Bomber, sci al top made in Cossato

Bomber, sci al top made in Cossato
Sport 25 Novembre 2016 ore 16:39

Cosa hanno in comune Cossato, New York, Marc Girardelli, Bode Miller e un “rivale” di Donald Trump? Gli appassionati di sport invernali più attenti forse avranno indovinato la risposta, per gli altri sveliamo l'arcano: il fil rouge è un paio di sci o per la precisione una marca americana, la Bomber, con l’head quarter sulla quinta strada nella “grande mela” e con a capo l'immobiliarista Robert Siegel, che vende attrezzatura di alta gamma rigorosamente “prodotta e "costruita a mano” in Italia, a Cossato (dalla Bomber Fabbrica Italiana Sci Srl) e che ha come uomini immagine i due supercampioni dello sci alpino (insieme hanno vinto 7 Coppe del Mondo generali e 24 medaglie tra Olimpiadi e Mondiali...).

Proprio il tentanovenne Bode, alimentando i rumors che lo davano pronto al ritorno alle gare (dopo oltre un anno e il terribile incidente dei Mondiali), ha portato alla ribalta il brand Bomber (azienda di cui è anche azionista), la scorsa settimana infatti Miller è stato visto allenarsi con i nuovi sci e con la tuta della nazionale Usa sulle piste di Copper Mountain, a rendere il tutto un po' complicato c'è però una vertenza con la Head (suo precedente sponsor) che lo vorrebbe ancora come testimonial.

In attesa di capire come si evolverà la vicenda e senza escludere che tra poco si potrebbe avere uno sci totalmente “Made in Biella” in Coppa del Mondo, quello che ci interessa più da vicino è come alla base di tutto ci sia ancora una volta il saper fare e l'eccellenza italiana o meglio biellese in questo caso.  E “il tutto” lo si deve alla passione e all'intraprendenza di Paolo Salussoglia, torinese di Caselle ma con la residenza in Val Zoldana, che alla soglia dei cinquant’anni ha fatto una scelta di vita importante e ha deciso di assecondare la sua grande passione e diventare un fabbricante di sci.

«L'illuminazione l'ho avuta al casello di Rondissone nel 2014 - spiega Salussoglia -, quando ero il curatore fallimentare di questa azienda che fabbricava sci e ho deciso di proporre l'idea all'amico Robert Siegel. L'ho chiamato e gli ho detto: perché non la rileviamo noi e cerchiamo di fare qualcosa di nuovo e creiamo un prodotto di qualità legato alla tradizione italiana, in controtendenza con le produzioni industriali in serie? E da lì ha preso il via la cosa. Siegel, che a New York è un immobiliarista secondo solo a Donald Trump, è anche un grande appassionato con tante conoscenze nel circo bianco a partire da Bode Miller, che ha provato uno dei nostri sci ed è rimasto affascinato dall'idea tanto da diventare, con l'americana KT Bren, uno dei quattro soci».

Nello stabilimento di via Per Castelletto Cervo opera un piccolo gruppo di abili maestranze locali (con Salussoglia sono in nove) con esperienze nel settore maturate tra la Rossignol e la mitica Vittor Tua: «Il nostro core business è quello di utilizzare la stessa tecnologia e la cura che si adopera per uno sci da Coppa del Mondo mettendola a disposizione di tutti gli sciatori, per fare un esempio vogliamo dare a tutti la possibilità di guidare una Ferrari, magari con qualche cavallo in meno, ma sempre Ferrari».

Gli sci Bomber sono già commercializzati oltre che in America anche in Italia e in Europa: «Il prodotto è molto richiesto - prosegue Salussoglia -, e si può trovare nei negozi top delle più note località alpine oltre che online sul sito www.bomberski.com». La produzione degli sci Bomber copre tutti i principali modelli da discesa (all mountain, race, free ride) ed esiste anche una serie limitata con le serigrafie riproducenti opere di Jean-Michel Basquiat e Keith Haring legata alla fondazione dei due artisti ed esposta annualmente al Moma di New York.

