Com’è dolce il ritmo del jazz

Com’è dolce il ritmo del jazz
Sport 24 Ottobre 2016 ore 12:07

BIELLA – Se una canzone può fare da colonna sonora alla vittoria di ieri sera contro Roma, è l’ultima di Sia: I’m free to be the greatest. Se la sarà cantata nella testa Jazzmarr Ferguson, libero di essere il più grande, libero dal peso di difendere contro avversari più grossi di lui, libero di concentrare le energie sull’attacco: 35 punti con il 70% dal campo e 7/9 da tre, conditi da 6 assist. Eccezionale. E se si aggiungono le 5 bombe di De Vico ne esce una prestazione dall’arco spaventosa: l’Angelico chiude con 15 triple e il 54%. E da due fa anche meglio con il 56%. Così si spiegano i 103 punti a 90, davanti ai 2800 del Forum.
Jazz e capitan De Vico segnano 56 punti, Hall in doppia doppia, Udom e Tessitori in doppia cifra. Con bocche da fuoco di questo calibro tutto è più facile.
Ma la prestazione offensiva non nasce dalle buone stelle, è stata costruita sulle ottime letture dei cambi sistematici di coach Fabio Corbani, al primo ritorno a Biella da avversario. L’Angelico è brava a cercare con continuità i mismatch e punire i raddoppi trovando l’uomo lasciato libero.
Un esempio? Nel terzo periodo, proprio nel momento di massimo sforzo della Virtus, Biella non perde la testa: Ferguson porta palla e si dirige verso Hall che gli fa segno di passarla alle sue spalle, dove De Vico è accoppiato con Maresca. Detto fatto, De Vico attacca in post, lo porta vicino al ferro e infila il 69-63. E quando Roma è riuscita a difendere bene, Ferguson e lo stesso De Vico hanno avuto la forza di segnare anche fuori ritmo.
Ma nonostante tutto la chiave è un’altra. Perché i tiri possono entrare e uscire, ma con l’attenzione in difesa di ieri Biella avrebbe vinto anche con percentuali meno fantascientifiche.

Coach Corbani è esattamente quello che Biella ha conosciuto da allenatore per due stagioni: ritmi alti, tiri nei primi secondi, bombe. La sua Roma non tira un granché bene, ma nemmeno nelle precedenti tre vittorie aveva fatto vedere grande precisione. La sua forza è nel giocare più possessi grazie ai rimbalzi offensivi di John Brown. Ieri tenuto a 0 (solo 2 rimbalzi difensivi per lui). Straordinaria la gestione di squadra di questo giocatore: Tessitori (più grosso) lo attaccava in post, non appena Roma riusciva a innescare Brown fronte a canestro contro il lungo biellese, coach Carrea inseriva Udom.
L’unica controindicazione è che Udom e Tessitori si caricano di falli e arrivano al momento decisivo con quattro a testa sulle spalle. Ma l’Angelico di quest’anno ha un Carl Wheatle in più: c’era lui da ala grande mentre Biella prendeva il largo.
Ora le trasferte. Due consecutive, con Latina e Agropoli. Per difendere il posto nel gruppone di testa. e per dimostrare che quella contro Reggio Calabria è stata un incidente di percorso.
Matteo Lusiani

Leggi di più sull’Eco di Biella di lunedì 24 ottobre 2016

BIELLA – Se una canzone può fare da colonna sonora alla vittoria di ieri sera contro Roma, è l’ultima di Sia: I’m free to be the greatest. Se la sarà cantata nella testa Jazzmarr Ferguson, libero di essere il più grande, libero dal peso di difendere contro avversari più grossi di lui, libero di concentrare le energie sull’attacco: 35 punti con il 70% dal campo e 7/9 da tre, conditi da 6 assist. Eccezionale. E se si aggiungono le 5 bombe di De Vico ne esce una prestazione dall’arco spaventosa: l’Angelico chiude con 15 triple e il 54%. E da due fa anche meglio con il 56%. Così si spiegano i 103 punti a 90, davanti ai 2800 del Forum.
Jazz e capitan De Vico segnano 56 punti, Hall in doppia doppia, Udom e Tessitori in doppia cifra. Con bocche da fuoco di questo calibro tutto è più facile.
Ma la prestazione offensiva non nasce dalle buone stelle, è stata costruita sulle ottime letture dei cambi sistematici di coach Fabio Corbani, al primo ritorno a Biella da avversario. L’Angelico è brava a cercare con continuità i mismatch e punire i raddoppi trovando l’uomo lasciato libero.
Un esempio? Nel terzo periodo, proprio nel momento di massimo sforzo della Virtus, Biella non perde la testa: Ferguson porta palla e si dirige verso Hall che gli fa segno di passarla alle sue spalle, dove De Vico è accoppiato con Maresca. Detto fatto, De Vico attacca in post, lo porta vicino al ferro e infila il 69-63. E quando Roma è riuscita a difendere bene, Ferguson e lo stesso De Vico hanno avuto la forza di segnare anche fuori ritmo.
Ma nonostante tutto la chiave è un’altra. Perché i tiri possono entrare e uscire, ma con l’attenzione in difesa di ieri Biella avrebbe vinto anche con percentuali meno fantascientifiche.

Coach Corbani è esattamente quello che Biella ha conosciuto da allenatore per due stagioni: ritmi alti, tiri nei primi secondi, bombe. La sua Roma non tira un granché bene, ma nemmeno nelle precedenti tre vittorie aveva fatto vedere grande precisione. La sua forza è nel giocare più possessi grazie ai rimbalzi offensivi di John Brown. Ieri tenuto a 0 (solo 2 rimbalzi difensivi per lui). Straordinaria la gestione di squadra di questo giocatore: Tessitori (più grosso) lo attaccava in post, non appena Roma riusciva a innescare Brown fronte a canestro contro il lungo biellese, coach Carrea inseriva Udom.
L’unica controindicazione è che Udom e Tessitori si caricano di falli e arrivano al momento decisivo con quattro a testa sulle spalle. Ma l’Angelico di quest’anno ha un Carl Wheatle in più: c’era lui da ala grande mentre Biella prendeva il largo.
Ora le trasferte. Due consecutive, con Latina e Agropoli. Per difendere il posto nel gruppone di testa. e per dimostrare che quella contro Reggio Calabria è stata un incidente di percorso.
Matteo Lusiani

Leggi di più sull’Eco di Biella di lunedì 24 ottobre 2016

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Idee & Consigli