Negli ultimi trent’anni, ogni anno, le pagine de “Eco” nel giorno della Befana hanno raccontato un pezzo della vita del nostro territorio. Dall’arresto clamoroso di cinque ragazzi nel 1996, per un furto che era più una bravata che un vero crimine, alle crisi economiche e sociali ripetutesi negli anni, emerge un quadro che alterna eventi straordinari, difficoltà quotidiane e sporadici segnali di speranza.
Il 1997 parlava di grandi progetti urbanistici, ponti e nuove strade – un tema ancora di attualità – mentre nel 1998 i furti registrati superavano ogni limite: i “ladri delle pietre” smontavano persino pezzi del ponte di Campiglia, quasi a ricordarci quanto il territorio fosse fragile e vulnerabile.
SFOGLIA L’INSERTO SPECIALE
Negli anni successivi, le cronache del 6 gennaio hanno messo in luce salute e sicurezza: nel 1999 l’influenza colpiva migliaia di biellesi, così come oggi accade per le affluenze al Pronto Soccorso; nel 2002 la sanità locale veniva criticata per tagli e reparti carenti, notizia che resta purtroppo attuale. Le difficoltà economiche e sociali si ripresentano nel 2004, con famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, e nel 2005 gli aumenti di Ici, acqua e rifiuti mettono sotto pressione i bilanci domestici, a ricordarci che purtroppo nulla è cambiato. Anche il patrimonio culturale e infrastrutturale della città ha bisogno di cure: nel 2006 la basilica di San Sebastiano mostrava crepe pericolose, nel 2007 il tunnel di corso San Maurizio cedeva e, ancora nel 2009, la neve paralizzava strade e superstrade.
Ci sono però anche momenti di speranza: nel 2011 l’export tessile mostrava segnali di ripresa, nel 2018 Biella festeggiava la prima vincita alla Lotteria Italia e, nel 2025, dopo anni di attesa, la città inaugurerà un nuovo dormitorio per i più fragili. Tra progetti culturali, come la proposta di riportare in città IdeaBiella nel 2001, e iniziative sociali e sportive, emerge una città che prova a reagire, pur confrontandosi spesso con problemi ricorrenti: economia fragile, servizi insufficienti, infrastrutture carenti e sicurezza urbana da garantire.
Guardando queste cronache degli ultimi trent’anni, si percepisce che molto è cambiato solo in superficie: la Befana, se potesse parlare oggi, sarebbe stanca di vedere le stesse difficoltà ripetersi anno dopo anno. Tra emergenze sanitarie, crisi economiche, problemi di viabilità e manutenzione, il Biellese mostra una resilienza instancabile, ma anche l’urgenza di interventi strutturali e duraturi. Forse, oltre ai dolci e ai sorrisi della festa, serve una “Befana della concretezza”, capace di portare sviluppo, sicurezza e servizi efficienti. Solo così la città potrà guardare al futuro senza dover rivivere continuamente le stesse pagine di cronaca. E domani… speriamo che non sia la solita routine degli ultimi trent’anni.