La diretta

Mercato in centro, il Consiglio comunale aperto minuto per minuto

Eco di Biella seguirà il Consiglio comunale aperto e pubblicherà qui, minuto per minuto, gli aggiornamenti, gli interventi e le dichiarazioni della seduta.

Mercato in centro, il Consiglio comunale aperto minuto per minuto
Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

È arrivato il giorno del confronto pubblico sul futuro del mercato cittadino. Oggi, alle 17, si terrà l’attesa seduta aperta del Consiglio comunale di Biella dedicata al progetto di trasferimento del mercato da piazza Falcone all’area del centro, attorno ai giardini Zumaglini. Un appuntamento allargato a tutti i cittadini, con tanto di maxischermo in Piazza Duomo, e che arriva dopo nove mesi di polemiche, assemblee, raccolte firme e scontri dialettici tra l’Amministrazione e un cospicuo numero di ambulanti e residenti.

Tutti gli aggiornamenti minuto per minuto

La redazione di Eco di Biella seguirà il Consiglio comunale aperto e pubblicherà qui, minuto per minuto, gli aggiornamenti, gli interventi e le dichiarazioni della seduta.
In fondo all’articolo gli aggiornamenti più recenti

Ultimi aggiornamenti

Olivero chiude: «Tema politicizzato, ma quando si amministra bisogna assumersi responsabilità»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Il sindaco Marzio Olivero chiude il lungo Consiglio comunale aperto rivendicando fino in fondo la scelta politica dell’Amministrazione e riconoscendo che la vicenda del mercato abbia ormai diviso profondamente la città. «È difficile trovare un tema che abbia spaccato Biella così nettamente in due. Ci sta, perché è un tema politico». Per Olivero, tuttavia, il compito di chi governa è proprio quello di indicare una direzione. «L’immagine di Biella è importante e va oltre i giudizi estetici. Dobbiamo assumerci la responsabilità di indicare quelle che, a nostro avviso, sono le opportunità di crescita per la città. Non possiamo sottrarci davanti alle contestazioni. Quando si amministra si prendono responsabilità, popolari o impopolari che siano».

«Molte contrarietà nascono da interessi personali»

Nel passaggio finale, il sindaco ha richiamato anche il manifesto diffuso nei giorni scorsi per invitare i cittadini a partecipare alla seduta. Secondo Olivero, la contrarietà al trasferimento sarebbe in molti casi legata a motivazioni molto concrete e personali. «Nelle settimane scorse ho incontrato molti cittadini e devo dire che pochi, quasi nessuno, hanno motivato la contrarietà al mercato se non con interessi personali: il rumore al mattino presto, le pulizie la sera, la difficoltà a trovare parcheggio o a passare per strada». Per il sindaco, questo elemento «deve far riflettere»: «Non possiamo ragionare soltanto in termini personali, dobbiamo essere responsabili e guardare all’interesse complessivo della città».

«La disponibilità al confronto resta»

Olivero ha quindi ribadito che, nonostante lo scontro, il dialogo non è chiuso: «La mia disponibilità al confronto c’era, c’è e nulla vieta che possa esserci ancora». Il sindaco pone però una condizione: «Il confronto deve partire da basi diverse». E conclude rivendicando la portata dell’operazione: «Per la città di Biella un’iniziativa di questa importanza raramente c’è stata».

Sui ciliegi: «Il regolamento consente interventi per le opere pubbliche, ma la nostra intenzione non è abbatterli»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Il sindaco Marzio Olivero torna sulla polemica relativa ai ciliegi dei Giardini Zumaglini e contesta ancora una volta il modo in cui il tema è esploso sui social nei mesi successivi alla presentazione dell’idea di riqualificazione.«A febbraio avevo illustrato quello che, in senso lato, era il progetto», ha spiegato, precisando che non si trattava ancora di «un documento completo, compilato e pronto per essere utilizzato». Secondo Olivero, da quel momento il confronto sarebbe però rapidamente degenerato, anche attraverso i social e con il ricorso a esposti e iniziative giudiziarie.

Il richiamo al regolamento del verde

Il sindaco si è quindi soffermato sul regolamento comunale del verde, sostenendo che una sua lettura parziale abbia generato conclusioni errate. Secondo l’interpretazione fornita da Olivero in aula, il regolamento prevede la possibilità di intervenire sugli alberi quando ciò sia necessario per la realizzazione o la tutela di opere pubbliche. «È una norma che ha un senso», ha sostenuto, ricordando che il regolamento risale a un’Amministrazione di centrosinistra e aggiungendo che un Comune non potrebbe essere completamente impossibilitato a intervenire su una pianta qualora questa interferisse con un’opera pubblica. Olivero ha però ribadito che questa possibilità normativa non equivale alla volontà dell’Amministrazione di abbattere i ciliegi: «La nostra intenzione non è certamente quella di tagliare».

«Si è arrivati a dire che sarebbero stati sostituiti dall’asfalto»

Il sindaco ha infine contestato alcune delle affermazioni circolate durante la polemica sui social. «Ne abbiamo sentite parecchie», ha detto, citando anche chi avrebbe sostenuto che gli alberi sarebbero stati sostituiti «dal catrame o dall’asfalto». Per Olivero, dunque, il dibattito sui ciliegi sarebbe stato spesso costruito partendo da scenari che non corrispondono alle intenzioni dichiarate dall’Amministrazione.

«Se mi date un’alternativa che funziona in tempi brevi, il mercato può anche restare lì»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Olivero ha quindi fatto un’apertura significativa: «Se qualcuno mi dà una soluzione alternativa che funzioni in tempi brevi, io sono a disposizione. Sono anche a disposizione a lasciare il mercato lì dov’è». Il sindaco ha però precisato che, in questi mesi, non avrebbe visto emergere una proposta alternativa capace di incidere rapidamente sul problema. «Le proposte che ho sentito possono anche essere valide, ma richiedono molto tempo. E io mi chiedo: siamo disposti ad aspettare altri cinque, sei, sette anni?». La conclusione è stata ancora una volta una rivendicazione del proprio ruolo: «Non mi sento di occupare questo incarico per passare cinque anni a guardarmi attorno aspettando di vedere cosa succede. Se c’è una soluzione alternativa concreta e rapida, sono pronto ad ascoltarla».

«Meglio l’azzardo che l’immobilismo»

«Tra l’immobilismo che abbiamo visto in questi anni, e che sappiamo dove ci sta portando, e una scommessa, io scelgo la scommessa». Olivero ha precisato che non si tratta di procedere alla cieca, ma di assumersi il rischio di una scelta: «Piuttosto che niente, piuttosto che restare fermi, piuttosto che assistere al declino, sì: preferisco una scommessa. Ma va affrontata in modo serio».

«Trent’anni fa piazza Falcone aveva senso. Oggi quella scelta va rivista»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Il sindaco Marzio Olivero torna sulle ragioni storiche che portarono il mercato in piazza Falcone e prova a ribaltare il ragionamento: «Trent’anni fa quella scelta aveva senso, perché la città era in espansione. Oggi però Biella è cambiata profondamente e quella scelta va rivista». Per Olivero il punto è proprio questo: le condizioni che giustificarono il trasferimento alla fine degli anni Novanta non sarebbero più le stesse. «La situazione della città si è modificata in modo profondo, ed è sotto gli occhi di tutti».

«Fra cinque anni guardate quanti negozi saranno ancora aperti»

Il sindaco ha insistito soprattutto sull’urgenza di intervenire sul declino commerciale del centro. «Fra cinque anni vi invito a fare una passeggiata in via Italia e nelle vie laterali e a vedere quanti altri negozi avranno chiuso». Olivero ha ricordato che il problema esiste già da anni e, a suo giudizio, non ha ancora trovato una risposta efficace. «Non possiamo aspettare cinque, sei o sette anni per affrontare una situazione che è già grave oggi». Da qui la difesa di una scelta definita da più parti una «follia»: «Vorrei che venisse letta in modo più critico, tenendo conto di tutte le problematiche e delle necessità reali della città».

«Senza la collaborazione degli operatori, il percorso diventa molto più difficile»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Il sindaco Marzio Olivero insiste sulla necessità di una visione complessiva della città e riconosce che il rilancio del mercato non può riuscire senza il coinvolgimento diretto degli ambulanti. «Il mercato non soffre soltanto di un problema quantitativo», ha spiegato. «Invertire il senso di marcia non è facile ed è impossibile, o comunque molto più complesso, se non c’è la collaborazione degli operatori». Per Olivero, dunque, il confronto con la categoria sarà decisivo: «Lavorare insieme è fondamentale, anche sapendo che possono esserci obiettivi che non vengono condivisi da tutti».

«L’Amministrazione deve guardare all’interesse generale»

Il sindaco ha però ribadito che, alla fine, la responsabilità della scelta resta in capo a chi amministra. «Quando si prende una decisione bisogna guardare alla città nel suo complesso. Non si può ragionare soltanto sull’interesse del singolo o di una categoria, perché l’azione dell’Amministrazione deve essere finalizzata alla crescita sociale ed economica della città». Olivero ha definito questa una «responsabilità grande», che obbliga a guardare oltre le convenienze immediate e anche oltre il possibile costo politico delle decisioni.

«Poco importa se è sconveniente dal punto di vista elettorale»

Il passaggio finale è stato ancora una volta una rivendicazione della volontà di assumersi il rischio politico della scelta. Per Olivero, quando si ritiene che un intervento possa contribuire al rilancio complessivo di Biella, «poco importa che sia sconveniente dal punto di vista elettorale». Il sindaco continua quindi a difendere la necessità di procedere con una visione di lungo periodo, pur riconoscendo che senza una collaborazione con gli ambulanti il percorso verso un nuovo modello di mercato diventerebbe molto più arduo.

«In piazza Falcone ci sono due attività commerciali, in centro molte di più»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Il sindaco Marzio Olivero entra anche nel merito delle ricadute del mercato sulle attività commerciali e sostiene che, per valutare lo spostamento, sia necessario guardare alla città nel suo complesso e non soltanto agli effetti sul singolo quartiere. «Anche oggi abbiamo sentito sensibilità diverse e attenzioni a problemi diversi che, su alcuni punti, sono difficilmente conciliabili», ha detto. Olivero ha citato come esempio le preoccupazioni sul traffico legate al trasferimento da piazza Falcone verso piazza Vittorio Veneto: «Capisco quel punto di vista, ma è necessario avere una visione più complessiva della città».

«Se volessimo essere cinici, guarderemmo anche ai numeri»

Il sindaco ha quindi spiegato perché, secondo l’Amministrazione, il centro avrebbe maggiori potenzialità nel creare una sinergia tra mercato e commercio in sede fissa. «Sappiamo tutti, ed è stato scritto anche sui giornali, che in piazza Falcone ci sono due esercizi commerciali. In centro ce ne sono molti di più». Il ragionamento di Olivero è che il flusso generato dagli ambulanti potrebbe quindi avere nel cuore della città ricadute su un numero maggiore di negozi, bar e altre attività. Un argomento che il sindaco ha inserito nella richiesta di guardare non soltanto alle conseguenze del trasferimento sul Villaggio La Marmora, ma al possibile impatto dell’operazione sull’intero sistema commerciale cittadino.

«Le stesse proteste ci furono nel 1998, quando il mercato venne portato in piazza Falcone»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Il sindaco Marzio Olivero ha quindi fatto un parallelo tra le proteste di oggi e quelle che accompagnarono, alla fine degli anni Novanta, il trasferimento del mercato dal centro a piazza Falcone. Secondo il primo cittadino, molte delle preoccupazioni che vengono sollevate oggi erano praticamente le stesse di allora, ma a parti invertite. Olivero ha ricordato come anche nel 1998 il trasferimento avesse provocato una forte mobilitazione, con una raccolta di circa 1.500 firme e numerosi operatori contrari alla nuova collocazione. «Un anno dopo lo spostamento – ha ricordato – 111 operatori chiedevano di tornare indietro».

«Anche allora si chiedeva di tornare indietro»

Il sindaco ha ripercorso anche le successive richieste di riportare il mercato verso il centro, sottolineando come il dibattito non si sia mai completamente spento negli anni successivi. A suo giudizio, proprio questa storia dimostrerebbe che ogni cambiamento della sede del mercato porta inevitabilmente con sé timori, proteste e forti resistenze. Olivero ha quindi accostato le critiche di allora a quelle di oggi: nel 1998 si temevano le conseguenze dello spostamento verso piazza Falcone, mentre oggi si teme il percorso inverso. Per il sindaco, in entrambi i casi sarebbe stato alimentato «un allarmismo eccessivo». Il messaggio è dunque quello di non considerare le attuali preoccupazioni come una novità assoluta: «Sono problemi e contestazioni che abbiamo già visto quando il mercato venne spostato in piazza Falcone», è in sostanza il ragionamento portato in aula dal primo cittadino.

«Il mercato è una leva di rigenerazione urbana, non soltanto un luogo di commercio»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Il sindaco Marzio Olivero entra quindi nel merito della ragione per cui l’Amministrazione continua a considerare il trasferimento del mercato una possibilità da perseguire. E torna a precisare un punto: «Ad oggi non esiste un atto amministrativo» che disponga definitivamente lo spostamento. Per Olivero, però, il mercato moderno non può più essere considerato soltanto come un luogo nel quale si compra e si vende. «Oggi il mercato è considerato dappertutto una leva strategica di rigenerazione urbana, di coesione sociale e di ridefinizione dello spazio pubblico». Da qui la domanda posta dal sindaco: «Perché Biella dovrebbe rinunciare a utilizzare il proprio mercato anche in questa funzione?»

«Non vogliamo stare fermi»

Il primo cittadino ha ribadito che l’obiettivo della Giunta è provare a valorizzare contemporaneamente il mercato e il centro cittadino. «Piuttosto che stare fermi, vogliamo valorizzare luoghi che rappresentano un valore, una potenzialità, una ricchezza e un’opportunità per la città». Olivero ha sottolineato inoltre come l’idea di riportare il mercato verso il centro non appartenga esclusivamente al centrodestra, ricordando prese di posizione analoghe emerse anche negli anni precedenti da esponenti di diversa provenienza politica. Il ragionamento conclusivo resta quello già sostenuto dalla Giunta durante la serata: se l’obiettivo è restituire vitalità alle vie centrali, per Olivero anche il mercato può diventare uno degli strumenti attraverso cui tentare questa operazione.

