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Angelico, parla Cancellieri: "Rispetto opinioni curva, ma siamo usciti tra gli applausi"

Angelico, parla Cancellieri: "Rispetto opinioni curva, ma siamo usciti tra gli applausi"
Sport 02 Aprile 2013 ore 00:02

La curva lo ha contestato. Lui non ha reagito, ha tirato dritto per la sua strada, come ha sempre fatto durante tutta la stagione. Una stagione dove molti hanno chiesto la sua testa, in più momenti. Ma Massimo Cancellieri non ha mai mollato. Ha rassegnato le dimissioni dopo Cremona, sono state respinte e da quel momento ha abbassato la testa e ha lavorato: "Rispetto le opinioni della curva - ha spiegato in sala stampa -, ma voglio sottolineare che la squadra è uscita tra gli applausi".

La curva lo ha contestato. Lui non ha reagito, ha tirato dritto per la sua strada, come ha sempre fatto durante tutta la stagione. Una stagione dove molti hanno chiesto la sua testa, in più momenti. Ma Massimo Cancellieri non ha mai mollato. Ha rassegnato le dimissioni dopo Cremona, sono state respinte e da quel momento ha abbassato la testa e ha lavorato: «Rispetto le opinioni della curva - ha spiegato in sala stampa -, ma voglio sottolineare che la squadra è uscita tra gli applausi. Quello che posso assicurare è che nessuno ha mai giocato per la sua carriera, per aggiustarsi le statistiche, ma per salvare la l'Angelico. Tutti hanno avuto rispetto e amore per la maglia. Ma non siamo riusciti a fare quello che avremmo voluto».
Perché non sono riusciti? Dov'è stato l'errore? «Tutti hanno le proprie idee - continua "Canc" -, i giornali hanno scritto le loro valutazioni, le mie sono un po' diverse. Ma è indubbio che abbiamo avuto molti problemi. Uno è stato il tiro da tre: abbiamo buoni tiratori e abbiamo costruito buoni tiri, anche stasera, ma non sono entrati. La palla pesava troppo. Abbiamo sentito la pressione, la responsabilità di dover salvare Biella».
Cancellieri presenta poi l'emblema della partita con Montegranaro, che è poi anche emblema della stagione: «Tsaldaris che in un time out ha lanciato per terra la lavagnetta urlando che questa doveva essere la nostra partita della vita. Poi però rientriamo sul parquet e sbagliamo il tiro, o non teniamo l'uno contro uno».
Una menzione d'onore va anche a Jurak, che dopo una palla rubata con canestro in contropiede ha incitato il pubblico: «Mi spiace tanto per questa sconfitta - spiega il lungo sloveno -, ci proviamo sempre ma anche oggi non ce l'abbiamo fatta. A Biella c'è il mio cuore, io sono sempre positivo ma sono anche stanchissimo. Ringrazio il palazzetto che è stato positivo quando siamo usciti dal campo». Infine guarda avanti: «Proviamo comunque a vincerle tutte, a partire dal derby di domenica contro i nostri "amici"». Ovvero gli storici rivali di Cantù.

Matteo Lusiani

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