Basket Final Eight A2 || Capitan Wheatle: «Con la Fortitudo tutto troppo difficile per noi»

Dopo gara sereno in casa Pallacanestro Biella. Coach Carrea: «Mercoledì rigiochiamo in campionato, dovremo essere pronti».

Basket Final Eight A2 || Capitan Wheatle: «Con la Fortitudo tutto troppo difficile per noi»
02 Marzo 2019 ore 07:00

Porto San Giorgio (Fermo) – Poteva essere il match della sorpresa alle Final Eight di Coppa Italia di A2,  quello tra Biella e Bologna, che avrebbe potuto sovvertire il pronostico a totale favore della capolista del girone Est. Così non è stato in campo invece, nonostante gli avversari non abbiano mai forzato in quasi tutto il match di ieri sera (75-50), a parte qualche accelerazione in più nell’ultimo quarto quando l’Angelico ha ceduto dopo aver navigato a distanza.

«Complimenti alla qualità avversaria»

E nel dopo gara di Porto San Giorgio coach Carrea si complimenta proprio con la Fortitudo Bologna: «La prima riflessione da fare credo sia osservare con piacere la qualità di gioco corale ed individuale degli avversari. Ci era sembrata per tanti aspetti una partita di un’altra categoria. Per quanto riguarda noi credo che si sia qui in ragione di uno sforzo fisico ed emotivo prodotto dalle prime 20 gare. Il nostro approccio e natura ci hanno portato a credere che bisogna sempre lavorare per fare qualcosa di più e non perdere mai di vista il livello di attenzione e concentrazione ai quali si è arrivati. Se si tolgono quelle cose non siamo squadra che ha la qualità di produrre un certo tipo di rendimento. E’ una spia che deve restare accesa in virtù del fatto che mercoledì sera giochiamo».

I meriti di Bologna. Balzano agli occhi evidenti e lampanti. Tante rotazioni a disposizione di coach Antimo Martino, atleti di peso “in ogni senso”, di qualità e di talento. Insomma, una vera e propria corazzata. Che avrebbe potuto forse mangiarsi “in un sol boccone” l’Angelico, invece non l’ha fatto ed intelligentemente ha gestito la partita per 40 minuti. Senza mai forzare e spingere.

Sims a mezzo servizio, Harrell neo papà…

«La superiorità di Bologna è riscontrabile – commenta Carrea – in quasi tutti gli aspetti del gioco.  E questo al di là della pessima prestazione balistica dei due americani. A Sims dò l’attenuante, dovuta al fatto che erano 10 giorni che non faceva nulla ed ha svolto solamente un allenamento e poi la partita. E questo dopo giorni di antibiotici a causa di un infezione al piede. Invece ad Harrell è nata una bambina quattro giorni fa».

Indipendentemente da questo è comunque mancato un certo “atteggiamento” in campo da parte di Biella, una voglia di provarci, indipendentemente dalla squadra che aveva davanti: «Sull’attacco sono d’accordo – analizza il coach -, è una spia che si accende questa. Per fortuna Michele Antonutti potrà aiutarci in tutto questo, mentre in difesa invece no, perché lì lo sforzo è stato massimale, perché abbiamo giocato con taglia fisica inferiore in tutti i ruoli. Comunque la performance è stata seria poi esiste il problema delle squadre che chiudono l’area e di come attaccarle e se la chiudono in modo così sfacciato bisogna avere una diversa attitudine del tiro da tre punti ed esiste il problema di giocatori che erano fuori ritmo gara ed allenamento. Ma comunque – chiude Carrea i ragazzi devono uscire a testa alta, perché siamo usciti contro la Fortitudo, giocando una partita consistente per tre quarti e poi gli avversari hanno dilagato».

Wheatle: «Forse dovrei… “who cares” al tiro»

Carl Wheatle
Carl Wheatle

Il racconto di capitan Wheatle. Che spiega le difficoltà di Biella fin da subito: «Sin dall’inizio del match non abbiamo approfittato di alcuni errori di Bologna. Abbiamo giocato una solida partita in difesa, ma non siamo stati bravi a trovare ritmo ed a cercare i tiri migliori. Sul – 10 era sempre tutto più difficile per noi».

E poi lottare contro una squadra di “altra categoria” è stato molto impegnativo: «Loro sono alti, grossi e di esperienza. Secondo me non c’è stata una mancanza di atteggiamento da parte nostra. Noi non siamo riusciti a chiudere l’area e loro hanno fatto troppi punti a causa di mancanza di comunicazione da parte nostra e perché erano troppo liberi da sotto». Però in più di una occasione Wheatle è parso più contratto, rinunciatario, non il solito lottatore che si è abituati a vedere in campo: «Volevo prendere i tiri aperti, so che posso farlo e che i compagni hanno fiducia in me…». E’ come se il giocatore si sentisse sotto pressione più del solito e fosse quindi meno reattivo: «La pressione aumenta ed è normale che sia così, fa parte del gioco, perché ogni incontro è sempre più importante per noi. Forse dovrei avere la mentalità del “who cares (chi se ne frega, ndr.) – conclude il capitano – e quindi fare cose semplici».

Mancinelli, eterno protagonista

Stefano Mancinelli

La simpatia del “Mancio”. Non manca mai, anche in conferenza stampa. Dove Stefano Mancinelli appare rilassato e tranquillo dopo l’incontro appena terminato. Sta riprendendo tutte quelle belle qualità che lo caratterizzano e lo hanno caratterizzato per anni in tutti i parquet di Italia: «Siamo riusciti a ruotare tutti i giocatori ed è stato molto importante riuscire a farlo. Il match lo abbiamo controllato sempre e poi chiuso nel finale».

Interrogato sulle sue condizioni fisiche commenta sorridendo: «L’importante non è “Essere o non  essere Mancinelli” ma vincere le partite…».

Marta Coda Luchina

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