Olivero: «Restituisco al mittente le accuse di chiusura»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite
Il sindaco Marzio Olivero torna sul rapporto con le associazioni degli ambulanti e respinge con forza l’accusa di avere chiuso la porta al confronto. «Restituisco al mittente le accuse di chiusura», ha detto, ricordando gli incontri avuti con i rappresentanti di categoria nei mesi scorsi e sostenendo che il Comune abbia provato più volte ad aprire un dialogo. Olivero ha richiamato anche il confronto sul Concertozzo, spiegando che in quelle occasioni l’Amministrazione aveva messo sul tavolo possibili soluzioni alternative e compensative. Secondo il sindaco, però, il dialogo si sarebbe spesso interrotto in un clima molto teso.

«Troppo comodo concentrarsi su ciliegi e mercato ignorando il declino della città»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Parte con un attacco alle opposizioni l’intervento conclusivo del sindaco Marzio Olivero, che dopo oltre sette ore di dibattito prova a riportare la discussione sul quadro generale in cui l’Amministrazione inserisce la riqualificazione del centro e lo spostamento del mercato. Olivero ha richiamato innanzitutto il progressivo calo demografico di Biella, passata negli anni da circa 48mila a 43mila abitanti, e l’indebolimento di funzioni e attività del centro. «Mi pare piuttosto comodo potersi concentrare sul tema dei ciliegi o sullo spostamento del mercato, ignorando qual è la situazione complessiva della città», ha detto.

«La rigenerazione del centro passa anche dal mercato»

Per Olivero, il trasferimento dei banchi non può quindi essere letto come una scelta isolata. «La riqualificazione del centro passa dalla riqualificazione di un’area e poi dalla sua rigenerazione. Secondo la nostra idea, questa rigenerazione passa anche attraverso il mercato». Il sindaco ha sottolineato inoltre che il percorso dei lavori non è concluso e che molte delle valutazioni circolate nelle ultime settimane sarebbero state formulate prendendo per definitivo un quadro ancora in evoluzione.

L’attacco alle ricostruzioni circolate sui social

Olivero ha quindi alzato i toni contro alcune immagini, ricostruzioni e interpretazioni diffuse sui social. Ha citato, tra gli esempi, confronti fotografici e informazioni sul numero degli alberi abbattuti che, a suo giudizio, sarebbero state presentate in maniera errata. «Ho visto comparazioni fotografiche sui social che francamente non avrei mai avuto il coraggio di pubblicare», ha detto, sostenendo che in alcuni casi siano stati attribuiti all’Amministrazione interventi diversi da quelli effettivamente previsti. Il sindaco ha criticato anche chi, a suo giudizio, avrebbe spiegato ai cittadini un progetto non ancora approvato o non conosciuto nel dettaglio, fornendo «informazioni sbagliate». Un passaggio che apre una replica particolarmente dura alle accuse rivolte alla Giunta durante i mesi di polemica.

Ora parla il sindaco Olivero: attesa per le conclusioni

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Dopo oltre sette ore di interventi, repliche e confronto, prende ora la parola il sindaco Marzio Olivero per le conclusioni del Consiglio comunale aperto sul futuro del mercato e dei Giardini Zumaglini. È l’intervento più atteso della serata, chiamato a rispondere alle numerose critiche, domande e proposte emerse da tecnici, associazioni, ambulanti, presidenti di quartiere, consiglieri e assessori.

L’attenzione è alta anche in piazza Duomo, dove il pubblico continua a seguire la seduta dal maxischermo. Ora si attendono soprattutto le parole del sindaco sulla linea che l’Amministrazione intende seguire dopo il lungo confronto di oggi.

Le repliche: ambulanti, Confesercenti, Bocchietto e Villaggio tornano all’attacco

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Terminati gli interventi di consiglieri e assessori, il Consiglio comunale aperto entra nella fase delle repliche. A riaprire il confronto è Michelangelo Trotta, che torna sul tema dei tempi di permanenza al mercato citati dall’assessore Anna Pisani. «C’è differenza tra chi deve andare a lavorare e compra in pochi minuti e chi è pensionato e al mercato può restare anche un’ora e mezza», osserva. Trotta richiama poi il caso di piazza Martiri: «Ha perso l’80% degli ambulanti. È il mercato che è già in centro. Se questa è la prospettiva per piazza Falcone, ridurre quei 157 posti dell’80%, facciamoci un esame di coscienza». Il punto, secondo il rappresentante Fiva, resta sempre lo stesso: «Non abbiamo mai detto che il mercato sia materialmente impossibile in centro. Chiediamo quali siano i dati che dimostrano che questa soluzione sia più vantaggiosa di piazza Falcone per accessibilità, parcheggi, traffico, funzionalità operativa e sostenibilità economica».

Labricciosa: «State mettendo a rischio il nostro fatturato»

Elisa Labricciosa invita la maggioranza a riflettere sulle posizioni espresse durante la serata dai quartieri e dai cittadini. «Avete vinto le elezioni, questo è un dato di fatto, ma questa sera avete ascoltato quello che una parte importante di Biella pensa». La rappresentante del settore alimentare respinge anche l’idea che quella degli ambulanti sia semplice paura del cambiamento: «La nostra non è paura, è un ragionamento imprenditoriale. State mettendo a rischio il nostro fatturato». E torna sul mercato già presente in centro: «Il mercato in centro c’è già ed è in gravissima crisi. Non è un mercato vivo». Da qui la domanda: «Perché dobbiamo rinunciare a una clientela fidelizzata? Non si può valorizzare il mercato del martedì e del venerdì senza togliere quello di piazza Falcone?».

Maffeo: «Vorrei vedere un imprenditore al nostro posto»

Molto diretto anche Marco Maffeo, che accusa la maggioranza di non essere entrata abbastanza nel merito delle obiezioni sollevate durante la giornata. Rivolgendosi a chi ha parlato dello spostamento come di un’opportunità imprenditoriale, propone un paragone: «Vorrei vedere un imprenditore al nostro posto se il Comune gli dicesse: la sua attività deve spostarsi da un’altra parte perché vogliamo rivitalizzare quella zona». Maffeo contesta inoltre l’idea che piazza Falcone rappresenti un problema da risolvere: «Ci sono certamente cose che si possono migliorare, ma non significa che il mercato non funzioni».

Ferla: «Piazza Falcone è un mercato della spesa, non dello shopping»

Davide Ferla, di Confesercenti, riprende direttamente le citazioni fatte dall’assessore Pisani sulle posizioni nazionali dell’associazione. «È vero che Confesercenti sostiene i mercati storici e il loro legame con il commercio di prossimità. Ma bisogna stare attenti a non mettere insieme realtà molto diverse». Ferla distingue infatti i grandi mercati turistici di alcune città dal caso biellese: «Quando avremo migliaia di turisti a Biella potremo parlare di una vocazione diversa. Oggi il mercato di Biella non è il luogo dello shopping: è il luogo della spesa». Il suo ragionamento parte soprattutto dall’alimentare: «La gente viene perché ha un parcheggio comodo, compra, carica le borse e poi magari gira anche tra gli altri banchi». Per questo, secondo Ferla, occorre partire dalle caratteristiche concrete del mercato biellese. E ricorda il lavoro fatto negli anni scorsi sulla riorganizzazione di piazza Falcone: «Abbiamo condiviso una ristrutturazione che oggi dà soddisfazione. Perché buttare tutto alle ortiche?».

Bocchietto: «La tendenza è depavimentare e piantare alberi»

Replica anche l’architetto Luisa Bocchietto, che risponde alle critiche arrivate dall’assessore Caldesi e da altri esponenti della maggioranza. «La mia presenza qui non nasce da una contrapposizione politica, ma dalla volontà di segnalare una tendenza che vedo in molte amministrazioni, di destra e di sinistra: usare certi fondi creando spianate di pietra e riducendo il verde». Per Bocchietto, la direzione seguita oggi nelle città più attente al clima è opposta: «La tendenza non è fare pavimentazioni drenanti: è depavimentare e mettere alberi». Richiama anche la regola del “3-30-300”: tre alberi visibili da casa, una quota significativa di copertura arborea nel quartiere e un parco raggiungibile entro 300 metri. «Non perché agli ambientalisti piaccia il colore verde, ma perché dobbiamo prepararci a estati sempre più calde». Bocchietto difende inoltre la fotografia pubblicata e le proprie posizioni: «Non è stata una mistificazione. Quella foto l’ho fatta io e sottoscrivo quello che ho detto».

Polletta: «Il Villaggio è Biella, non è fuori dalla città»

Chiude questa fase Simone Polletta, presidente del Consiglio di quartiere del Villaggio La Marmora, che chiarisce innanzitutto il ruolo del quartiere: «Noi non siamo l’opposizione e non vogliamo esserlo. Il nostro compito è raccogliere le idee delle persone e portarle all’Amministrazione». Polletta replica poi all’idea, emersa in alcuni interventi, di “riportare” il mercato dentro la città: «Faccio una dichiarazione forte: il mercato è già dentro la città. Il Villaggio è Biella. Sulla mia carta d’identità c’è scritto Comune di Biella». Il presidente torna quindi sulla sensazione di marginalità vissuta nel quartiere: «Ci dite che nessuno deve rimanere indietro, ma noi siamo indietro da parecchio tempo». E conclude con una domanda rivolta all’aula: «Pensate all’ultima volta che avete avuto bisogno di venire nel mio quartiere per usufruire di un servizio. Per molti, probabilmente, l’unico motivo è proprio il mercato».

Conclusi gli interventi: ora spazio alle repliche

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Si è conclusa la fase degli interventi del Consiglio comunale aperto sul futuro del mercato e dei Giardini Zumaglini. Dopo tecnici, associazioni, rappresentanti dei quartieri, consiglieri e assessori, ora si apre il momento delle repliche. Sarà l’ultima parte del confronto prima delle conclusioni politiche della serata, con la possibilità per chi è già intervenuto di rispondere alle osservazioni emerse nel corso di oltre sei ore di dibattito. Al termine è atteso l’intervento conclusivo del sindaco Marzio Olivero.

«Nel progetto del mercato recupereremo anche i bagni pubblici»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Nella parte conclusiva del suo intervento, l’assessore ai Lavori pubblici Luca Castagnetti ha fornito alcuni dettagli operativi legati al futuro assetto dell’area dei Giardini Zumaglini e ai servizi che dovrebbero accompagnare l’eventuale trasferimento del mercato. Castagnetti ha spiegato che nel progetto è previsto il recupero completo dei vecchi servizi igienici, con una suddivisione degli spazi tra operatori e pubblico. «Metà saranno a disposizione degli ambulanti e metà della clientela», ha precisato.

I bagni saranno finanziati direttamente dal Comune

L’assessore ha chiarito anche perché questo intervento non compare nel progetto di rigenerazione oggi finanziato attraverso il bando. «Questa parte non la trovate nel progetto perché il bando non prevede la finanziabilità di attività edilizie». I lavori sui bagni saranno quindi oggetto di un progetto separato, finanziato direttamente dall’Amministrazione comunale. Castagnetti ha poi parlato della Capannina, assicurando che gli uffici stanno lavorando al nuovo bando e dicendosi convinto che possa attirare interesse proprio in relazione alla futura presenza del mercato: «Chi parteciperà potrà immaginare di fare impresa in quei locali anche grazie alla presenza dell’attività mercatale».

«Riprenderemo anche il progetto della cassa armonica»

Infine un impegno sulla cassa armonica dei Giardini Zumaglini. Castagnetti ha ricordato che in passato gli interventi sarebbero stati rallentati dalle numerose prescrizioni della Soprintendenza, ma ha assicurato che l’Amministrazione intende riprendere il dossier. «Sono convinto che in questa consiliatura riprenderemo in mano anche il discorso della cassa armonica», ha concluso, inserendo anche questo intervento nel più ampio progetto di recupero e nuova fruibilità dei Giardini Zumaglini.

Castagnetti: «Nulla è stato lasciato al caso, anche la gestione dell’acqua è parte del progetto»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Prosegue l’intervento dell’assessore ai Lavori pubblici Luca Castagnetti, che è entrato nel dettaglio delle pavimentazioni e della gestione delle acque, rispondendo anche alle perplessità sollevate durante il dibattito. Castagnetti ha spiegato che la scelta dei materiali non sarebbe casuale e che il sistema è stato progettato tenendo conto del deflusso delle acque verso la roggia. «La dimostrazione è che nulla è stato lasciato al caso e che tutto ha un suo susseguirsi», ha sottolineato. L’assessore ha ricordato anche la realizzazione di una vasca di raccolta, inserita proprio per accumulare parte dell’acqua e utilizzarla successivamente come fonte di alimentazione della roggia. Un intervento che, secondo Castagnetti, dimostrerebbe come i diversi cantieri del centro siano collegati all’interno di un disegno complessivo.

«Il monumento è tornato finalmente visibile»

Castagnetti è poi tornato sulla questione dei melograni rimossi e trapiantati, sostenendo che la loro precedente collocazione impedisse di vedere completamente il monumento presente nell’area. «Finalmente il monumento è di nuovo fruibile da tutti i suoi lati. Prima non lo era, perché le piante ne impedivano la visibilità per una parte importante», ha spiegato. «I monumenti nascono per essere visti e goduti dalle persone». L’assessore ha ribadito che i melograni sono stati trasferiti da una ditta specializzata e che avrebbero attecchito correttamente nella nuova collocazione. Per garantirne la cura, ha aggiunto, è stato realizzato anche un impianto di irrigazione automatico. Castagnetti ha infine respinto le critiche sulla perdita di ombra conseguente allo spostamento delle piante, richiamando la presenza dei grandi filari alberati già esistenti nell’area, che secondo l’assessore continuano a garantire una significativa zona ombreggiata.

Castagnetti: «Stiamo ricostruendo un centro impoverito dalle scelte del passato»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

È il turno dell’assessore ai Lavori pubblici Luca Castagnetti, che ha inserito la riqualificazione dei Giardini Zumaglini e il futuro spostamento del mercato all’interno di un disegno più ampio di trasformazione del centro cittadino. Castagnetti ha aperto con un duro attacco alle amministrazioni di centrosinistra della fine degli anni Novanta. «Quelle giunte hanno fatto danni incredibili a questa città e questi danni stanno venendo fuori ora», ha affermato, citando tra le scelte di quegli anni l’allontanamento dal centro di importanti funzioni cittadine, compreso il mercato. «Ora spetta a questa Amministrazione cercare di riparare quei danni e prendere una strada precisa».

