Calcio, Gaudino va in Cina nello staff di Lippi

Calcio, Gaudino va in Cina <br> nello staff di Lippi
Sport 22 Maggio 2012 ore 17:33

È notizia di pochi giorni fa che Marcello Lippi è volato in Cina per sedersi sulla ricca panchina del Guangzhou Evergrande, accettando un’offerta che  ammonterebbe a dieci milioni  di euro all’anno. Nel suo staff, assieme a Michelangelo Rampulla e Massimiliano Maddaloni, il tecnico campione del mondo ha voluto anche un “top trainer”, ovvero un top player dei preparatori atletici.

È notizia di pochi giorni fa che Marcello Lippi è volato in Cina per sedersi sulla ricca panchina del Guangzhou Evergrande, accettando un’offerta che  ammonterebbe a dieci milioni  di euro all’anno. Nel suo staff, assieme a Michelangelo Rampulla e Massimiliano Maddaloni, il tecnico campione del mondo ha voluto anche un “top trainer”, ovvero un top player dei preparatori atletici. Stiamo parlando di Claudio Gaudino (nella foto a lato), l’uomo che ha curato gli allenamenti della Nazionale che ha vinto il Mondiale nel 2006, e può vantare in bacheca vari scudetti e coppe conquistati durante le sue esperienze alla Juventus e all’Inter. Ora proverà ad aggiungere in bacheca qualche trofeo asiatico: l’esordio vincente (1-0) contro il Qingdao, in un pomeriggio di caldo tropicale, lascia ben sperare.

Chi è Gaudino. Nato a Biella, ha studiato scienze motorie all’Università di Torino, dove è poi diventato docente. I suoi metodi di preparazione, improntati sulla sperimentazione di sempre nuove tecniche, sono molto apprezzati negli ambienti sportivi, compresa Pallacanestro Biella.
 

Il maestro e l’allievo. Il preparatore atletico dell’Angelico Luigi Talamanca, infatti, è stato suo allievo a Torino ed è poi diventato un amico oltre che collega in Pallacanestro Biella: «È una persona squisita – spiega –, un ottimo docente oltre che probabilmente il preparatore più titolato della storia del calcio italiano. Non ci sentiamo da un paio di settimane, quindi non abbiamo avuto modo di parlare di questa nuova esperienza in Cina. Posso solo dire che sono contento per lui e gli faccio i migliori auguri, ma mi dispiacerà non averlo vicino nei prossimi tempi. In questi anni ci siamo sentiti regolarmente. Mi ha aiutato molto, ma ha anche sempre rispettato le mie iniziative. Sa dare un consiglio senza quasi che tu te ne accorga, e senza mai far pesare i risultati che ha ottenuto e il suo palmares».

Il particolare nel generale. Ciò che più contraddistingue il suo metodo di lavoro è il saper collocare ogni particolare all’interno di una visione d’insieme: «Il suo “verbo” – continua Talamanca – è la globalità. Ovvero non entrare mai nello specifico senza aver presente il quadro generale. Questo è anche il suo più grande insegnamento: mai fissarsi su un particolare aspetto atletico o su un giocatore  perdendo di vista l’intera squadra. E nemmeno fossilizzarsi su un metodo di lavoro quando ne esistono molti, e sempre nuovi».
Matteo Lusiani