COMAS FA RINASCERE LE STRATOS A BIELLA

COMAS FA RINASCERE LE STRATOS A BIELLA
Sport 09 Luglio 2014 ore 13:06

Un giorno sarà definito il “Rinascimento delle Stratos”, quello che sta per partire da Biella. Del resto la storia di una delle macchine più affascinanti di tutti i tempi è sempre stata legata a doppio filo con la città ai piedi del Mucrone, dove Claudio Maglioli preparava alcune tra le migliori Stratos che abbiano mai preso parte ai rally. L’amore tra queste Lancia e gli appassionati di motori fu immediato quando, nel novembre del 1971, fu presentata al Salone di Torino per poi cominciare a correre l’anno dopo, a vincere nel ’73 e a dominare dal ’74 al ’76.
A quei tempi Érik Comas, futuro pilota di Formula 1, era un bambino, ma non poté sottrarsi al colpo di fulmine. Oggi che le “regine dei rally” restano nascoste nei garage dei collezionisti per la mancanza dei pezzi di ricambio e di preparatori in grado di metter le mani tra quegli ingranaggi, a chi se non ai meccanici biellesi poteva rivolgersi Comas per riportare le Stratos alle gare? Maglioli non c’è più, un tumore se l’è portato via due anni fa. Ma ci sono i suoi allievi, tra cui Aldo Zanone uno dei pochi meccanici in grado di dare del tu a queste macchine: «Biella non è più la capitale della lana, ma può diventare la capitale delle Stratos», racconta Comas.

Dalle Alpine alle Stratos. Il 2013 era il 40° anniversario del trionfo della Alpine nel Mondiale: «In Francia si sono organizzati moltissimi eventi per celebrare la ricorrenza - spiega il pilota in un ottimo italiano - e mi dispiaceva che in Italia non si stesse preparando nulla per il 2014, quando sarebbe ricorso il 40° anno dalla vittoria della Stratos. Così ho cominciato a immaginare un progetto. Avevo già acquistato due Stratos in versione stradale nel 2002, ma le avevo poi rivendute perché possedendo una scuderia che affitta Alpine era difficile per me gareggiare con le Stratos».
Fino al 2010, quando termina la sua esperienza con le Alpine e compra una Stratos rossa a iniezione che porterà, proprio nel 2013, alla vittoria del Tour de France automobilistico 40 anni dopo il primo successo di una Stratos (al Tour del ’73 con Sandro Munari al volante). Far tornare a vincere una leggenda, tuttavia, non è impresa semplice. I problemi meccanici e le rotture rallentano il percorso di Comas fino allo strappo con la scuderia genovese con la quale correva, lo scorso aprile, dopo un guasto al Tour che puntava a vincere per il secondo anno: «Subito dopo aver rotto il motore ho telefonato ad Aldo Zanone - racconta -. Lo conoscevo da un paio d’anni e sapevo che era il miglior preparatore di Stratos in circolazione. Il giorno dopo ero a Biella a parlargli del mio progetto».

Il progetto. Al mondo ci sono poco più di 400 Stratos, di cui meno di 200 da rally. La macchina fu in produzione dal 1973 al 1975 e il certificato di produzione minima con cui Lancia chiese l’omologazione per correre come Gruppo 4 testimonia come ne siano state prodotte soltanto 515: sei nel ’73, 54 nel ’74 e 455 nel ’75. Già allora l’autenticità di questi numeri fu contestata, in ogni caso oggi sono molte meno perché alcuni esemplari furono demoliti per ricavarne pezzi di ricambio: «Quelli che rimangono sono per lo più in mano ai collezionisti sparsi tra Europa, Stati Uniti e Giappone - spiega Comas -. E chi le possiede ha timore di farle gareggiare». Insomma, il terreno non è dei più fecondi per far crescere e fiorire una scuderia in grado di riportare queste macchine in gara nei rally storici. Ma Comas ha le idee chiare: «Voglio riunire tutti i proprietari di Stratos e trasmettere il messaggio che non sono oggetti da museo, ma macchine che possono ancora gareggiare e vincere. Per prima cosa ho comprato il dominio www.lanciastratos.com, perché il nome è fondamentale per un buon progetto, e ho creato un sito in italiano, inglese e francese. Ora vorrei fondare qui a Biella una scuderia e offrire a tutti i proprietari di Stratos l’assistenza tecnica di un preparatore come Zanone, in modo da invogliarli a riportare queste macchine alle gare».
L’officina dovrebbe sorgere in città, dove ha già sede la società LanciaStratos.com: nelle prossime settimane si sceglierà il luogo più adatto.  Al fianco di Aldo Zanone lavorerà suo figlio Manuel, che potrà garantire la continuità negli anni futuri: «Le conoscenze - conclude Comas - sono ancora nelle mani di chi ha lavorato sulle Stratos negli anni ’70 ed è importante che vengano tramandate».
M.L.
Twitter @MatteoLusiani