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Angelico, così si rischia grosso

Angelico, così si rischia grosso
Sport 26 Ottobre 2015 ore 10:12

Senza intentare processi dopo quattro partite, una cosa possiamo dirla: questa non e? una squadra pronta per affrontare un campionato di A2. La sconfitta di ieri a Latina, contro una squadra modesta e priva di Ihedioha (per contusione nell’ultimo allenamento) lo ha dimostrato. Non iniziamo nemmeno a parlare di colpe, tanto e? un esercizio sterile. Cio? che conta e? capire come uscirne. Ed e? difficile non concludere che l’unica soluzione sia il mercato.
La sconfitta di 10 punti al PalaBianchini, contro un’altra formazione assolutamente alla portata come la Benacquista, ha evidenziato i soliti problemi sia di qualita? che di tenuta mentale. Se da un lato Biella non da? mai la sensazione di poter fare un break, dall’altro commette troppe disattenzioni. E quando arrivano i momenti decisivi si smarrisce.
E? il 5’ del secondo quarto. La partita e? ancora lunga, e? vero, ma l’Angelico ha gia? dovuto recuperare da un -9 ed ora, con il canestro in transizione di Ferguson, e? tornata a un possesso (31-28). Biella aveva iniziato bene il secondo quarto e questo era il momento di concretizzare il lavoro svolto. Cosa accade? Vengono concessi due extrapossessi lasciando due rimbalzi offensivi a Mei e Uglietti, non certo due marcantoni e nemmeno due specialisti. Poi, dopo due errori di Mosley, Grande recupera palla a Uglietti e l’Angelico ha finalmente la palla del pareggio. Che Infante scarica in panchina sbagliando di un paio di metri la direzione del passaggio (complici delle spaziature non proprio impeccabili). Fatto sta che i rossoblu subiscono cinque punti e tornano a -8. E non si troveranno mai piu? a un possesso: nel finale torneranno un paio di volte a -4, palesando la stessa fragilita? mentale nel gestire i momenti caldi. Quei momenti in cui un giocatore come Andrea Pastore, classe ’94 e con meno po- tenziale di un De Vico (per fare un esempio), ma evidentemente in fiducia e sereno, ha sempre trovato la retina. Sia in avvio di secondo quarto con la tripla che ha tenuto a galla Latina, sia nell’ultimo periodo con 10 punti pesantissimi.
Chi sale e chi scende. Prova convincente di Grande, che entrando dalla panchina riesce a prendere meglio le misure della gara e a dare la scossa ai compagni. Bene Infante (12 punti, 6 rimbalzi e 4 assist), impreciso Ferguson (6/16 dal campo) che chiude comunque con 5 assist, 5 rimbalzi e 2 recuperi. Ancora male Jones, che migliora le statistiche (9 punti, 4 rimbalzi e 2 assist) ma non l’atteggiamento (3 palle perse e troppe distrazioni).
Un capitolo a parte merita De Vico, che ha perso il duello con l’ex compagno di giovanili, in maglia Banca Sella, Lorenzo Uglietti. Forse ci si aspetta troppo da questo giocatore: non si puo? chiedere a De Vico di essere una prima scelta offensiva o di attaccare l’uomo in isolamento. Puo? essere importante, invece, se e? qualcun altro a creargli un vantaggio. E? uno specialista, non un all-around. Un “Soragna” e non un “Ara- dori”. Urge ridargli fiducia e restituirgli i suoi tiri, perche? il rischio e? di perderlo.
Matteo Lusiani

Senza intentare processi dopo quattro partite, una cosa possiamo dirla: questa non e? una squadra pronta per affrontare un campionato di A2. La sconfitta di ieri a Latina, contro una squadra modesta e priva di Ihedioha (per contusione nell’ultimo allenamento) lo ha dimostrato. Non iniziamo nemmeno a parlare di colpe, tanto e? un esercizio sterile. Cio? che conta e? capire come uscirne. Ed e? difficile non concludere che l’unica soluzione sia il mercato.
La sconfitta di 10 punti al PalaBianchini, contro un’altra formazione assolutamente alla portata come la Benacquista, ha evidenziato i soliti problemi sia di qualita? che di tenuta mentale. Se da un lato Biella non da? mai la sensazione di poter fare un break, dall’altro commette troppe disattenzioni. E quando arrivano i momenti decisivi si smarrisce.
E? il 5’ del secondo quarto. La partita e? ancora lunga, e? vero, ma l’Angelico ha gia? dovuto recuperare da un -9 ed ora, con il canestro in transizione di Ferguson, e? tornata a un possesso (31-28). Biella aveva iniziato bene il secondo quarto e questo era il momento di concretizzare il lavoro svolto. Cosa accade? Vengono concessi due extrapossessi lasciando due rimbalzi offensivi a Mei e Uglietti, non certo due marcantoni e nemmeno due specialisti. Poi, dopo due errori di Mosley, Grande recupera palla a Uglietti e l’Angelico ha finalmente la palla del pareggio. Che Infante scarica in panchina sbagliando di un paio di metri la direzione del passaggio (complici delle spaziature non proprio impeccabili). Fatto sta che i rossoblu subiscono cinque punti e tornano a -8. E non si troveranno mai piu? a un possesso: nel finale torneranno un paio di volte a -4, palesando la stessa fragilita? mentale nel gestire i momenti caldi. Quei momenti in cui un giocatore come Andrea Pastore, classe ’94 e con meno po- tenziale di un De Vico (per fare un esempio), ma evidentemente in fiducia e sereno, ha sempre trovato la retina. Sia in avvio di secondo quarto con la tripla che ha tenuto a galla Latina, sia nell’ultimo periodo con 10 punti pesantissimi.
Chi sale e chi scende. Prova convincente di Grande, che entrando dalla panchina riesce a prendere meglio le misure della gara e a dare la scossa ai compagni. Bene Infante (12 punti, 6 rimbalzi e 4 assist), impreciso Ferguson (6/16 dal campo) che chiude comunque con 5 assist, 5 rimbalzi e 2 recuperi. Ancora male Jones, che migliora le statistiche (9 punti, 4 rimbalzi e 2 assist) ma non l’atteggiamento (3 palle perse e troppe distrazioni).
Un capitolo a parte merita De Vico, che ha perso il duello con l’ex compagno di giovanili, in maglia Banca Sella, Lorenzo Uglietti. Forse ci si aspetta troppo da questo giocatore: non si puo? chiedere a De Vico di essere una prima scelta offensiva o di attaccare l’uomo in isolamento. Puo? essere importante, invece, se e? qualcun altro a creargli un vantaggio. E? uno specialista, non un all-around. Un “Soragna” e non un “Ara- dori”. Urge ridargli fiducia e restituirgli i suoi tiri, perche? il rischio e? di perderlo.
Matteo Lusiani

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