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Angelico spalle al muro, deve vincere

Angelico spalle al muro, deve vincere
Sport 21 Aprile 2016 ore 13:00

BIELLA - Biella non ha mai vinto a Siena, nemmeno quando a lanciare la carica Angelico c’era quel genio del basket di Reece Gaines, altro pianeta, forse galassia, rispetto alle stelline a cui siamo abituati oggi. Per guadagnarsi i playoff di A2,  quasi gettati alle ortiche domenica, Biella dovrà vincere proprio in Toscana nel turno finale di sabato (palla a due alle 21).
Perdendo, qualsiasi combinazione della classifica avulsa la condannerebbe, nella peggiore delle ipotesi anche ad un 12° posto, con la Latina dell’esodato Alessandro Grande clamorosamente all’8° posto playoff.
Il rischio dunque, purtroppo serio,  è che questa stagione rimanga agli annali come quella in cui Pallacanestro Biella è stata presa “a schiaffi” sia all’andata, sia al ritorno da Omegna. Squadra degnissima, giovane e in piena rotta verso una salvezza possibile, ma che in quanto rivale regionale, al pari di Tortona  e Casale, non ha fatto che erodere l’autostima di una piazza che rimpiange la Serie A (e la supremazia piemontese, ora nelle mani di Torino e del notaio Forni) e che mal sopporta di dover arrancare nei bassifondi di un’A2 non certo di alto livello tecnico.
Questo concetto, più che le pur diverse gioie regalate soprattutto dall’accoppiata Ferguson e Hall, rimarrebbe nelle teste della splendida tifoseria che ancora una volta si è superata domenica in quella che potrebbe essere stata l’ultima uscita al Forum della stagione. Che i tempi siano economicamente duri, durissimi, è innegabile, ma una media di 3200 e rotti spettatori avrebbe forse meritato un mercato giocatori di un livello superiore, almeno un gradino, suvvia. Soprattutto quando si è dovuto correre ai ripari, volenti o nolenti, ingaggiando giocatori ineccepibili sotto il profilo della professionalità, ma  tecnicamente non all’altezza della categoria. Insomma, posto che i meriti di aver pescato dal mazzo due star d’oggi come il duo Hall&Ferguson e un allenatore esordiente come Carrea che nel mare in tempesta ha saputo ritrovare la rotta verso il sereno per meriti anche propri, per archiviare questa stagione senza evitare strascichi servirebbe proprio vincere a Siena. Un ultimo sforzo finale, più di nervi e d’orgoglio che di gambe, che come si è visto nelle ultime due uscite, hanno forse già dato tutto o quasi (si spera).
Obiettivo. È pur vero che ad inizio stagione, guardando al calendario, il timore era quello di doversi giocare la salvezza a Siena, in casa dell’allenatore che Biella avrebbe rivoluto, prima di cambiare totalmente idea. Oggi, invece, quel traguardo è stato tagliato con largo anticipo, e l’ultima partita vale l’ingresso nei playoff.
Tutti contenti lo stesso dunque? Niente affatto, tra i tifosi la delusione per la figuraccia di domenica è stata grande. Per cancellarla servono un’impresa e un altro finale, oppure quello del sciogliete le righe anticipato (quando la post season sembrava guadagnata) potrebbe lasciare strascichi anche sulla prossima stagione.
Gabriele Pinna

BIELLA - Biella non ha mai vinto a Siena, nemmeno quando a lanciare la carica Angelico c’era quel genio del basket di Reece Gaines, altro pianeta, forse galassia, rispetto alle stelline a cui siamo abituati oggi. Per guadagnarsi i playoff di A2,  quasi gettati alle ortiche domenica, Biella dovrà vincere proprio in Toscana nel turno finale di sabato (palla a due alle 21).
Perdendo, qualsiasi combinazione della classifica avulsa la condannerebbe, nella peggiore delle ipotesi anche ad un 12° posto, con la Latina dell’esodato Alessandro Grande clamorosamente all’8° posto playoff.
Il rischio dunque, purtroppo serio,  è che questa stagione rimanga agli annali come quella in cui Pallacanestro Biella è stata presa “a schiaffi” sia all’andata, sia al ritorno da Omegna. Squadra degnissima, giovane e in piena rotta verso una salvezza possibile, ma che in quanto rivale regionale, al pari di Tortona  e Casale, non ha fatto che erodere l’autostima di una piazza che rimpiange la Serie A (e la supremazia piemontese, ora nelle mani di Torino e del notaio Forni) e che mal sopporta di dover arrancare nei bassifondi di un’A2 non certo di alto livello tecnico.
Questo concetto, più che le pur diverse gioie regalate soprattutto dall’accoppiata Ferguson e Hall, rimarrebbe nelle teste della splendida tifoseria che ancora una volta si è superata domenica in quella che potrebbe essere stata l’ultima uscita al Forum della stagione. Che i tempi siano economicamente duri, durissimi, è innegabile, ma una media di 3200 e rotti spettatori avrebbe forse meritato un mercato giocatori di un livello superiore, almeno un gradino, suvvia. Soprattutto quando si è dovuto correre ai ripari, volenti o nolenti, ingaggiando giocatori ineccepibili sotto il profilo della professionalità, ma  tecnicamente non all’altezza della categoria. Insomma, posto che i meriti di aver pescato dal mazzo due star d’oggi come il duo Hall&Ferguson e un allenatore esordiente come Carrea che nel mare in tempesta ha saputo ritrovare la rotta verso il sereno per meriti anche propri, per archiviare questa stagione senza evitare strascichi servirebbe proprio vincere a Siena. Un ultimo sforzo finale, più di nervi e d’orgoglio che di gambe, che come si è visto nelle ultime due uscite, hanno forse già dato tutto o quasi (si spera).
Obiettivo. È pur vero che ad inizio stagione, guardando al calendario, il timore era quello di doversi giocare la salvezza a Siena, in casa dell’allenatore che Biella avrebbe rivoluto, prima di cambiare totalmente idea. Oggi, invece, quel traguardo è stato tagliato con largo anticipo, e l’ultima partita vale l’ingresso nei playoff.
Tutti contenti lo stesso dunque? Niente affatto, tra i tifosi la delusione per la figuraccia di domenica è stata grande. Per cancellarla servono un’impresa e un altro finale, oppure quello del sciogliete le righe anticipato (quando la post season sembrava guadagnata) potrebbe lasciare strascichi anche sulla prossima stagione.
Gabriele Pinna

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