Luca Castagnetti
Luca Castagnetti

«Un unico disegno per le vie del centro»

L’assessore ha quindi elencato gli interventi già realizzati o programmati nel cuore di Biella, dalla riqualificazione di via Italia e piazza Santa Marta fino ai prossimi cantieri. Castagnetti ha ricordato che proprio oggi, 7 settembre, si è concluso l’iter per l’aggiudicazione di ulteriori lavori di pavimentazione. «Tutti questi interventi avranno un’unica continuità», ha spiegato: materiali e tipologie di pavimentazione saranno coordinati per creare un vero e proprio “unicum” nel centro cittadino. «Vogliamo ridare dignità al nostro centro». Ed è su questo sistema di spazi rinnovati che, nelle intenzioni della Giunta, dovrebbe inserirsi in futuro anche il mercato.

«Più 68% di copertura arborea e 5mila metri quadrati deimpermeabilizzati»

Castagnetti è poi entrato nei dettagli del progetto dei Giardini Zumaglini, rispondendo indirettamente anche alle numerose critiche ambientali ascoltate durante la giornata. Secondo l’assessore, il progetto prevede un aumento del 68% della copertura arborea, attraverso specie con maggiore capacità di assorbimento della CO2, e la deimpermeabilizzazione di circa 5mila metri quadrati, sostituendo asfalto e altre superfici impermeabili con materiali drenanti. La strada di scorrimento che rimarrà attorno ai giardini dovrebbe inoltre essere realizzata con materiali fotocatalitici, pensati per contribuire alla riduzione degli inquinanti.

La nuova fontana potrà diventare spazio per il mercato

Un dettaglio riguarda la nuova fontana prevista nell’area. «Avrà uno specchio d’acqua molto basso», ha spiegato Castagnetti. Nei giorni ordinari funzionerà come fontana, mentre durante il mercato potrà essere svuotata attraverso un sistema apposito, consentendo il passaggio e l’utilizzo della superficie anche da parte dei mezzi. L’assessore ha infine ribadito la distinzione tra il progetto oggi in discussione e quello necessario per trasferire concretamente i banchi. Gli interventi di riqualificazione, ha spiegato, vengono però già concepiti in modo compatibile con la futura presenza del mercato, per evitare di realizzare oggi opere da modificare nuovamente domani. Il vero e proprio progetto operativo dello spostamento del mercato arriverà dunque in una fase successiva, con gli ulteriori approfondimenti tecnici previsti.

«Biella ha un’ottima qualità dell’aria e non è una città senza verde»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

L’assessore all’Ambiente Livia Caldesi ha proseguito il proprio intervento respingendo anche l’immagine di una Biella povera di verde o particolarmente esposta all’inquinamento. «Biella non è una città inquinata. Ha una qualità dell’aria ottima, veramente ottima», ha sostenuto, richiamando i dati delle centraline che monitorano il territorio cittadino. Caldesi si è quindi rivolta nuovamente all’architetto Luisa Bocchietto, contestando le preoccupazioni espresse sul rapporto tra verde urbano e qualità dell’aria. «Noi dobbiamo ragionare su Biella e sui suoi quartieri. La qualità dell’aria è ottima», ha ribadito.

«Abbiamo 19,2 metri quadrati di verde per abitante»

L’assessore ha poi concluso dando i dati sul verde pubblico: «Biella è ventinovesima in Italia e, se i dati che ho sono corretti, seconda in Piemonte dopo Verbania. Abbiamo 19,2 metri quadrati di verde per abitante. Vi sembra poco?». Proprio su questo passaggio è arrivata una contestazione immediata dai banchi dell’opposizione, dove è stato fatto notare che nel conteggio complessivo del verde comunale rientra anche il territorio di Oropa, elemento che renderebbe il dato meno rappresentativo della sola area urbana. Il botta e risposta ha riacceso ancora una volta il confronto sulla reale dotazione di verde nel tessuto cittadino e sul peso che i Giardini Zumaglini devono avere all’interno della futura riqualificazione.

Caldesi insiste sui ciliegi: «Non rappresentano la tradizione dei Giardini. Sta prevalendo la polemica»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

L’assessore all’Ambiente Livia Caldesi ha proseguito il proprio intervento tornando ancora una volta sui ciliegi dei Giardini Zumaglini e contestando il valore simbolico che, a suo giudizio, è stato attribuito loro negli ultimi mesi. Caldesi ha sostenuto che i ciliegi oggi al centro della discussione non rappresenterebbero un elemento storico originario dei giardini. «Io ricordo la mia infanzia e anche quando ero ragazzina: quei ciliegi non c’erano. C’erano altri alberi. Quindi non rappresentano la mia infanzia e non rappresentano la nostra tradizione», ha affermato.

«Volete bene soltanto a questi ciliegi?»

L’assessore ha quindi contestato il fatto che la mobilitazione si sia concentrata soprattutto sugli esemplari interessati dal progetto. «Se davvero volete bene ai ciliegi, volete bene soltanto a questi? Di altri alberi morti in passato nessuno ha parlato», ha osservato, accusando le opposizioni di avere utilizzato il tema in maniera selettiva. Secondo Caldesi, quindi, il dibattito avrebbe assunto una dimensione sproporzionata rispetto alla questione tecnica: «La vostra è una visione settoriale utilizzata per fare polemica». La conclusione è stata particolarmente dura: «Alla fine vince la vis polemica, vince l’incompetenza e vince un atteggiamento fatto soprattutto di critiche, senza proposte».

Sui ciliegi: «Il tema del verde sta diventando un’ossessione»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

L’assessore all’Ambiente Livia Caldesi è tornata sul tema dei ciliegi dei Giardini Zumaglini, contestando ancora una volta il modo in cui, a suo giudizio, è stata rappresentata la questione del verde nel dibattito pubblico. Caldesi ha spiegato di essersi documentata sull’effetto degli alberi sulle temperature urbane, distinguendo tra ombreggiamento e reale capacità di raffrescamento. «Gli alberi ci danno fresco per due motivi: fanno ombra e rinfrescano lo spazio intorno. Ma se vengono piantati in piccoli gruppi circondati dal cemento, l’umidità del suolo non è sufficiente e l’effetto di raffrescamento si riduce molto».

«Non si abbassa la temperatura piantando alberi a caso»

L’assessore ha citato studi condotti in numerose città e ha contestato alcune affermazioni circolate in questi mesi secondo cui basterebbe aumentare il numero di alberi per ottenere forti riduzioni della temperatura. «Dire che piantando qualche albero si abbassa la temperatura di dieci gradi è una frottola», ha detto. Secondo Caldesi, gli effetti più significativi si ottengono soltanto con una copertura arborea molto estesa e continua, come avviene nei corridoi verdi o nelle vere e proprie foreste urbane. «Se si piantano alberi a caso, non si cambia di una virgola la temperatura».

«Alla fine ci saranno più alberi di prima»

L’assessore ha però ribadito che questo non significa essere contrari al verde o alla piantumazione. «Continueremo a piantare alberi. Alla fine ce ne saranno più di prima». Da qui l’attacco alle accuse rivolte all’Amministrazione: «Quando leggo che stiamo distruggendo il verde, è una bugia bella e buona». Caldesi ha infine criticato quella che considera un’eccessiva concentrazione del dibattito sui ciliegi: «A tutti piacciono le piante, il verde e i giardini. Ma non possiamo ridurre tutto a “vivo per i ciliegi, muoio per i ciliegi”». Per l’assessore, la discussione dovrebbe tornare a concentrarsi sul progetto complessivo di riqualificazione dei Giardini Zumaglini.

Caldesi replica a Bocchietto e cita Eco di Biella: «Medellín? Sono dimensioni non paragonabili»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Nel prosieguo del suo intervento, l’assessore all’Ambiente Livia Caldesi si è rivolta direttamente all’architetto Luisa Bocchietto, tornando anche sull’approfondimento pubblicato questa mattina da Eco di Biella, nel quale l’architetto aveva richiamato alcune esperienze internazionali di rigenerazione urbana e incremento del verde. Caldesi ha contestato in particolare il paragone con Medellín, in Colombia, citata da Bocchietto come esempio di città che ha investito sui corridoi verdi per contrastare le temperature elevate. «Lei, con la sua autorevolezza e competenza, ci porta esempi come Varese e Medellín. Anch’io mi sono documentata nei giorni scorsi per capire quanto le piante possano contribuire ad abbassare le temperature».

«A Medellín 30 corridoi verdi e milioni di piante»

L’assessore ha quindi snocciolato alcuni dati: «A Medellín sono stati realizzati 30 corridoi verdi per circa 20 chilometri, con 2,5 milioni di piante a basso fusto e 880mila alberi ad alto fusto, spendendo 16,3 milioni di dollari». Da qui la critica al confronto con Biella: «Capisce che, se prendiamo quello che è stato fatto a Medellín, stiamo parlando di dimensioni completamente diverse». Un passaggio con cui Caldesi ha voluto ridimensionare il valore di quel modello come termine diretto di paragone per la riqualificazione dei Giardini Zumaglini.

Caldesi: «Sui ciliegi una campagna spropositata, ha condizionato anche il dibattito sul mercato»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

L’assessore all’Ambiente Livia Caldesi ha concentrato il proprio intervento soprattutto sulla polemica legata agli alberi dei Giardini Zumaglini, accusando una parte del dibattito pubblico di avere diffuso informazioni scorrette e di avere contribuito a condizionare anche il giudizio sullo spostamento del mercato. «Questa campagna contro l’eventuale abbattimento delle piante, lo spostamento dei melograni e poi contro lo spostamento del mercato è stata spesso condotta in modo non corretto, soprattutto sui social», ha affermato. Per Caldesi, in questi mesi «ci sono state vere e proprie mistificazioni, chiamiamole anche bugie».

Livia Caldesi

«Sembrava che volessimo fare qualcosa di terribile»

L’assessore ha precisato di voler parlare soprattutto da responsabile dell’Ambiente e quindi del destino delle piante, più che della scelta commerciale. Ma proprio la campagna sui ciliegi, secondo lei, avrebbe avuto conseguenze più ampie: «Sono convinta che questa campagna, francamente assurda e spropositata soprattutto sui ciliegi, abbia anche condizionato le persone nel prendere posizione contro lo spostamento del mercato». Caldesi ha citato slogan e iniziative come «Salviamo i ciliegi» e «Adotta un ciliegio», giudicando eccessivo il clima creatosi attorno alla questione. «Sembrava che avessimo deciso di fare qualcosa di terribile. La reazione, secondo me, è stata davvero spropositata».

L’attacco alle dinamiche dei social

Caldesi ha infine allargato il ragionamento alla comunicazione sui social, sottolineando quanto possano amplificare informazioni inesatte e alimentare reazioni molto forti. Pur riconoscendo il tono «pacato e corretto» degli interventi ascoltati durante il Consiglio aperto, l’assessore ha quindi ribadito la propria critica al modo in cui il tema degli alberi è stato raccontato nei mesi precedenti.

«Piazza Falcone non sarà abbandonata: avrà una nuova funzione»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Nella parte conclusiva del suo intervento, l’assessore al Commercio Anna Pisani ha affrontato uno dei nodi rimasti più volte sul tavolo durante la serata: che cosa accadrà a piazza Falcone se il mercato principale verrà trasferito in centro. Pisani ha assicurato che l’Amministrazione non intende lasciare vuota la piazza né impoverire il Villaggio La Marmora. «Spostare il mercato non significa voltare le spalle a quella parte della città e non significa certamente lasciare una piazza vuota e un quartiere abbandonato a se stesso».

«Una nuova funzione, nuove occasioni di presenza e socialità»

Secondo l’assessore, piazza Falcone dovrà quindi essere ripensata. «Ha avuto per trent’anni un ruolo importante nella vita commerciale della città e deve continuare ad averlo, ma all’interno di una prospettiva diversa». L’Amministrazione, ha spiegato, lavorerà attraverso nuovi confronti per «restituire alla piazza una nuova funzione, una nuova vivibilità, nuove occasioni di presenza e di socialità». Un passaggio che apre dunque un secondo dossier, oltre a quello del trasferimento: la futura destinazione di piazza Falcone, sulla quale al momento Pisani non ha indicato un progetto preciso, ma ha assicurato che sarà oggetto di una specifica progettazione. «Non stiamo togliendo qualcosa a un quartiere per darlo a un altro – ha insistito – stiamo cercando di dare una nuova funzione a due parti della città. La rigenerazione urbana non può significare spostare un problema da una piazza all’altra».

Il mercato resterà a Falcone il martedì e il venerdì

Pisani ha inoltre annunciato che piazza Falcone continuerà comunque a ospitare il mercato nelle giornate di martedì e venerdì, mantenendo quindi una funzione commerciale anche dopo l’eventuale trasferimento delle principali giornate mercatali verso il centro. «Offriremo così una possibilità di spesa a coloro che sceglieranno di continuare a optare per piazza Falcone». L’assessore si è poi rivolta direttamente agli ambulanti, sostenendo che l’obiettivo non sia semplicemente trasferirli ma «rilanciare» il mercato, ampliando la potenziale clientela a lavoratori, passanti, visitatori e turisti. La conclusione ha riportato il discorso sulla visione complessiva dell’Amministrazione: «Vogliamo un centro vivo non soltanto durante gli eventi, ma nella quotidianità, grazie anche e soprattutto al mercato». Una scelta che Pisani ha definito «un atto di fiducia nel commercio, negli operatori del mercato, nel centro storico e nella capacità di Biella di tornare attrattiva».

«Dal 2010 a oggi il mercato ha perso quasi il 30% dei posteggi»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Prosegue l’intervento dell’assessore al Commercio Anna Pisani, che ha collegato il futuro del mercato alla crisi più generale del commercio tradizionale. «Molte attività si confrontano ogni giorno con la grande distribuzione, con i centri commerciali e con una concorrenza che arriva direttamente nelle case attraverso l’e-commerce. Acquistare è diventato più facile, veloce e comodo». Per Pisani, proprio per questo motivo negozi e mercato devono offrire qualcosa che l’acquisto online non può garantire: «La relazione, l’esperienza, la possibilità di incontrarsi e di vivere un luogo». Da qui la convinzione che riportare il mercato in centro possa creare una nuova attrattività: «Non possiamo fermare il commercio online, ma possiamo fare in modo che scegliere il centro di Biella torni ad avere un motivo».

«Il mercato oggi funziona davvero bene?»

