Angelico, missione Serie A

13 Maggio 2010 ore 12:57

(13 mag) In una sola stagione tutto è cambiato per Pallacanestro Biella e il suo piccolo orgoglioso popolo rossoblu. Dalla semifinale scudetto con Milano che ha esaltato un’intera città, allo spareggio salvezza di domenica (ore 18.15 al Biella Forum) tra Angelico e Carife Ferrara che per ironia del calendario è anche l’ultima giornata della stagione regolare del basket di Serie A. Come un anno fa, la passione dei circa quattromila spettatori fissi elettrizza una vigilia che però suscita sentimenti controversi, poichè in palio non c’è il passaggio ad una storica finale scudetto, ma la permanenza nella massima serie dopo dieci anni di grandi risultati, se rapportati alla realtà di provincia biellese. In una sola stagione tutto è cambiato per Pallacanestro Biella e il suo piccolo orgoglioso popolo rossoblu. Dalla semifinale scudetto con Milano che ha esaltato un’intera città, allo spareggio salvezza di domenica (ore 18.15 al Biella Forum) tra Angelico e Carife Ferrara che per ironia del calendario è anche l’ultima giornata della stagione regolare del basket di Serie A. Come un anno fa, la passione dei circa quattromila spettatori fissi elettrizza una vigilia che però suscita sentimenti controversi, poichè in palio non c’è il passaggio ad una storica finale scudetto, ma la permanenza nella massima serie dopo dieci anni di grandi risultati, se rapportati alla realtà di provincia biellese.
Chi vince, anche solo di un punto, si salva, chi perde scende in LegaDue, la seconda serie del basket nazionale.
La differenza canestri in caso di arrivo in parità mette al riparo la Vanoli Cremona, terzo incomodo, anch’essa ferma a quota 18 punti in fondo alla classifica. La squadra della città della musica può permettersi addirittura di perdere in casa con Avellino di 21 punti, mentre agli irpini basterà vincere di un punto per andare ai playoff delle migliori otto.
Tornando al Forum, tutto in quaranta minuti, salvo emozioni “supplementari” vietate ai deboli di cuore.
Le due squadre arrivano allo spareggio con stati d’animo diversi. Ferrara ha giocato un campionato da ultimi posti, trovandosi ad un certo punto già retrocessa virtuale.
Gli acquisti della disperazione hanno invece sortito qualche effetto ed ora all’ultima partita i ragazzi di coach Giorgio Valli non hanno nulla da perdere.
Discorso molto diverso per l’Angelico, che ha chiuso ottava il girone d’andata, è arrivata alla semifinale di Coppa Italia ed è stata protagonista di un buon esordio in Eurocup, chiudendo il proprio girone eliminata dalla classifica avulsa. Poi cos’è successo?
Difficile dirlo con esattezza, si potrebbe trovare una risposta facendo il mix tra il rendimento insufficiente di qualche elemento, una serie incredibile di infortuni occorsi a giocatori chiave e diverse scelte sbagliate o tardive della società in ambito di mercato. La somma di tanti eventi ha prodotto un girone di ritorno da sole due vittorie, peggio ancora, nelle ultime 14 gare l’Angelico ha vinto solo due volte, e l’ultima risale a quattro partite fa. Ferrara ha vinto invece tre delle ultime quattro gare, sei in tutto nel girone di ritorno. Valutando questi numeri è Biella la più seria indiziata alla retrocessione: ha tutto da perdere e non è certo in un buon periodo come l’avversaria che però potrebbe arrivare scarica proprio al gran finale dopo avere speso moltissimo per guadagnarselo. La sconfitta subita dalla Carife in casa con Caserta nell’ultimo turno sabato scorso ha dato segnali in questo senso.
Tuttavia quello che è successo fino ad ora non conta più, a fare la differenza saranno la voglia di vincere e la capacità di dominare la paura nel momento in cui il risultato dovrà decidersi. Coach Luca Bechi, domenica alla sua 150ª panchina rossoblu, la ricetta la va predicando già da qualche settimana, in campo bisognerà mettere: «arroganza e tranquillità», mentre dalle tribune il pubblico cercherà di fare il sesto uomo in campo.

13 maggio 2010

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