In Regione Piemonte

Piemonte, si dimette anche Chiorino: si allarga l’onda lunga del caso “5 Forchette”

«È una scelta che assumo per senso di responsabilità».

Piemonte, si dimette anche Chiorino: si allarga l’onda lunga del caso “5 Forchette”

La crisi politica innescata dal caso “bisteccheria” e dalle dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro continua a produrre effetti a catena. Dopo aver già lasciato la vicepresidenza della Regione Piemonte, Elena Chiorino ha annunciato anche le dimissioni da assessore della Giunta guidata da Alberto Cirio. Le sue dimissioni dalla sola vicepresidenza aveva lasciato spazio, nei giorni scorsi, a molte critiche e a numerosi attacchi politici da parte di più esponenti delle opposizioni e non solo.

La decisione: “Scelta di responsabilità”

In una nota dai toni netti, Chiorino ha parlato di dimissioni «irrevocabili», rivendicando la correttezza del proprio operato e denunciando quella che definisce una strumentalizzazione politica:

«È una scelta che assumo per senso di responsabilità e per il bene della Regione Piemonte, della maggioranza di centrodestra e del mio partito».

L’assessore regionale uscente sottolinea come l’indagine in corso riguardi “terze persone” e non coinvolga direttamente la sua figura, respingendo ogni addebito e difendendo il lavoro svolto in questi anni. Tuttavia, il crescente livello di pressione politica e mediatica ha reso, di fatto, insostenibile la permanenza in Giunta.

Il contesto: il filone “Le 5 Forchette”

Il nome di Chiorino compare nella vicenda per la sua partecipazione, insieme ad altri esponenti politici, alla società “Le 5 Forchette”, finita sotto la lente della Direzione distrettuale antimafia di Roma nell’ambito delle indagini sui rapporti economici riconducibili alla famiglia di Mauro Caroccia. Pur non risultando attualmente indagata, la sua posizione politica si è progressivamente indebolita con l’emergere di nuovi elementi mediatici e con l’ampliarsi del caso a livello nazionale, culminato nelle dimissioni di Delmastro e della capo di gabinetto al ministero della Giustizia.

Le tensioni politiche e l’ultimo episodio

Nella sua dichiarazione, Chiorino fa riferimento anche a un “presunto scoop” relativo a una possibile nomina di una persona a lei vicina in un ente collegato agli Special Olympics, precisando che si tratterebbe di un incarico senza compenso e in assenza di altre candidature. Un passaggio che evidenzia il clima di crescente conflittualità politica attorno alla vicenda e la percezione, da parte dell’ormai ex assessore, di essere oggetto di attacchi personali oltre che politici.

Gli effetti sulla Regione e sulla maggioranza

Le dimissioni di Chiorino aprono ora un nuovo fronte per la Giunta piemontese. Il presidente Cirio dovrà procedere a una riorganizzazione dell’esecutivo regionale in una fase già delicata per gli equilibri interni alla maggioranza di centrodestra. Per Fratelli d’Italia si tratta di un ulteriore contraccolpo dopo il caso Delmastro, con implicazioni sia sul piano territoriale sia su quello nazionale.

Uno scenario ancora aperto

Nonostante le uscite di scena sul piano politico, restano aperti i fronti giudiziari e istituzionali. L’inchiesta della Dda di Roma prosegue, mentre la Commissione parlamentare Antimafia ha già annunciato approfondimenti sulla rete societaria coinvolta. In questo quadro, le dimissioni di Chiorino rappresentano un tentativo di contenere l’impatto politico della vicenda, ma al tempo stesso confermano la portata sistemica del caso, che continua a riverberarsi ben oltre i suoi sviluppi iniziali.