L’assessore ha quindi posto una domanda diretta: «Il mercato, così com’è oggi, sta funzionando bene?». E ha richiamato alcuni numeri. «Nel 1998 il mercato è stato trasferito dal centro a piazza Falcone. Nel 2010 i posteggi complessivi erano 226, oggi sono 157. E nelle giornate di mercato i concessionari effettivamente presenti sono ancora meno: 122 il sabato e 100 il mercoledì». Secondo Pisani si tratta di una perdita vicina al 30%, che sarebbe in linea con quanto avvenuto in altre città dopo lo spostamento dei mercati fuori dal centro. «Circa l’80% dei capoluoghi di provincia mantiene il mercato settimanale in centro o nel centro storico. Quando un mercato viene spostato fuori, può perdere dal 30 al 50% dei banchi».

«È arrivato il momento di provare una strada diversa»

Per l’assessore, questi dati impongono una riflessione: «Abbiamo il dovere di chiederci se sia arrivato il momento di provare una strada alternativa. Non per nostalgia e non perché vogliamo semplicemente tornare al passato, ma perché vogliamo costruire un futuro diverso». Pisani ha infine ricordato come già negli anni scorsi fossero emerse richieste di intervento sul mercato. «Nel 2018 alcuni operatori chiedevano maggiore attenzione, migliori collegamenti e in alcuni casi anche un ritorno in centro. Nel 2022 le associazioni denunciavano un progressivo impoverimento, con meno banchi, spazi vuoti e problemi di attrattività». Secondo l’assessore, dunque, la crisi non sarebbe soltanto quantitativa ma anche qualitativa.

«Vogliamo trasformare il mercato in un’esperienza, non in un luogo di acquisti veloci»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Prosegue l’intervento dell’assessore al Commercio Anna Pisani, che riconosce le difficoltà legate a viabilità e accessibilità, ma assicura che saranno affrontate nel percorso progettuale. «Non dobbiamo raccontarci che questa scelta sarà priva di difficoltà. Il tema dell’accessibilità e della viabilità è importante e lo stiamo affrontando con attenzione insieme ai tecnici e agli uffici. Sono certa che si troveranno soluzioni adeguate». Per Pisani, però, l’accessibilità non può essere misurata soltanto sulla possibilità di arrivare in automobile e parcheggiare vicino ai banchi: «Significa anche poter raggiungere un luogo attraverso una rete di strade, piazze, servizi e trasporti e, soprattutto, mettere il mercato in relazione con tutto ciò che gli sta intorno».

«Oggi al mercato si resta 12 minuti, vogliamo cambiare questo modello»

L’assessore ha quindi richiamato un dato più volte citato dal rappresentante Fiva Michelangelo Trotta, secondo il quale il tempo medio di permanenza al mercato sarebbe oggi di circa 12 minuti. «Questo significa fare la spesa, caricare le borse in macchina e andare via. Noi vogliamo una situazione diversa». L’obiettivo della Giunta, secondo Pisani, è trasformare profondamente l’esperienza del mercato: «Chi viene al mercato deve vivere un’esperienza e deve vivere anche il centro città che lo circonda». Riprendendo una definizione utilizzata in precedenza dal consigliere Karim El Motarajji, Pisani ha parlato del mercato come di un «centro commerciale all’aperto», aggiungendo una propria immagine: «Può essere considerato uno degli ultimi veri social network fisici rimasti nelle nostre comunità. È il luogo nel quale generazioni diverse si incontrano, fanno comunità e l’atto dell’acquisto passa attraverso la relazione umana, il consiglio e la chiacchierata».

«Mercato e negozi possono alimentarsi a vicenda»

Da qui, secondo l’assessore, la scelta di riportarlo nel cuore della città: «Significa restituire al mercato una funzione sociale e aggregativa. Vale per gli anziani, per le famiglie, per i lavoratori e per i turisti. Questa è la vera accessibilità che vogliamo costruire: non soltanto poter arrivare, ma poter vivere la città». Pisani ha infine insistito sulla sinergia tra ambulanti e commercio in sede fissa. Il flusso generato dal mercato, ha spiegato, potrebbe riversarsi sui negozi, sui bar, sui ristoranti e sulle attività artigianali del centro. «Combattiamo così, con i fatti, la desertificazione commerciale. O almeno ci proviamo».

«I mercati nei centri storici sono un bene comune e contrastano il degrado»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Prosegue l’intervento dell’assessore al Commercio Anna Pisani, che ha richiamato ancora una volta le posizioni espresse a livello nazionale da Confesercenti e Anva sul ruolo dei mercati nei centri storici. «Le dichiarazioni ufficiali dei vertici di Confesercenti e dell’Anva sono numerose e costanti: il mercato viene considerato un bene comune», ha spiegato. «I mercati nei centri cittadini non sono soltanto attività economiche: rendono le città più vive, accessibili, accoglienti e sicure. La loro presenza può contrastare il degrado urbano e lo svuotamento dei centri».

«Siamo disponibili al confronto: metteteci alla prova»

Pisani ha quindi risposto direttamente alle accuse di chiusura rivolte durante la serata alla Giunta. «Su questo serve una riflessione seria attorno a un tavolo condiviso e io mi rendo fin da subito disponibile, come ho sempre fatto dall’inizio del mio mandato». E ancora: «Questo significa lavorare insieme per il bene della città, altroché chiusura e fuga. Noi siamo qui, ci mettiamo la faccia, siamo consapevoli di quello che stiamo facendo e siamo aperti al dialogo. Lo siamo sempre stati e continueremo ad esserlo. Metteteci alla prova».

«Il mercato è anche un luogo di socialità»

L’assessore ha poi sottolineato la funzione sociale del mercato. «Al mercato si acquista, naturalmente, ma si parla, si saluta l’esercente di fiducia, si incontrano persone che magari non si vedevano da tempo, ci si dà appuntamento e ci si ferma. In una città come Biella questo aspetto non è affatto secondario». Pisani ha infine richiamato il peso della popolazione anziana nel Biellese, indicandola intorno al 29%, contro una media nazionale più bassa. Da qui un altro argomento a favore della collocazione centrale: «Il mercato in centro può diventare un hub di aggregazione accessibile agli anziani a piedi, senza dover utilizzare necessariamente l’auto, soprattutto per chi vive nei quartieri centrali della città».

«Il mercato può diventare un motore per commercio, turismo e socialità»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Prosegue l’intervento dell’assessore al Commercio Anna Pisani, che entra nel merito delle ragioni economiche alla base del trasferimento del mercato verso il centro. Per l’assessore, l’obiettivo è aumentare l’attrattività di Biella e creare un maggiore flusso di persone capace di produrre ricadute anche sulle attività commerciali. «Una città attrattiva non è soltanto una città bella: è una città nella quale le persone hanno un motivo per venire, fermarsi e tornare. E il mercato può essere uno di questi motivi», ha spiegato Pisani. «Il mercato porta persone e le persone portano movimento. Il movimento genera occasioni per negozi, bar, ristoranti, attività economiche e artigianali. Questo è il circolo virtuoso che vogliamo costruire».

«Vogliamo un mercato più dinamico»

Pisani ha richiamato anche le indicazioni delle organizzazioni nazionali del commercio, sostenendo che Confcommercio guardi con favore al mantenimento o al ritorno dei mercati nei centri cittadini quando inseriti in progetti complessivi di rigenerazione urbana. La prospettiva indicata dall’assessore è quella di superare il mercato inteso esclusivamente come luogo di vendita: «Vogliamo un mercato molto più dinamico, che non si limiti al rapporto tra esercente e cliente, ma offra momenti di socialità, iniziative enogastronomiche, show cooking, occasioni culturali e momenti dedicati alle nostre tradizioni». Secondo Pisani, quindi, il mercato potrebbe assumere una funzione commerciale, sociale e culturale, diventando uno degli strumenti per contrastare la perdita di attività nei centri storici.

Il richiamo anche a Confesercenti

L’assessore ha citato anche Confesercenti, sottolineando come, a suo giudizio, le posizioni espresse a livello nazionale riconoscano il valore della relazione tra mercati e commercio di vicinato. «Non sono idee inventate da questa Amministrazione», ha affermato Pisani. «Sono direzioni nelle quali stanno andando i mercati nel nostro Paese». L’assessore ha quindi ricordato l’allarme per la crisi del commercio tradizionale e la necessità, secondo la Giunta, di creare una rete tra mercato, negozi e altre attività del centro cittadino.

Fischi dalla piazza durante l’intervento di Pisani

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Mentre l’assessore Anna Pisani difende in aula la scelta dell’Amministrazione sul trasferimento del mercato, da piazza Duomo arrivano chiaramente i fischi del pubblico che sta seguendo la seduta attraverso il maxischermo. La piazza è gremita e la reazione si è fatta sentire soprattutto nei passaggi in cui l’assessore ha rivendicato la scelta politica della Giunta e la necessità di «avere il coraggio di scegliere» anche di fronte alle resistenze. Il clima resta quindi teso anche all’esterno del municipio, dove le persone stanno seguendo in diretta le battute finali del Consiglio comunale aperto.

Pisani: «Non è uno spostamento logistico, è una scelta politica, economica e sociale»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

È iniziato l’intervento dell’assessore al Commercio Anna Pisani, che ha difeso con decisione la scelta dell’Amministrazione di riportare il mercato verso il centro cittadino. «Il confronto è sempre positivo, perché mette in luce gli aspetti più apprezzati e quelli meno apprezzati. In democrazia è la base», ha esordito. Pisani ha poi chiarito il significato politico dell’operazione: «La decisione di trasferire il mercato cittadino nel cuore del nostro centro storico non è semplicemente uno spostamento logistico. È una scelta politica, nel senso più ampio e nobile del termine, è una scelta economica, una scelta sociale ed è soprattutto una visione per il futuro della nostra città».

Anna Pisani

«L’Amministrazione crede fortemente in questo progetto»

L’assessore ha rivendicato la responsabilità della Giunta nelle decisioni. «La nostra Amministrazione crede fortemente in questo progetto, perché si assume la responsabilità di ciò che fa e delle proprie scelte». Pisani ha riconosciuto la necessità del confronto e dei tavoli di lavoro, ma ha aggiunto: «Alla fine la scelta deve essere di chi governa, di chi democraticamente ha avuto il consenso dei cittadini». Per l’assessore, le resistenze emerse negli ultimi mesi sono comprensibili ma non possono bloccare il cambiamento. «Ogni cambiamento genera timori, interrogativi e talvolta resistenze. È naturale. Ma il compito della politica non è fermarsi davanti alla paura del cambiamento: deve valutare pro e contro, dubbi e preoccupazioni e poi avere il coraggio di scegliere».

«Non è un capriccio»

Pisani ha infine inserito lo spostamento del mercato nel più ampio progetto di rigenerazione dell’area di piazza Vittorio Veneto e dei Giardini Zumaglini. «È un progetto di ampio respiro che vuole cambiare il volto della nostra città in meglio», mettendo in relazione «commercio, mercato, spazi pubblici, verde, socialità e mobilità». La conclusione di questa prima parte dell’intervento è netta: «Non stiamo semplicemente decidendo di collocare il mercato in un’altra area per un capriccio».

 

Riprende la seduta: ora gli assessori, poi la replica di Olivero

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Sta riprendendo in questi minuti il Consiglio comunale aperto sul futuro dei Giardini Zumaglini e sullo spostamento del mercato. Dopo la lunga fase dedicata agli interventi di tecnici, associazioni, rappresentanti dei quartieri e consiglieri comunali, ora la parola passa agli assessori, chiamati a rispondere alle osservazioni e alle criticità emerse nel corso della serata. A chiudere il confronto sarà poi il sindaco Marzio Olivero, con la replica finale e le conclusioni al termine di una seduta molto partecipata e seguita anche dalla piazza e online.

Nuova pausa: poi toccherà agli assessori e al sindaco

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Nuova breve pausa nel Consiglio comunale aperto sul futuro dei Giardini Zumaglini e del mercato. Si è conclusa la lunga fase dedicata agli interventi dei consiglieri comunali, che ha occupato gran parte della serata con posizioni molto diverse tra maggioranza e opposizione. Alla ripresa dei lavori toccherà agli assessori, chiamati a rispondere alle questioni emerse nel corso del dibattito e a chiarire gli aspetti tecnici e politici ancora aperti. In conclusione è previsto l’intervento del sindaco Marzio Olivero, atteso per tirare le fila di una seduta molto partecipata e seguita anche dalla piazza e online.

Guarini (FdI): «Sul mercato non c’è ancora un progetto definitivo, ma gli studi arriveranno»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Intervento a sostegno della linea dell’Amministrazione anche quello di Alessandra Guarini, consigliera di Fratelli d’Italia, che ha rivendicato l’importanza della seduta aperta pur contestando quella che ha definito una parte di dissenso «costruita a tavolino». «Era giusto e doveroso ascoltare tutti. Era importante conoscere il punto di vista di cittadini, tecnici e rappresentanti delle istituzioni su ogni singolo aspetto». Guarini si è soffermata anche sulle preoccupazioni emerse durante la serata per il patrimonio arboreo e per la sicurezza. «La sicurezza è un tema delicatissimo e fondamentale, ma non possiamo vivere gli alberi come un pericolo», ha osservato, ridimensionando anche i richiami alla deforestazione: «Non mi pare che qui stiamo deforestando l’Amazzonia».

Alessandra Guarini

«Il Villaggio non deve rimanere indietro»

Un passaggio è stato dedicato al Villaggio La Marmora e alle preoccupazioni espresse dal quartiere. «Mi sono annotata l’intervento del presidente. Avete ragione quando dite di sentirvi ancora invisibili». Guarini ha assicurato che, qualunque sia il percorso scelto, «nessuno deve rimanere indietro» e che anche quella parte della città dovrà essere oggetto di attenzione. La consigliera ha poi apprezzato apertamente l’intervento di Barbara Greggio, che aveva espresso una posizione differente rispetto a quella prevalente nella maggioranza sul trasferimento del mercato. «Non abbiamo paura di avere posizioni diverse all’interno di un gruppo. È una ricchezza poter ascoltare un pensiero differente».

