino in cima al Rocciamelone (3.538 metri): 3035 metri di dislivello. Su un tratto di 9,9 km. Da fare di corsa, o quasi: è questo, in estrema sintesi, il “Red Bull K3” che si correrà sabato e vedrà ai nastri di partenza, tra i 400 iscritti, anche il biellese Dario Tessari. Una corsa unica al mondo e mai organizzata prima, perché finora non si era mai trovato nessun altro luogo per allestire una scalata di 3 km in verticale su un tratto così breve. Bisogna avere davvero tanto coraggio per alzare gli occhi da Susa, fissare la punta del Rocciamelone e pensare di farla di corsa: «Prima della partenza un po’ di tensione c’è sempre - spiega Tessari, originario di Candelo -. Durante la gara, se alzi la testa e pensi “devo arrivare fin lassù” è finita. L’unica tattica è testa bassa e dare tutto».

I precedenti. Lo scorso anno aveva partecipato al Vertical km di Chamonix (su 3,5 km di lunghezza): «Quando ho visto lo striscione - ricorda Tessari - mi sono messo a piangere». Tuttavia la sua passione per queste gare estreme non nasce in montagna, ma in città, a Milano: «Corro da molti anni per passione, con l’Atletica Candelo - racconta -, e per caso nel 2010 mi sono imbattuto nella scalata del Pirellone. Era una tappa del Campionato mondiale Vertical sprint: 32 piani e 710 gradini in 5’30”. L’ho fatta e mi sono divertito, ho scoperto di preferire le competizioni dove bisogna dare tutto in poco tempo a quelle più lunghe, come le maratone o le mezze, nelle quali mi annoio un po’. L’anno dopo mi sono iscritto di nuovo, questa volta la gara si svolgeva nella nuova sede della Regione Lombardia: 39 piani e 866 gradini in 6’20”. Poi, navigando su internet, ho trovato una gara simile al Forte di Fenestrelle, in Val Chisone, ma questa volta i gradini erano 4 mila. Ho pensato che equivaleva a più di quattro grattacieli, ma ci ho provato lo stesso e sono arrivato in cima assieme al gruppo in 29’. Ed è così che sono approdato alle competizioni di km verticale, la prima a Cossogno con arrivo al monte Todum, vicino al lago Maggiore».
Un gradino per volta (è proprio il caso di dirlo) è approdato «alla gara più dura del mondo, il Red Bull K3. Sono stato accettato tra i 400 iscritti e ora proverò a ben figurare».

Obiettivi. La gara di sabato è divisa in tre tronconi, più o meno in corrispondenza di ogni km di dislivello. Al primo cancello intermedio (in località Trucco a 1.670 m) il 20% degli atleti viene eliminato, al secondo (al rifugio Cà d’Asti a 2.850 m) il 60%: «Il mio obiettivo è entrare tra gli 80 che accederanno all’ultimo tratto, poi vada come vada, potrei anche fermarmi e mi sentirei come se avessi vinto. Partirò tranquillo e proverò a dare tutto nel secondo tratto».
Di certo non ci si inventa “vertical runner” dall’oggi al domani: «Ogni sera - spiega il biellese, che ora risiede a Gattinara - quando chiudo il mio negozio di frutta e verdura alle 20, vado a correre un paio d’ore tra i vigneti. Tutti i giorni, anche se piove o fa freddo. Quando chiudo la porta alle mie spalle non è che muoia dalla voglia di mettermi a correre, ma una volta che parti non vorresti più fermarti».
Matteo Lusiani