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Addio all'ingegnere Roberto Rivetti, imprenditore e grande uomo di sport

Addio all'ingegnere Roberto Rivetti, imprenditore e grande uomo di sport
Sport 17 Settembre 2013 ore 13:25

E’ morto nella sua casa di Forte dei Marmi alla età di 94 anni l’ingegner Roberto Rivetti, imprenditore tessile  e figura di grande sportivo e memoria storica del golf biellese.

Grande appassionato di una disciplina che in Italia ai tempi contava pochissimi praticanti e che lui aveva conosciuto in Inghilterra quando vi si trasferì per lavoro, Rivetti è stato una delle anime vitali che portarono alla realizzazione del Golf Club Biella Le Betulle di cui ne seguì e sovrintese i lavori fin dai primi momenti nel lontano 1957. Amico dell’architetto John Morrison che progettò il capolavoro di Magnano premiato per ben 17 volte come miglior campo d’Italia, fu presidente del sodalizio biellese per oltre 15 anni (una prima volta dal 1958 al 1969, per poi riprendere la carica dal 1976 al 1981) e tuttora ne era il presidente onorario.

Dirigente illuminato del golf italiano Rivetti è stato parte attiva della federazione (eletto per la prima volta consigliere nel 1964 fu tra i promotori della Scuola Nazionale di golf) tanto da essere con Riccardi Pisa, Filippo Sassoli De Bianchi e Aldo Stacchi uno dei soli quattro consiglieri federali onorari che compongono l’attuale struttura presieduta da Franco Chimenti.
 Se la Federgolf italiana è stata la prima lega europea ad istituire un centro tecnico con all’interno una “green section” che si occupasse della formazione di tecnici qualificati in grado di prendersi cura della costruzione e della manutenzione dei tappeti erbosi dei percorsi di golf italiani (e per questo per lunghi anni considerata un precursore ed un modello da seguire) lo si deve ad una intuizione proprio di Rivetti che era un vero esperto della parte agronomica.

Lancia d’oro.  Sempre a Rivetti è legato il momento più alto a livello agonistico de Le Betulle.
L’ingegnere con Sandro Fiorio fu infatti uno degli ideatori e promotori della Lancia D’Oro mitica manifestazione, che vide transitare a Biella e sfidarsi in una specie di “mini Ryder Cup” tra il 1962 e il 1976 i migliori giocatori del mondo del momento come il grande Severiano Ballesteros.

Lo sport era nel suo dna,  aveva ricevuto dal Coni la stella d’argento e poi stella d’oro nel 2003, il  più alto riconoscimento che il Comitato desina ai dirigenti dell’organizzazione. Fu anche campione italiano e azzurro di scherma e di golf in seconda categoria.
Nel 1961 fu tra i soci fondatori del Panathlon Club Biella.
I funerali sono stati celebrati venerdì a Oropa. Lascia i tre figli  Luca, Daniela e Lunella. 

Roberto Lanza

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