«Il progetto esistente riguarda la riqualificazione, il mercato è la fase due»

Il punto centrale dell’intervento ha riguardato la distinzione tra il progetto di riqualificazione dei Giardini Zumaglini e il futuro trasferimento del mercato. «L’unico progetto che esiste è quello intitolato “Rigenerazione dell’ambito urbano di Piazza Vittorio Veneto”. Non esiste un progetto esecutivo o definitivo sul mercato: esiste un progetto di riqualificazione». Secondo Guarini, il fatto che nel progetto siano già stati considerati alcuni interventi compatibili con un futuro mercato non significa che il trasferimento sia già definito. «Saremmo stati irresponsabili a non tenerne conto. Non possiamo spendere denaro pubblico per realizzare degli interventi e poi, a posteriori, decidere di fare il mercato e dover rompere e rifare tutto una seconda volta».

«Credo che portare il mercato in centro porterà vantaggi»

Guarini ha comunque dichiarato apertamente la propria posizione favorevole: «Sono convinta che portare il mercato in centro sia una scelta che porterà vantaggi». Ha però riconosciuto che molti degli approfondimenti richiesti nel corso della seduta non sono ancora disponibili. «Avete detto che non ci sono studi e dati. Il punto corretto è che non ci sono ancora tutti quegli studi». Saranno quindi, secondo la consigliera, gli assessori e soprattutto il sindaco a chiarire i prossimi passaggi e le verifiche ancora necessarie prima di arrivare a una decisione definitiva.

Mancini (FdI): «Biella non può essere amministrata dalla paura di cambiare»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Un intervento tutto incentrato sul coraggio di cambiare quello della consigliera di Fratelli d’Italia Rita Mancini, che ha difeso la linea dell’Amministrazione e contestato duramente la narrazione costruita negli ultimi mesi attorno al progetto. «Credo che questa sera dovremmo provare a togliere dal tavolo una parola che è stata usata moltissimo: paura. Paura che spariscano i ciliegi, paura che i Giardini Zumaglini diventino una distesa di pietra, paura che il mercato distrugga il centro, paura che questo progetto sia l’inizio della fine». Per Mancini, però, «una città non può essere amministrata dalla paura di cambiare. Amministrare significa avere il coraggio di immaginare ciò che oggi ancora non c’è».

Rita Mancini

«Rigenerare significa ricucire la città»

La consigliera ha difeso la riqualificazione dei Giardini Zumaglini come parte di un progetto più ampio. «Non sono semplicemente un pezzo di verde da sistemare, sono una parte del cuore di Biella. Rigenerazione urbana non significa rifare i luoghi, ma ricucire la città», mettendo in relazione i giardini con piazza Vittorio Veneto, via Italia, viale Matteotti e le altre aree del centro. Mancini è tornata anche sulla polemica dei ciliegi. «Si è fatta un’operazione grave: si è fatto credere che una decisione fosse già stata presa quando non lo era, facendo circolare immagini che non corrispondono al progetto». Secondo quanto sostenuto dalla consigliera, «il Comune lo ha chiarito: i ciliegi non saranno abbattuti. Si può discutere se mantenerli o riposizionarli, ma un conto è discutere nel merito, un altro è costruire consenso attraverso la disinformazione». Da qui l’attacco alle opposizioni: «Avete riempito social e giornali basandovi su affermazioni false e non corrispondenti alla volontà di questa Amministrazione».

L’appello agli ambulanti: «Può essere un’opportunità»

Mancini ha poi parlato direttamente agli operatori del mercato. «Da imprenditrice, prima ancora che da consigliera, trovo surreale questo atteggiamento. Nella mia vita sono abituata a cercare soluzioni, a rischiare con cognizione di causa e a muovermi». Rivolgendosi agli ambulanti ha ricordato di aver raccolto negli anni le loro difficoltà economiche: «Parecchi di voi mi hanno raccontato la fatica di arrivare a fine mese e l’incertezza sul futuro. Allora vi chiedo: perché non provare a cambiare questa situazione e guardare allo spostamento del mercato come a un’opportunità di rinascita anziché come a una disgrazia annunciata?». La conclusione è stata un invito a superare quella che Mancini considera la «logica del no a prescindere»: «Se ogni volta che un’Amministrazione prova a cambiare qualcosa viene accusata di voler distruggere ciò che esiste, Biella è destinata a non cambiare mai. Ogni albero diventa un simbolo, ogni panchina una battaglia e alla fine l’unica cosa che resta immutata è il declino della città». E ancora: «La politica non è amministrare il consenso del momento, è avere il coraggio di costruire la città che verrà. E questa sera noi quella responsabilità ce la assumiamo».

Biassoli (FdI) difende il progetto: «Il mercato in centro può essere la scintilla per far ripartire Biella»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Un intervento nettamente a sostegno della linea dell’Amministrazione è arrivato da Matteo Biassoli, capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha difeso la scelta di puntare sulla riqualificazione del centro e sull’ipotesi di trasferire il mercato, contestando duramente il modo in cui le opposizioni hanno condotto il confronto negli ultimi mesi. «Per mesi abbiamo assistito a un fenomeno soprattutto mediatico: un’ipotesi diventava una certezza, la certezza diventava un allarme e l’allarme si trasformava in una manifestazione politica», ha detto. Biassoli ha precisato di non contestare le preoccupazioni dei cittadini o di chi vuole tutelare il verde, ma «il metodo con cui una parte politica ha scelto di rispondere a quelle preoccupazioni, strumentalizzandole e raccontando cose che negli atti non ci sono».

Matteo Biassoli

«Più facile scrivere “salviamo i ciliegi” che spiegare una rigenerazione urbana»

Il capogruppo di FdI ha citato direttamente il caso dei ciliegi dei Giardini Zumaglini. «Il progetto prevede l’attivazione di professionalità tecniche diverse, comprese competenze agronomiche e valutazioni che devono ancora essere fatte. Perché allora anticipare sui social il verdetto di valutazioni che ancora spettano ai tecnici?». Quindi l’affondo: «È molto più facile scrivere “salviamo i ciliegi” che spiegare come si costruisce seriamente un progetto di rigenerazione urbana. È più facile creare un nemico che discutere di una visione». Per Biassoli, invece, la maggioranza quella visione ce l’ha: «Non pensiamo che Biella debba essere congelata nella fotografia di oggi. Una città è viva proprio perché cambia e governare significa avere il coraggio di cambiare».

L’attacco alle opposizioni: «Ci accusavate di non avere una visione»

Biassoli ha poi evidenziato quella che considera una contraddizione dell’opposizione. «Per due anni e mezzo ci avete accusato di non avere una visione, di presentare bilanci senza anima e di non saper progettare il futuro. Quando abbiamo presentato un progetto di rigenerazione urbana inserito in una precisa logica di pianificazione, siete insorti». Secondo il consigliere, il dissenso avrebbe in alcuni momenti oltrepassato il confine della normale critica politica, arrivando a «sovraccaricare i canali di comunicazione con rappresentazioni distorte» e a costruire «un conflitto che finisce per ridurre lo spazio del confronto e del compromesso». Un atteggiamento che Biassoli ha definito «ostracismo politico».

«Il mercato non è soltanto un insieme di banchi»

Sul merito della scelta, la posizione di Fratelli d’Italia è chiara. «Il mercato non è un semplice insieme di banchi da spostare da una parte all’altra. È una parte della vita della città». Riportarlo nel cuore di Biella, inserendolo in un progetto più ampio, potrebbe secondo Biassoli rafforzarne il ruolo e contribuire alla rivitalizzazione del centro. «Una piazza frequentata genera attrazione, un centro attrattivo genera commercio, un luogo curato genera frequentazione. Una città nella quale si torna a vivere, lavorare e investire può diventare anche una città nella quale si torna a scegliere di abitare». Da qui anche il collegamento con l’obiettivo politico di riportare Biella verso quota 50mila abitanti: «Sappiamo che non è un traguardo raggiungibile in una sola consiliatura, ma deve essere una stella polare per chiunque abbia l’ambizione di governare questo territorio».

«Credo profondamente in questo progetto»

Biassoli ha infine respinto l’accusa di mancato confronto, sostenendo che la seduta stessa dimostri la volontà di ascoltare, e ha concluso rivendicando apertamente la scelta dell’Amministrazione. «Credo profondamente in questo progetto di riqualificazione urbana. Non vedo soltanto una piazza da sistemare o un mercato da spostare: vedo un’idea di città nuova, proiettata verso la crescita». Per il capogruppo di FdI, dunque, il trasferimento può diventare «una scintilla» capace di riportare persone nelle vie e nelle piazze, sostenere il commercio e contrastare almeno in parte lo spopolamento della città.

Foglio Bonda (Buongiorno Biella): «Il confronto di oggi ci obbliga a fare nuovi ragionamenti»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

L’intervento di Andrea Foglio Bonda, di Buongiorno Biella, parte da una considerazione maturata proprio durante le oltre quattro ore di Consiglio comunale aperto: «Avevo preparato un intervento, ma la giornata di oggi ha portato alcune novità. Ed è questo il bello di giornate come queste: sono faticose, ma possono essere utili. Nel mio caso mi hanno convinto a fare ragionamenti che prima non avevo fatto». Il primo riguarda i Giardini Zumaglini e la possibilità di trasformare un giardino storico in uno spazio a utilizzo promiscuo. «I 150 anni hanno un peso. Prima di intervenire penso valga la pena confrontarci più approfonditamente». Il secondo elemento che lo ha colpito è stata la posizione sostanzialmente compatta espressa dai quartieri. «Mi aspettavo delle contrarietà, ma quello che abbiamo sentito significa che gli aspetti negativi percepiti dai cittadini sono molto superiori a quelli positivi. E chi riqualifica il centro? Non una piazza o una bancarella, ma le persone che lo frequentano. Senza il loro coinvolgimento non ci sarà nessuna riqualificazione».

Sul "Party di Via dei Tigli" si esprime anche Buongiorno Biella
Andrea Foglio Bonda Buongiorno Biella

Il richiamo all’approfondimento di Eco di Biella

Foglio Bonda si è poi soffermato espressamente sul doppio approfondimento pubblicato oggi da Eco di Biella, che ha messo a confronto due posizioni opposte: quella dell’imprenditore Roberto Bonati, favorevole al ritorno del mercato in centro, e quella dell’architetto Luisa Bocchietto (ascoltata oggi pomeriggio in aula), contraria e orientata invece verso una maggiore tutela e valorizzazione del verde urbano. «Oggi abbiamo letto una pagina, penso meritevole, fatta da Eco di Biella, che ha messo a confronto due pareri: quello di un imprenditore molto qualificato nel commercio, favorevole, e quello dell’architetto Bocchietto, contrario», ha ricordato. Per Bonda, però, il passaggio più significativo arriva proprio dall’intervento favorevole allo spostamento. Bonati, richiamando esperienze italiane e internazionali, sostiene infatti che esistono casi nei quali riportare un mercato in centro ha prodotto risultati positivi, ma a determinate condizioni. «La condizione indicata è esattamente quella che, in modo assordante, abbiamo sentito dalle cinque del pomeriggio fino a pochi minuti fa: perché uno spostamento del mercato in centro possa sperare di essere positivo, deve essere preceduto da un coinvolgimento della città. Non basta una decisione del Comune, perché servono tante scelte collaterali». Foglio Bonda ha sottolineato anche un altro elemento contenuto nell’analisi pubblicata da Eco: la possibilità di una fase pilota, utile a verificare sul campo gli effetti dell’operazione prima di renderla definitiva. «Un momento nel quale si possa valutare se questa scelta abbia successo oppure no. È un esempio di lucidità».

«Il coinvolgimento deve venire prima, non dopo»

Da qui il ragionamento politico di Buongiorno Biella. Per Foglio Bonda non è sufficiente «fare dei pavimenti o spostare fisicamente delle bancarelle» per cambiare il centro: serve modificare il rapporto dei cittadini con quella parte della città e costruire una strategia più ampia. «Il coinvolgimento non è: io ho fatto un progetto, adesso dimmi se ti piace oppure no. Quando il progetto è già stato fatto, quello che può essere cambiato è molto meno. Il coinvolgimento si fa prima». Questo, ha precisato, «non toglie alla Giunta il diritto e il dovere di decidere, ma le permette di decidere in modo informato». La conclusione è quindi un invito a rallentare il percorso, distinguendo la riqualificazione dei Zumaglini dallo spostamento del mercato e utilizzando anche il nuovo Piano regolatore come occasione per una riflessione complessiva. Secondo Foglio Bonda, l’errore iniziale è stato partire dall’annuncio del trasferimento prima di costruire il confronto: «Si poteva lanciare il problema, ascoltare, raccogliere le posizioni e poi decidere. Magari ci sarebbe voluto un anno o due, ma il percorso sarebbe stato diverso».

Cogotti (Pd): «Prima di mettere a rischio il lavoro di centinaia di famiglie, fermiamoci cinque minuti»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Anche Greta Cogotti, consigliera del Partito Democratico, ha chiesto al sindaco Marzio Olivero di fermarsi e rivalutare il trasferimento del mercato. Il suo intervento è partito da un richiamo politico: «Lei non è il sindaco di un partito, ma di tutta la città. È vero che ha vinto le elezioni, ma bisogna anche tenere conto dell’astensionismo: ha vinto le elezioni, ma non ha la maggioranza della città. È un dato di cui bisogna tenere conto quando si vogliono portare avanti scelte così importanti». Cogotti è poi tornata su una critica già avanzata nei mesi scorsi: «Quello che stiamo notando è una scarsa capacità progettuale. Dire che abbiamo un progetto, ma poi il progetto non si vede, significa non avere un progetto. Al massimo c’è un’idea. Ed è giusto avere idee quando si amministra, ma poi bisogna costruirle e confrontarle con la città».

Greta Cogotti

«Il Villaggio lo sento un po’ come il mio quartiere gemello»

Particolare attenzione è stata dedicata alle conseguenze che il trasferimento avrebbe sul Villaggio La Marmora. «Spostare il mercato non significa soltanto riqualificare una piazza o mettere due pietre: significa incidere pesantemente sulla vita di centinaia di famiglie e su un intero quartiere». «Il Villaggio lo sento un po’ come il mio quartiere gemello», ha aggiunto Cogotti, ricordando di provenire a sua volta da una zona periferica spesso descritta negativamente. «È un quartiere inclusivo, che intorno al mercato ha costruito tante attività. Spostarlo significa mettere a rischio non soltanto il guadagno degli ambulanti, ma anche quello delle attività stanziali che vivono grazie alla presenza del mercato». La consigliera ha insistito anche sull’accessibilità di piazza Falcone, citando parcheggi gratuiti, persone anziane e persone con disabilità. «Oggi il mercato è facilmente raggiungibile. Nel luogo in cui si pensa di trasferirlo ci sono invece maggiori difficoltà. Per una persona anziana non basta dire che esiste un parcheggio nelle vicinanze: bisogna considerare quanta strada deve percorrere e in quali condizioni».

