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Biella Rugby: niente serie A, ma resta stagione memorabile

Biella Rugby: niente serie A, ma resta stagione memorabile
Sport 04 Giugno 2013 ore 12:46

Quante emozioni intense domenica scorsa al campo di rugby, dove un migliaio di sportivi si sono dati appuntamento per rendere onore a una Società modello che tiene alto il nome della città.

La promozione in Serie A resta un traguardo da raggiungere, magari nel prossimo campionato, ma la stagione del Biella Rugby, la migliore dall’anno di fondazione nel 1977,  resta memorabile nonostante la finale playoff persa con il Cavalesto, squadra  che sale  al piano di sopra.  Sul campo, nelle due gare di finale vinte dai toscani, la differenza vera l’ha fatta, quasi da solo, il 37enne neozelandese, ex azzurro naturalizzato, Rima Wakarua che è  un’arma illegale per questa categoria. Forzando un po’ il paragone, sarebbe come se la Junior Biellese Libertas si presentasse in campo con Andrea Pirlo a smistare palloni per l’attacco e a calciare punizioni nell’angolino.

Il Biella invece, è un gruppo unito, forte, cresciuto nel tempo, plasmato negli ultimi anni dal coach neozelandese Callum McLean, ormai biellese, come la stellina inglese Huw Dimond, ieri all’addio.
La giornata di rugby, sport per gentiluomini, è comunque terminata con una grande festa, un Terzo Tempo onorato da tutti come tradizione vuole, nonostante il pensiero sia sicuramente volato  alla festa del Cus Genova, secondo dietro Biella in campionato, ma promosso in A avendo superato Perugia che era arrivato davanti al Cavalesto.
  E’ stato emozionante assistere alla festa di una famiglia che ha  invitato e accolto i biellesi senza mettere un biglietto d’ingresso, che pure avrebbe fruttato un po’ di euro utili per sistemare una cittadella del rugby che necessita di molti lavori agli spogliatoi e alle tribune.
A vedere la partita c’era anche il sindaco Dino Gentile che, senza poter promettere nulla, ha confidato che qualcosa il Comune sta studiando per aiutare il Biella Rugby a crescere sotto il profilo dell’impiantistica, fatto che aprirebbe anche al ritorno in città delle rappresentative nazionali, esigenti  per le strutture d’allenamento, mentre lo stadio  La Marmora va già bene per le gare ufficiali.

Sponsor.  Certo l’arrivo di uno sponsor sulle maglie che desse una mano al presidente  Vittorio Musso sarebbe manna da cielo che la famiglia gialloverde saprebbe come ridistribuire alla comunità. Ne sono testimoni i tanti bambini delle giovanili che domenica hanno onorato le squadre senior all’entrata in campo. Bella immagine che fa guardare con ottimismo al futuro.
Gabriele Pinna

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