Roberto Lanza

Cosa hanno in comune Cossato, New York, Marc Girardelli, Bode Miller e un “rivale” di Donald Trump? Gli appassionati di sport invernali più attenti forse avranno indovinato la risposta, per gli altri sveliamo l'arcano: il fil rouge è un paio di sci o per la precisione una marca americana, la Bomber, con l’head quarter sulla quinta strada nella “grande mela” e con a capo l'immobiliarista Robert Siegel, che vende attrezzatura di alta gamma rigorosamente “prodotta e "costruita a mano” in Italia, a Cossato (dalla Bomber Fabbrica Italiana Sci Srl) e che ha come uomini immagine i due supercampioni dello sci alpino (insieme hanno vinto 7 Coppe del Mondo generali e 24 medaglie tra Olimpiadi e Mondiali...).

Proprio il tentanovenne Bode, alimentando i rumors che lo davano pronto al ritorno alle gare (dopo oltre un anno e il terribile incidente dei Mondiali), ha portato alla ribalta il brand Bomber (azienda di cui è anche azionista), la scorsa settimana infatti Miller è stato visto allenarsi con i nuovi sci e con la tuta della nazionale Usa sulle piste di Copper Mountain, a rendere il tutto un po' complicato c'è però una vertenza con la Head (suo precedente sponsor) che lo vorrebbe ancora come testimonial.

In attesa di capire come si evolverà la vicenda e senza escludere che tra poco si potrebbe avere uno sci totalmente “Made in Biella” in Coppa del Mondo, quello che ci interessa più da vicino è come alla base di tutto ci sia ancora una volta il saper fare e l'eccellenza italiana o meglio biellese in questo caso.  E “il tutto” lo si deve alla passione e all'intraprendenza di Paolo Salussoglia, torinese di Caselle ma con la residenza in Val Zoldana, che alla soglia dei cinquant’anni ha fatto una scelta di vita importante e ha deciso di assecondare la sua grande passione e diventare un fabbricante di sci.

«L'illuminazione l'ho avuta al casello di Rondissone nel 2014 - spiega Salussoglia -, quando ero il curatore fallimentare di questa azienda che fabbricava sci e ho deciso di proporre l'idea all'amico Robert Siegel. L'ho chiamato e gli ho detto: perché non la rileviamo noi e cerchiamo di fare qualcosa di nuovo e creiamo un prodotto di qualità legato alla tradizione italiana, in controtendenza con le produzioni industriali in serie? E da lì ha preso il via la cosa. Siegel, che a New York è un immobiliarista secondo solo a Donald Trump, è anche un grande appassionato con tante conoscenze nel circo bianco a partire da Bode Miller, che ha provato uno dei nostri sci ed è rimasto affascinato dall'idea tanto da diventare, con l'americana KT Bren, uno dei quattro soci».

Nello stabilimento di via Per Castelletto Cervo opera un piccolo gruppo di abili maestranze locali (con Salussoglia sono in nove) con esperienze nel settore maturate tra la Rossignol e la mitica Vittor Tua: «Il nostro core business è quello di utilizzare la stessa tecnologia e la cura che si adopera per uno sci da Coppa del Mondo mettendola a disposizione di tutti gli sciatori, per fare un esempio vogliamo dare a tutti la possibilità di guidare una Ferrari, magari con qualche cavallo in meno, ma sempre Ferrari».

Gli sci Bomber sono già commercializzati oltre che in America anche in Italia e in Europa: «Il prodotto è molto richiesto - prosegue Salussoglia -, e si può trovare nei negozi top delle più note località alpine oltre che online sul sito www.bomberski.com». La produzione degli sci Bomber copre tutti i principali modelli da discesa (all mountain, race, free ride) ed esiste anche una serie limitata con le serigrafie riproducenti opere di Jean-Michel Basquiat e Keith Haring legata alla fondazione dei due artisti ed esposta annualmente al Moma di New York.

Roberto Lanza