«Facciamo un passo indietro e ridiscutiamo»

Cogotti ha quindi sintetizzato il significato, a suo giudizio, della lunga seduta: «Quello che chiediamo oggi è semplicemente: fermiamoci cinque minuti. Abbiamo avuto un’idea, ma chiediamoci se può davvero funzionare». E quanto emerso dagli interventi di tecnici, categorie e cittadini, secondo la consigliera, dovrebbe spingere l’Amministrazione a riaprire il confronto. «Facciamo un passo indietro e ridiscutiamo. Siamo tutti qui perché vogliamo una città più ricca e un’economia che migliori, ma spostare il mercato rischia invece di comprometterne il futuro e quello di centinaia di famiglie». La chiusura è stata dedicata a un tema sul quale Cogotti interviene frequentemente in Consiglio, quello della povertà: «Le famiglie non ce la fanno più. In una città in cui la povertà è in aumento, prima di compromettere il lavoro di centinaia di famiglie, pensarci cinque minuti in più è la cosa più logica da fare».

Novaretti (Biella C’è): «Questo progetto è assurdo. Fermatevi»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Intervento molto duro e anche emotivo quello di Sara Novaretti, di Biella C’è, che ha scelto di leggere il discorso preparato durante il fine settimana. La consigliera ha aperto ringraziando cittadini, professionisti e rappresentanti delle categorie intervenuti nel corso della giornata: «Questa partecipazione è una vittoria per la città. Una mobilitazione del genere, al di là delle appartenenze politiche, io non me la ricordo». Novaretti ha spiegato di aver trascorso l’estate cercando documenti, incontrando professionisti e confrontandosi con chi lavora al mercato per arrivare a una propria valutazione. La conclusione è stata senza sfumature: «Questo è un progetto assurdo, da tutti i punti di vista». Secondo la consigliera, le criticità emerse durante la seduta da ambulanti, agronomi, architetti, commercianti e rappresentanti dei quartieri confermerebbero i dubbi avanzati nei mesi scorsi.

«Quando si è deboli, l’ostinazione prende il posto della convinzione»

Al centro dell’attacco ancora una volta il metodo seguito dall’Amministrazione. «Un incontro pubblico, il confronto in Consiglio e l’ascolto di operatori ed esperti sono azioni tipiche di chi è convinto della forza della propria idea e vuole spiegarla, sostenendola con studi e dati», ha detto Novaretti. «Quando invece si è deboli, la rigidità prende il posto della forza e l’ostinazione quello della convinzione». La consigliera ha contestato in particolare l’assenza, a suo giudizio, di studi sufficienti su parcheggi, traffico, ricadute economiche e conseguenze per il Villaggio La Marmora. E ha criticato la comunicazione del sindaco Marzio Olivero sulla «grande Biella del futuro»: «Che cosa vuol dire? Una scelta del genere deve poggiare su dati».

Dal «progetto» alle richieste di accesso agli atti

Novaretti ha poi ricostruito i diversi passaggi degli ultimi mesi, tornando sulla controversia tra ciò che sarebbe stato annunciato pubblicamente come un progetto e quanto effettivamente disponibile negli uffici. Ha ricordato la conferenza stampa di febbraio, le successive commissioni e le richieste avanzate durante l’estate per visionare gli atti. «A luglio è iniziata la mia odissea negli uffici per vedere il progetto», ha raccontato, sostenendo che il documento di fattibilità sia diventato concretamente disponibile soltanto con gli atti approvati a fine luglio. «È un progetto di fattibilità, incompleto e non definitivo, ma esiste», ha precisato. Durissima anche sulle iniziative assunte successivamente dal Comune, dalla circolare interna sulle modalità di accesso dei consiglieri agli uffici fino all’esposto presentato in Procura nei confronti di Alessandro Vella: episodi che Novaretti ha interpretato come tentativi di ostacolare un’attività politica e istituzionale che considera pienamente legittima. Ha contestato inoltre la mancata disponibilità di una sede più ampia per il Consiglio aperto e il fatto che il maxischermo in piazza sia stato sostenuto dagli operatori del mercato.

«Fare un passo indietro non è fermare la città»

La parte finale è stata un appello esplicito all’Amministrazione. Novaretti ha respinto la narrazione secondo cui opporsi al progetto significherebbe avere paura del cambiamento: «Non vogliamo e non accetteremo un cambiamento che non rappresenti una crescita, ma una distruzione: dell’economia di una categoria di lavoratori, di un quartiere e del nostro parco storico». Poi la richiesta conclusiva: «Fermatevi». Per Novaretti, prima di procedere occorre recuperare una visione complessiva della città, partendo dai servizi e dal patrimonio già esistenti: «Vogliamo tornare a una Biella con un teatro, un museo, una funicolare, una funivia, strade curate, verde ben tenuto e treni funzionanti. Vogliamo ripartire da lì».

Gaggino (Forza Italia): «Sui giardini sì alla riqualificazione. Sul mercato siamo ancora davanti a un’idea»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Massimiliano Gaggino, capogruppo di Forza Italia, ha separato nettamente i due temi al centro della seduta: da una parte la riqualificazione dei Giardini Zumaglini, sulla quale il suo gruppo esprime un sostegno convinto; dall’altra lo spostamento del mercato, che per Gaggino deve ancora essere sottoposto a molte verifiche prima di poter diventare un progetto vero e proprio. Il suo intervento è partito però da una replica alle opposizioni e, in particolare, a Fulvia Zago. Gaggino ha richiamato la vicenda della funicolare, ricordando quando, dai banchi dell’opposizione, contestava la scelta dell’allora amministrazione di modificarla. «Quello che oggi pensate sia successo con il sindaco Olivero è successo, allo stesso modo, con la funicolare», ha sostenuto. Per questo ha invitato a usare con cautela il termine «imposizione»: «I sindaci vengono eletti per fare delle scelte. Questo non significa che non debbano essere condivise e che non vadano ascoltate le persone coinvolte».

Massimiliano Gaggino

«Questo Consiglio aperto è stato utile»

Gaggino ha giudicato positivamente la partecipazione alla seduta. «Pensavo che il sindaco potesse essere preoccupato per questo Consiglio aperto, invece non l’ho visto per niente preoccupato. È stata un’opportunità per ascoltare a faccia aperta chi aveva qualcosa da dire». Forza Italia, ha aggiunto, considera quindi utile il confronto, soprattutto per la qualità degli interventi tecnici arrivati da agronomi, architetti, associazioni e categorie.

«Sui Giardini siamo completamente d’accordo con la riqualificazione»

Sul futuro dei Zumaglini la posizione di Gaggino è favorevole. Ha ridimensionato le polemiche sorte attorno al possibile spostamento di ciliegi e melograni, pur precisando di non auspicare abbattimenti. «Non tagliamoli, non abbattiamoli», ha detto, ma ha invitato a non perdere di vista il quadro complessivo della riqualificazione. «Forza Italia è completamente e totalmente d’accordo sulla riqualificazione, purché sia fatta in maniera seria, solida e studiata». Secondo Gaggino, l’intervento potrebbe diventare anche l’occasione per recuperare parti oggi poco valorizzate del parco, dalla cassa armonica ad altri elementi storici. «Era da tempo che non si vedeva un lavoro di riqualificazione così importante e così centrale per la città».

«Sul mercato, di cosa stiamo parlando? Non c’è ancora un progetto definito»

Più prudente la posizione sul trasferimento degli ambulanti. «Sul mercato io continuo a chiedermi: di cosa stiamo parlando?», ha detto. «Stiamo parlando di un’idea concreta di voler fare una cosa, ma non ancora di un progetto definito nei suoi particolari». Gaggino ha sottolineato che un eventuale trasferimento «non è immediato e non è automatico» e necessita ancora di numerose valutazioni, comprese quelle sollevate durante la serata da categorie e tecnici. «Le risposte verranno date. Forza Italia, in questo momento, sta avanzando delle proposte al sindaco». Tra i primi problemi da affrontare c’è quello dei parcheggi, sul quale lo stesso Gaggino ha ammesso di aver sollevato dubbi fin dall’inizio: «Sono stato il primo ad alzare la bandiera dei parcheggi». Per Forza Italia, dunque, il sì alla riqualificazione dei Zumaglini è netto; sul mercato, invece, la partita resta aperta e subordinata agli approfondimenti ancora da compiere.

El Motarajji (M5S): «Sindaco, fare un passo indietro non significa aver fallito»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Intervento molto duro quello di Karim El Motarajji, consigliere del Movimento 5 Stelle, che ha indicato nella mancanza di ascolto da parte dell’Amministrazione l’origine dello scontro sul mercato. «Siamo arrivati a questa situazione perché maggioranza e Amministrazione non hanno dato uno spiraglio di ascolto. Siamo stati costretti a portare qui cittadini, associazioni e tecnici perché spiegassero direttamente quali sono i problemi». El Motarajji ha ricordato di avere sollevato dubbi sull’operato della maggioranza già nel Consiglio comunale di dicembre e ha richiamato la raccolta firme contro il trasferimento. «Quel sabato pioveva, ma scesi in piazza a raccogliere le firme. Una persona che pochi giorni prima mi aveva insultato per le mie critiche all’Amministrazione venne poi al mercato per firmare contro lo spostamento».

Karim El Motarajji

«La parola dell’anno è spostamento»

Il consigliere pentastellato ha ironizzato su quello che considera il filo conduttore dell’intera vicenda: «La parola dell’anno è stata “spostamento”. Prima il sindaco ha detto: spostiamo il mercato. Poi sono arrivati i ciliegi: spostiamo i ciliegi. E i melograni? Spostiamo i melograni». Quindi ha posto anche il tema della giostra dei Giardini Zumaglini: «E quella? Sposteremo anche quella? Dietro c’è una persona che lavora». Per El Motarajji il problema principale resta però il destino degli ambulanti e il modo in cui la decisione è stata costruita. Ha contestato l’idea di classificare semplicemente il trasferimento tra le «scelte impopolari» che un’Amministrazione deve avere il coraggio di assumere. «Una scelta impopolare può essere, per esempio, la chiusura della Funicolare, che riguarda tutta la città ed è stata motivata anche da questioni tecniche. Qui invece si decide sulla pelle di persone che lavorano, senza un vero confronto e senza mostrare dati e analisi». Il consigliere ha ricordato che piazza Falcone è uno spazio ormai organizzato intorno al mercato e ha riproposto le questioni già emerse nel corso della serata: accessibilità, parcheggi e condizioni meteorologiche. «Abbiamo un centro commerciale all’aria aperta, fatto di persone, rapporti e abitudini. Piazza Falcone è attrezzata per questo. Se piove e spostiamo tutto ai Giardini Zumaglini, come funzionerà? Come è stata valutata questa ipotesi?».

L’appello a Olivero: «Ci pensi»

La parte finale dell’intervento è stata rivolta direttamente al sindaco Marzio Olivero. Secondo El Motarajji, la contrarietà al progetto non può più essere letta soltanto come opposizione politica, dopo le posizioni espresse durante il Consiglio aperto da ambulanti, tecnici, associazioni e cittadini. «Sindaco, ci pensi un attimo. Fare un passo indietro non significa aver sbagliato o non essere un buon sindaco», ha detto. «Si riunisca con l’assessore al Commercio, valuti la situazione che si è creata e parlatene nelle sedi competenti». Per il consigliere del Movimento 5 Stelle, dunque, la serata dovrebbe diventare l’occasione per riaprire realmente una decisione che fino a oggi considera già presa.

Leonesi (lista Gentile): «Una giornata importante, gli interventi di oggi obbligano tutti a riflettere»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Riccardo Leonesi, lista Gentile, ha scelto di leggere il Consiglio comunale aperto soprattutto come una grande occasione di partecipazione e di ascolto. «Oggi è una giornata importante. In un’epoca di grande assenteismo e di disaffezione verso la cosa pubblica, vedere così tanti cittadini partecipare è di per sé una buona notizia», ha esordito, riferendosi sia alle persone collegate online sia a quelle presenti in piazza Duomo.

Riccardo Leonesi

«Questa era soprattutto una giornata di ascolto»

Per Leonesi, proprio perché la seduta era stata pensata per dare voce alla città, non deve sorprendere che dalla maggioranza siano arrivati meno interventi. «Questa era soprattutto una giornata di ascolto. Proprio perché siamo maggioranza, era importante ascoltare». Tanto che, ha spiegato, la sua lista civica inizialmente non avrebbe nemmeno ritenuto necessario prendere la parola. A spingerlo a intervenire sono state però le parole pronunciate poco prima da Luigi Apicella, che aveva criticato duramente la Lista Gentile e parlato di assenze politicamente significative. Leonesi ha contestato anche la ricostruzione dello stesso Apicella sul percorso delle commissioni: «Io c’ero alla prima commissione e anche alla seconda. E scopro oggi che Luigi era contrario fin dal principio allo spostamento, mentre è tutto registrato: allora diceva di non avere preclusioni e di aspettare i dati».

La difesa di Donato Gentile

Il passaggio più netto ha riguardato però Donato Gentile, assente dalla seduta. Leonesi ha giudicato «molto inappropriato» definirlo latitante senza conoscerne le ragioni, spiegando che l’ex sindaco si trova in convalescenza per motivi di salute dopo un intervento chirurgico. «Quando si chiama in causa una persona assente bisognerebbe sapere perché non c’è. Se non si conosce il motivo, trovo spiacevole fare certe affermazioni», ha detto Leonesi, ricordando anche come Gentile, durante il mandato, sia stato quasi sempre presente ai lavori consiliari.

«Gli interventi obbligano tutti a una riflessione»

Poi il ritorno al tema della serata e un’apertura significativa arrivata dai banchi della maggioranza: «Dagli interventi di oggi sono emersi contenuti importanti che quantomeno obbligano tutti a una riflessione». Per Leonesi, indipendentemente dalla decisione che verrà presa alla fine, il confronto rappresenta dunque «una giornata costruttiva».

