Coppa Italia A2: la Virtus Bologna si salva, niente impresa per una grande Eurotrend

Coppa Italia A2: la Virtus Bologna si salva, niente impresa per una grande Eurotrend
05 Marzo 2017 ore 23:54

 

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Bologna  L’urlo di Mike Hall (in azione nella foto Ceretti) che rimbomba nell’Unipol Arena è pura rabbia, distillata goccia dopo goccia e poi versata sul parquet della finale di Coppa Italia Lnp. Mike ha disputato una delle migliori partite della sua vita, ha voluto vincerla con tutto il suo cuore, ma non è bastato. Ad alzare la coppa è la Virtus Bologna. Per un solo punto. All’Eurotrend resta solo la gloria di aver fatto soffrire fino all’ultimo secondo, pur senza capitan De Vico, la corazzata delle V nere.

Quell’ultimo maledetto possesso. Il tabellone segna 68-69 e l’Eurotrend ha l’ultimo possesso con 20″ da giocare. La Segafredo difende su Ferguson con un’intensità obiettivamente oltre i limiti abitualmente concessi dagli arbitri, ma lo fa dal primo minuto e Biella lo sa. Jazz non ha lo spazio per attaccare e la palla finisce nelle mani di Udom. Hall è solo in angolo, ma Bologna chiude tutte le linee di passaggio. Udom si intestardisce in un’azione a metà tra un attacco in post e una penetrazione e sbatte contro un muro di mani bolognesi. Con poco più 2″ da giocare il cronometro è di nuovo fermo e il possesso è della Virtus. La squadra rientra in panchina per il time out e Hall è una iena. Si batte l’indice sul petto per dire: dovevate darla a me. Ha ragione. Lo ammetterà anche Carrea in conferenza stampa: «Non dirò come avrebbe dovuto svolgersi l’ultima azione perché significherebbe gettare la croce sulle spalle di qualcuno, e non voglio farlo». Concetto chiaro.
Alla sirena festeggia la Virtus, mentre Hall non riesce a farsene una ragione. Piange e un secondo dopo esplode urlando in faccia a tutti, Sambugaro, Carrea, Viola. De Vico lo riprende da vero capitano ma lui ha troppa rabbia da sfogare. Negli spogliatoi, però, a mente fredda (per quanto si possa dopo una sconfitta così) farà un discorso alla squadra carico di positività.

La partita. Nel primo tempo è l’ex Guido Rosselli con la sua fisicità, soprattutto sui pick and roll, a mettere in crisi Biella. L’Eurotrend prova a usare il pressing e rientrare a zona 2-3. Funziona.Dal -7 (24-31) trova un parziale di 13-0 che rimette sui binari giusti la partita. La tripla di Spizzichini sulla sirena del primo tempo (quando Biella poteva arrivare fino in fondo) manda le squadre al riposo in parità (35-35). Sarà uno dei rimpianti più grandi.
Nel secondo tempo la difesa passa ai cambi sistematici. Nel secondo tempo la difesa passa ai cambi sistematici. Ne fa le spese Tessitori che vede il campo solo per 6′ sui secondi venti dopo gli 8 punti con 4/4 del primo tempo (quando rimette piede in campo negli ultimi minuti, manda Rosselli in lunetta sul cambio difensivo e torna subito in panchina). Ma la scelta è vincente perché Biella difende meglio e trova ritmo in attacco. Più passano i minuti e più Ferguson prende le misure alla difesa di Spizzichini, si accende e segna 10 punti nell’ultimo periodo.
Ma non bastano: alla fine il suo 2/13 dall’arco (e il 7/36 di squadra) è un macigno che l’Eurotrend non riesce a superare nonostante i 20 rimbalzi offensivi e i 19 rimbalzi in più di Bologna (47-28). Tantissimo. Eppure non abbastanza.

Le note dolci non mancano, anche se non riescono a cancellare l’amaro dalla bocca. Senza De Vico e con tre Under 20 (Wheatle, Pollone e Massone, ai quali hanno risposto l’mvp Spissu e Penna in una finale con cinque under in campo), Biella ha tenuto testa a una squadra con rotazioni a nove (ieri) o dieci (i giorni precedenti). Ancora una volta ha limitato il giocatore più forte degli avversari (Lawson, 13 punti). Cosa potrebbe succedere in una serie playoff, con i roster al completo?
Matteo Lusiani

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