Zago (Pd): «Il sindaco disse: “Io il mercato lo sposto comunque”. Il problema è il metodo»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Intervento duro quello di Fulvia Zago, capogruppo del Partito Democratico, che ha riportato il confronto sul metodo seguito dall’Amministrazione fin dall’inizio della vicenda. «Sul mercato sono stati commessi errori importanti, sia nel metodo sia nel merito», ha detto, precisando però di avere «molto apprezzato l’intervento di Barbara Greggio», giudicato ricco di dati e di una visione più complessiva del problema.

Fulvia Zago

«Accettare in silenzio significa diventare complici»

Zago ha rivolto un richiamo anche alla maggioranza: «Accettare in silenzio comportamenti prevaricatori significa diventarne complici. Noi a questo ci sottraiamo». Il “no” del Pd, ha spiegato, «non è ideologico e non nasce dalla volontà di fare opposizione a prescindere. Il problema è innanzitutto il metodo». La capogruppo ha quindi ricostruito quanto avvenuto nei primi mesi della polemica. «A dicembre abbiamo saputo da un’intervista, non da un atto ufficiale, che il sindaco avrebbe spostato il mercato. In una riunione successiva gli venne fatto presente che commercianti e cittadini non erano d’accordo e che si stavano raccogliendo firme». Zago ha quindi ricordato la risposta che, secondo il suo racconto, Olivero diede in quell’occasione: «Non me ne frega niente, potete raccoglierne mille o diecimila: io il mercato lo sposto». Ed è proprio su questo atteggiamento che Zago ha costruito gran parte del suo intervento: «Come si può condividere un metodo del genere? Da gennaio chiediamo dati, chiediamo di sapere quali siano i vantaggi, quali gli effetti e quale progetto di città ci sia dietro questa scelta. Invece il mercato è diventato l’emblema di un modo sbagliato di amministrare».

«La partecipazione non è un fastidio da aggirare»

La consigliera ha difeso soprattutto la partecipazione dei cittadini: «Non è un fastidio da aggirare o una mosca da allontanare. È un valore costituzionale ed è previsto anche dal nostro Statuto. I cittadini e i portatori di interesse vanno ascoltati prima, attraverso un percorso partecipato, non liquidati con un “io il mercato lo sposto comunque”». Zago ha ricordato anche gli interventi ascoltati durante la serata: agronomi, professionisti, associazioni ambientaliste, operatori del mercato e presidenti di quartiere. «Non abbiamo ascoltato soltanto la minoranza. Da mondi diversi è arrivata sostanzialmente la stessa conclusione: no, non così. Non è un no pregiudiziale: dimostrateci con i dati perché conviene farlo».

«Un’idea diventa progetto solo con dati e studi»

Da qui le domande che il Pd sostiene di porre da mesi: studi sul traffico, impatto economico e ambientale, mobilità, accessibilità e parcheggi. «Un’idea diventa un progetto quando è sostenuta da studi di fattibilità, analisi degli impatti, costi, tempi e confronto con chi sarà coinvolto. Queste risposte ancora non le abbiamo». Infine il nodo della viabilità: «Spostare il mercato significa portare in centro oltre 150 mezzi soltanto degli operatori. Mezzi che inevitabilmente producono traffico e inquinamento proprio alle porte dell’area pedonale, nel salotto della città. E ancora oggi non sappiamo dove parcheggeranno gli utenti e a quali condizioni».

Greggio (Lega): «Non spostiamo semplicemente il mercato: costruiamo una strategia per tutta Biella»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Intervento articolato e con una proposta alternativa quello di Barbara Greggio, consigliera della Lega, che ha chiesto di affrontare il tema del mercato con «un’analisi dei costi d’impresa, dati, metodi e benefici», evitando di ridurre il rilancio del commercio al semplice trasferimento dei banchi da piazza Falcone ai Giardini Zumaglini. Greggio ha citato i dati sul calo del commercio nei principali capoluoghi piemontesi, ricordando che anche città con il mercato in centro hanno registrato forti riduzioni delle attività. Ha richiamato anche il caso di Vercelli, dove il mercato sarà trasferito al polo fieristico, sottolineando tra le motivazioni indicate la disponibilità di parcheggi gratuiti e la possibilità di utilizzare spazi coperti. «Biella è al 28%» di calo, ha affermato, collegando la crisi anche alla riduzione della capacità di spesa, all’e-commerce e al cambiamento delle abitudini dei consumatori.

Barbara Greggio

La consigliera leghista ha quindi avanzato una serie di proposte. La prima è valorizzare il mercato che già esiste in centro, in piazza Martiri, riempiendo gli spazi disponibili e ragionando insieme agli ambulanti sulle giornate e sulla programmazione. «Questo non vuol dire trasferire piazza Falcone in piazza Martiri», ha precisato. Per i Giardini Zumaglini, invece, Greggio immagina una vocazione differente: mercati tematici periodici, eventi legati al florovivaismo, al design, ai prodotti locali e manifestazioni capaci di attirare pubblico da fuori città. «Diventiamo attrattivi, perché altrimenti rischiamo di spostare da un quartiere all’altro. Noi abbiamo bisogno di generare, di attrarre nuova residenza, di attrarre clienti».

«Costruiamo una strategia per tutta Biella»

L’esponente della Lega ha proposto anche di utilizzare i mercati per sostenere i quartieri e il commercio di prossimità, citando Chiavazza, Favaro e altre zone della città, e di trasformare i Zumaglini in un motore culturale e sociale, coinvolgendo musei, realtà musicali e teatrali. Il ragionamento si è chiuso con un invito a utilizzare il nuovo Piano regolatore per definire una visione complessiva della città, valorizzandone anche l’identità legata al tessile e alla lana: «Pensiamo a una Biella funzionale, completa, con tutti i suoi quartieri che armonicamente crescano. Chiediamoci oggi: chi vogliamo essere tra trent’anni?».

Furia (Pd): «Fermiamo questa macchina, rimettiamo la palla al centro»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Nel suo intervento Paolo Furia, Pd, ha provato a riportare il confronto su tre questioni di merito: la valorizzazione dei Giardini Zumaglini, la necessità di aumentare il verde urbano e il rischio di creare una città divisa tra quartieri. Il primo punto riguarda proprio i giardini. Secondo Furia, la loro riqualificazione può e deve procedere indipendentemente dallo spostamento del mercato. Ha citato la Capannina, i bagni pubblici e gli altri elementi storici presenti nell’area, chiedendo che vengano recuperati e restituiti alla città. «Questo è un orto botanico, è un giardino storico», ha ricordato, proponendo anche percorsi didattici per le scuole e strumenti per far conoscere il patrimonio arboreo. «Questo ovviamente non ha nulla a che vedere con lo spostamento del mercato».

Paolo Furia

Il secondo principio è stato sintetizzato così: «Più verde, non meno». Furia ha criticato una progettazione urbana che, soprattutto durante estati sempre più calde, finisca per ridurre gli spazi verdi anziché incrementarli. Per il consigliere, qualsiasi intervento dovrebbe «includere il verde nella dinamica del progetto», senza sacrificarlo per obiettivi che considera ancora non sufficientemente definiti. Terzo tema, il rapporto tra le diverse zone della città. «Non dobbiamo creare ghetti», ha detto Furia. Lo spostamento di un servizio da una parte all’altra di Biella, secondo il suo ragionamento, non dovrebbe tradursi nell’indebolimento di un quartiere per rafforzarne un altro. Piuttosto, si potrebbe ragionare su mercati diversi, con caratteristiche e cadenze differenti, capaci di sostenere sia la zona nord sia quella sud della città.

«Fermiamo questa macchina, rimettiamo la palla al centro»

La conclusione è stata un invito a interrompere il percorso fin qui seguito e ricominciare da una pianificazione più complessiva: «C’è bisogno di fermare questa macchina, mettere la palla al centro e consentire a questa città di ripartire». Il luogo nel quale affrontare organicamente queste scelte, per Furia, potrebbe essere la discussione sul nuovo Piano regolatore, mettendo insieme mercato, verde, servizi e sviluppo dei quartieri.

 

Barresi (Costruiamo Biella): «Il problema è il metodo. Il confronto doveva arrivare prima»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Intervento molto critico anche quello di Teresa Barresi, di Costruiamo Biella, che ha concentrato l’attenzione soprattutto sul metodo seguito dall’Amministrazione. Dopo aver ascoltato tecnici, associazioni e cittadini, Barresi ha osservato: «Sono emerse evidenze importanti per un’ulteriore riflessione. Se il sindaco avesse ascoltato prima queste voci, forse non saremmo arrivati a questo punto». La consigliera ha sottolineato come la vicenda sia riuscita a mobilitare «ambulanti, una parte consistente dei cittadini, tutte le opposizioni» e abbia fatto emergere perplessità anche all’interno della maggioranza. «Fin dall’inizio di questa amministrazione c’era un’opposizione disponibile a collaborare sulle scelte importanti per la città. La risposta, più o meno esplicita, è stata: abbiamo vinto noi, decidiamo noi».

Per Barresi il nodo non riguarda quindi soltanto la scelta finale, ma il percorso con cui si è arrivati fin qui. «Avete vinto le elezioni e avete il dovere di amministrare. Ma quando si decide da soli, poi ci si assume non solo la responsabilità della decisione, ma soprattutto del metodo con cui viene presa. E il metodo è sbagliato». La consigliera ha contestato anche l’idea che le polemiche siano nate per semplice contrapposizione politica. «Commercianti, ambulanti e cittadini chiedevano un confronto che non c’è mai stato». E ha aggiunto: «Nessuno vuole restare fermo. Vogliamo far muovere questa città, ma muoverla con giudizio».

Barresi ha poi evidenziato il legame ormai stretto tra riqualificazione dei Giardini Zumaglini e spostamento del mercato, chiedendo ancora una volta quale sia la motivazione concreta alla base del trasferimento. «Non possiamo pensare che l’equazione sia semplicemente: mercato in centro uguale centro rivitalizzato. Sarebbe un insulto a qualsiasi forma di intelligenza se non fosse inserita in un piano globale». Infine due questioni aperte: cosa accadrà a piazza Falcone una volta liberata e perché non intervenire invece sul mercato già presente nel cuore cittadino. «Come si utilizzerà davvero l’enorme spazio vuoto lasciato dallo spostamento? Non è dato sapere».

Apicella (Buongiorno Biella): «Togliamoci la giacca di partito e ragioniamo da persone normali»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Un intervento molto politico, ma soprattutto un appello ai consiglieri a mettere da parte gli schieramenti, quello di Luigi Apicella, di Buongiorno Biella. Il consigliere ha insistito sulla necessità che una scelta delicata come quella sul futuro del mercato non venga affrontata secondo logiche di maggioranza e opposizione. «C’è una questione politica», ha detto Apicella, osservando come sul tema del mercato siano emerse perplessità anche all’interno della stessa maggioranza. Da qui l’immagine, mimata da Apicella e utilizzata più volte nel suo intervento: «I consiglieri si tolgano la giacca e diventino persone normali», affrontando la questione non sulla base dell’appartenenza politica ma valutando concretamente ciò che è meglio per la città.

Luigi Apicella

Apicella ha ricordato anche il percorso seguito finora, criticando il fatto che nelle commissioni non siano arrivati, a suo giudizio, tutti gli approfondimenti necessari. «Siamo andati una prima volta in commissione, poi una seconda. Avremmo dovuto fare altre commissioni: fino adesso zero». E ha sottolineato come nel tempo il dibattito sia cambiato: «Dal mercato in centro siamo passati al mercato ai Giardini: è qualcosa di diverso». Il consigliere ha richiamato anche le parole pronunciate in passato dal comandante della Polizia locale, secondo il quale ogni ipotesi dovrà comunque essere sottoposta alle verifiche tecniche necessarie prima di poter essere realizzata. Proprio per questo, secondo Apicella, restano ancora troppi elementi da chiarire.

«Bisogna dire chiaramente cosa volete e cosa non volete»

La parte più dura dell’intervento è stata però rivolta alla politica, compresa la maggioranza. Apicella ha citato Lega, Forza Italia e Lista Gentile (assente, tanto che Apicella lo ha definito «latitante», aggiungendo che «andremo a cercarlo a Chi l’ha visto»), chiedendo a tutti di parlare apertamente delle proprie posizioni. «Bisogna dire chiaramente cosa volete e cosa non volete», ha affermato. Poi è tornato sulla metafora della «giacca»: «Oggi tutti i consiglieri devono togliersi la giacca e dire le cose come stanno, capire la situazione e ragionare per il bene comune». E ancora, rivolgendosi all’intera aula: «Lasciamo stare le appartenenze e facciamo qualcosa per la nostra città».

«Sono amareggiato e deluso»

Apicella ha concluso senza nascondere la propria amarezza per come è stata gestita finora la vicenda: «Ultimamente sono amareggiato e molto deluso».

Rizzo (Pd): «Ora avete gli elementi per cambiare opinione»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Intervento molto critico anche quello del consigliere Paolo Rizzo (Pd), che ha richiamato la responsabilità del Consiglio comunale nelle scelte di pianificazione urbana e commerciale. «Siamo noi i responsabili di questa scelta», ha detto, ricordando la mozione presentata dall’opposizione per chiedere una valutazione approfondita delle criticità legate allo spostamento del mercato e successivamente bocciata dalla maggioranza. Rizzo ha insistito soprattutto sull’assenza, a suo giudizio, di studi preliminari. «Con le interrogazioni vi avevamo chiesto di studiare questo fatto e ci avete detto che non c’è nessuno studio sullo spostamento, né socioeconomico né sulla potenzialità del mercato in centro». Ora, dopo gli interventi ascoltati durante il Consiglio aperto, per il consigliere il quadro sarebbe ancora più chiaro: «Abbiamo sentito gli esperti, le associazioni commerciali e chi ha spiegato quali conseguenze potrebbe avere lo spostamento anche sui Giardini Zumaglini».

Da qui l’invito rivolto alla maggioranza: «Adesso quello che vi chiediamo è di cambiare opinione. Tutti possiamo cambiare opinione: solo gli stolti non cambiano opinione». Secondo Rizzo, trasferire il mercato non sarebbe sufficiente a rilanciare il cuore della città. Per rivitalizzare il centro servirebbe invece un progetto complessivo, con servizi, incentivi alle attività commerciali e una vera organizzazione capace di renderlo attrattivo. «Questo programma così non rivitalizzerà il centro cittadino e sicuramente danneggerà il mercato attuale», ha concluso.

Basso (Pd) attacca Olivero: «Sindaco di tutta la città, non soltanto del centro»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite
Il primo intervento politico da Andrea Basso, consigliere del Pd, che torna sulle critiche mosse dall’opposizione fin dall’annuncio dello spostamento del mercato. «Abbiamo sentito domande, le stesse che noi abbiamo posto senza ottenere risposta. Speriamo che questa sia la volta buona», ha esordito. Basso ha poi rivolto un richiamo diretto al sindaco Marzio Olivero: «Mi corre l’obbligo di ricordarle che lei è sindaco di tutta la città, non solamente del centro». Secondo il consigliere dem, trasferire il mercato significherebbe «condannare un quartiere, il Villaggio, all’invisibilità» e mettere in difficoltà anche le attività economiche che oggi gravitano attorno a piazza Falcone.
Andrea Basso

Nel mirino anche le motivazioni alla base della scelta. Basso ha ricordato come, nei mesi scorsi, fosse stato indicato tra gli argomenti a favore del trasferimento il fatto che Biella sarebbe l’unico capoluogo piemontese a non avere il mercato in centro, contestando però l’assenza di uno studio più approfondito sugli effetti economici dell’operazione. La conclusione è stata particolarmente dura: «Siamo certi, con una sicumera che sarebbe degna di miglior causa, che spostando il mercato da piazza Falcone magicamente il commercio nel centro cittadino rifiorirà». E ancora: «Non è una scommessa questa, sindaco, è un gioco d’azzardo. Che questa amministrazione voglia giocare d’azzardo sulla pelle della città è particolarmente imbarazzante e grave».

Riprende il Consiglio: ora il confronto diventa politico, ma mancano i Gentile

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Dopo la pausa, riprende il Consiglio comunale aperto sul futuro del mercato e dei Giardini Zumaglini. Esauriti gli interventi degli ospiti esterni, adesso il confronto entra nella sua fase più propriamente politica.

La parola passa ai consiglieri comunali, chiamati a esprimersi dopo aver ascoltato per oltre due ore tecnici, associazioni di categoria, ambulanti e rappresentanti dei quartieri. Successivamente toccherà agli assessori, prima delle repliche e dell’intervento conclusivo del sindaco Marzio Olivero. Nel Consiglio comunale aperto sul futuro del mercato e dei Giardini Zumaglini si registrano anche alcune assenze politicamente significative. Sin dall’inizio della seduta non sono presenti Donato Gentile e la figlia Sara Gentile, assessora e vicesindaca di Biella. Un’assenza che non passa inosservata in una serata particolarmente delicata per l’Amministrazione, mentre il confronto entra ora nella fase riservata agli interventi dei consiglieri e degli assessori. Al momento non sono state indicate le ragioni della loro mancata partecipazione.

Conclusi gli interventi degli ospiti: ora parola a consiglieri e assessori

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Si è chiusa la prima parte del Consiglio comunale aperto dedicata agli interventi degli ospiti esterni, tra tecnici, associazioni di categoria, ambulanti e rappresentanti dei quartieri. La seduta si prende ora una breve pausa, prima di riprendere con la parte politica del confronto. Al rientro toccherà infatti ai consiglieri comunali intervenire sul progetto, seguiti dagli assessori e, più avanti, dalle repliche e dall’intervento conclusivo del sindaco Marzio Olivero. Dopo oltre due ore di discussione, il confronto entra quindi nella fase più strettamente politica.

Il dibattito anche in piazza: cartelli e applausi contro il trasferimento

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite
Mentre in Consiglio comunale proseguono gli interventi dei presidenti dei quartieri, il confronto sul futuro del mercato viene seguito anche da piazza Duomo, dove molti biellesi si sono radunati davanti al maxischermo allestito per trasmettere in diretta la seduta. Tra il pubblico non mancano le manifestazioni di dissenso. Sono comparsi cartelli e striscioni con scritte come «No allo spostamento del mercato di piazza Falcone», «I love Villaggio» e «Ciliegi sì, Olivero no». Presente anche uno striscione con la scritta «Attila ha colpito ancora!». La piazza sta seguendo con attenzione gli interventi e gli applausi si fanno sentire soprattutto quando dal Consiglio arrivano posizioni contrarie o critiche rispetto al trasferimento del mercato. Un segnale del clima che accompagna una seduta molto partecipata, dentro e fuori dal municipio.

Le associazioni: «Piazza Falcone funziona, perché spostarla?»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Il confronto entra nel vivo con gli interventi delle associazioni di categoria e dei rappresentanti degli ambulanti. Davide Ferla, di Confesercenti Biella, ha difeso il ruolo economico e sociale del mercato di piazza Falcone, chiedendo che ogni scelta parta dalle condizioni reali del commercio cittadino. «Non bisogna spostare il mercato ma richiamare investitori e consumatori, creare le condizioni affinché il commercio online diventi complementare a quello fisico», ha detto. «In piazza Falcone lavorano centinaia di persone. È il più grande centro commerciale del Biellese. Ogni decisione sul mercato incide sulla loro vita: chiediamo all’aula di riconoscere e rispettare il valore del loro lavoro».

Davide Ferla Confesercenti

Subito dopo è intervenuto Michelangelo Trotta, per Fiva, che ha chiesto di tenere separati i due temi: «Separiamo con chiarezza riqualificazione e spostamento del mercato. Sono due questioni diverse». Poi la domanda rivolta direttamente alla Giunta: «In base a quali dati si decide di trasferirlo? Dove sono le analisi?». Secondo Trotta, servono studi certi su traffico, parcheggi, accessibilità e funzionamento concreto del mercato. «Un mercato non è un disegno in una planimetria. Bisogna dimostrare che 157 attività possono arrivare, montare, scaricare, lavorare, ricevere i clienti e smontare in condizioni almeno equivalenti a quelle di piazza Falcone». Ha quindi richiamato il caso di piazza Martiri, dove oggi sarebbero presenti mediamente una ventina di operatori rispetto ai 65 iniziali.

Michelangelo Trotta, Fiva Confcommercio

Per Paolo Calabrese, di Goia, il confronto dovrebbe invece essere impostato all’insegna dell’«inclusività». «Queste scelte sono in seno all’amministrazione», ha detto, invitando però a un ragionamento condiviso. Calabrese ha anche fatto riferimento a possibili proposte in arrivo da altre forze politiche della maggioranza, giudicandole forse tardive ma auspicando che vadano «in funzione del benessere di tutti, non solo politiche».

Paolo Calabrese, Goia

Molto concreto l’intervento di Elisa Labricciosa, responsabile del settore alimentare e titolare di Cascina Andriana. «Piazza Falcone genera oltre i tre quarti del fatturato della mia azienda. Spostare significa cambiare le abitudini dei nostri clienti. E se non funziona? A farne le spese sono gli imprenditori». Poi le domande che, racconta, arrivano ogni settimana dai clienti: «Dove parcheggerò? Quanto ci metterò a raggiungervi? Potrò fermarmi da voi prima di andare a lavoro?». La conclusione è netta: «Piazza Falcone non è un problema da spostare ma una risorsa da valorizzare. Abbiamo il mercato che funziona in piazza Falcone, perché dobbiamo spostarlo?».

Elisa Labricciosa, rappresentante settore alimentare

Sulla stessa linea Marco Maffeo, in rappresentanza di agricoltori e produttori diretti, che ha contestato l’idea che gli ambulanti abbiano cercato lo scontro. «Ho sentito un’intervista del sindaco che lamentava il fatto che siamo andati subito allo scontro. Non c’era altro verso perché lei ha detto che spostava il mercato. O dicevamo di sì o andavamo allo scontro». Maffeo ha poi richiamato l’assenza, a suo giudizio, di un piano sul traffico e ha posto una questione di fondo: «Che scopo ho io, utilizzatore, per spendere il mio tempo per recarmi al mercato se si sposta da piazza Falcone agli Zumaglini? La comodità mi viene a mancare». In chiusura Marco Maffeo domanda: «Su una cosa, signor sindaco, non ha mai dato indicazioni: che cosa intende fare della Piazza Falcone una volta spostato il mercato?».

Marco Maffeo, rappresentante agricoltori e produttori

Circolo Tavo Burat: «Il dibattito pubblico arriva dopo la scelta dell’Amministrazione»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Dopo gli agronomi, il confronto si sposta sul metodo seguito dall’Amministrazione. Daniele Gamba, del Circolo Tavo Burat-Pro Natura, contesta soprattutto il fatto che la discussione pubblica sia arrivata quando la scelta di trasferire il mercato verso i Giardini Zumaglini era già stata annunciata.

Daniele Gamba Circolo Tavo Burat

«Stiamo parlando di una riqualificazione? Quando sentiamo dire che “si faranno scelte impopolari”, a volte sì, le scelte possono essere impopolari, ma condotte dalla ratio», ha osservato Gamba. «Qui invece si anticipa l’idea dello spostamento degli ambulanti nei giardini, e quindi una trasformazione dei giardini che andrebbe analizzata in quel contesto e con un dibattito pubblico preliminare. Oggi siamo a un dibattito pubblico successivo alla scelta dell’Amministrazione e del sindaco».

Per il rappresentante del Circolo, anche il concetto stesso di riqualificazione andrebbe quindi ribaltato: prima bisognerebbe stabilire quali siano le esigenze dei Giardini Zumaglini e soltanto dopo decidere gli interventi, anziché partire dalla necessità di farvi arrivare il mercato.

Gamba ha richiamato anche il problema dell’“hollowing”, lo svuotamento progressivo del centro urbano, sostenendo che normalmente viene affrontato intervenendo sugli immobili e sulle aree dismesse. «La riqualificazione dei giardini è stata creata in funzione dello spostamento del mercato, non per risolvere questo problema».

Infine il giudizio sull’ipotesi scelta: secondo Gamba, se l’obiettivo è riportare il mercato nel cuore di Biella, distribuire i banchi attorno ai Giardini Zumaglini rappresenterebbe «la scelta meno vincente». Il Circolo, ha concluso, pone al centro la salvaguardia del giardino, ma invita a valutare attentamente anche gli aspetti economici dell’operazione.

Gli agronomi bocciano il trapianto dei ciliegi: «Operazione rischiosa e molto costosa»

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Primi interventi tecnici e primi rilievi critici nel Consiglio comunale aperto sul futuro dei Giardini Zumaglini. A prendere la parola sono stati gli agronomi Andrea Polidori e Massimo Tirone, che hanno concentrato l’attenzione soprattutto sull’ipotesi di spostamento dei ciliegi e sull’impatto che il mercato potrebbe avere sul giardino storico.

Polidori è stato netto: «Spostare i ciliegi dei Giardini Zumaglini è un’operazione quanto meno rischiosa. La probabilità che il trapianto non vada a buon fine è molto alta».

Andrea Polidori

L’agronomo ha poi allargato il ragionamento all’intero parco: «Stiamo parlando di un filare perimetrale di un giardino storico del 1886 che presenta al suo interno un patrimonio arboreo unico, molto delicato e particolare che necessiterebbe di una riqualificazione e gestione appropriata». E ha aggiunto: «Per quello che so di questo progetto, e non so molto, posso dire che un mercato che entra in contatto con questo organismo è molto impattante».

Sulla stessa linea Massimo Tirone. «Condivido quanto detto dal collega», ha esordito, spiegando che tecnicamente il trapianto potrebbe essere affrontato, ma con interventi estremamente complessi e onerosi. «Si parla di 20mila euro per pianta, autogru che spostano metri cubi di terreno. Non è solo una questione d’irrigazione, c’è anche lo stress termico. Le radici sarebbero manomesse dalle operazioni di trapianto».

Massimo Tirone

Tirone ha quindi concluso con un giudizio molto prudente: «Non ce la sentiamo di dire che sia un’operazione fattibile, sarebbe un costo probabilmente a perdere».

Trenta interventi in programma, il sindaco chiuderà il confronto alle 22 circa

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

È stato definito l’ordine degli interventi del Consiglio comunale in assemblea aperta dedicato alla riqualificazione dei Giardini Zumaglini e allo spostamento del mercato. Sono trenta i passaggi previsti in scaletta, con una seduta destinata a protrarsi fino a questa sera.

Ad aprire il confronto, nella prima mezz’ora, saranno agronomi, professionisti e rappresentanti delle realtà impegnate sul tema dei Giardini Zumaglini, tra cui Fai, Circolo Tavo Burat-Pro Natura e l’architetto Luisa Bocchietto. Dalle 17.30 alle 18.15 toccherà invece alle associazioni di categoria e agli ambulanti, con Confesercenti, Ascom, Fiva Confcommercio, Cna, Apa, Goia e Anva, oltre ai rappresentanti dei settori alimentare e dei produttori.

Dalle 18.15 la parola passerà ai presidenti dei quartieri cittadini, mentre dalle 19 sono previsti gli interventi dei consiglieri comunali. A seguire, indicativamente dalle 20.30, parleranno gli assessori; dalle 21.15 sono previste le repliche. L’ultimo intervento sarà quello del sindaco Marzio Olivero, chiamato a chiudere il lungo confronto intorno alle 22. Gli orari indicati nella scaletta sono comunque orientativi. La seduta ufficiale è dedicata a riqualificazione dei Zumaglini e spostamento del mercato.

Maxischermo pronto in piazza duomo

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

Mancano pochi minuti all’inizio del consiglio comunale. Intanto in piazza duomo il maxi schermo è stato allestito.

Oltre cento commenti sui social: prevalgono i contrari allo spostamento

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

In attesa dell’inizio del Consiglio comunale aperto, il dibattito sul futuro del mercato si è già acceso sui social del giornale. Sono oltre un centinaio i commenti arrivati nel giro di poche ore dopo la domanda rivolta ai lettori e, almeno osservando le risposte pubblicate, emerge una netta prevalenza di posizioni contrarie al trasferimento da piazza Falcone verso il centro.

Oltre cento commenti sui social

Tra le preoccupazioni più ricorrenti ci sono parcheggi, traffico, comodità per chi arriva dai paesi, tutela dei Giardini Zumaglini e possibili conseguenze per gli ambulanti. «Il mercato deve rimanere al Villaggio», scrive un lettore. Un altro, pur abitando in via Italia e riconoscendo che personalmente avrebbe il mercato più vicino, osserva che piazza Falcone consente agli altri cittadini di «trovare parcheggio in modo più facile». C’è anche chi chiede semplicemente di «migliorarne i servizi» senza cambiarne la collocazione.

Non mancano i pareri favorevoli

Non mancano però voci favorevoli o possibiliste. C’è chi ritiene che il ritorno in centro possa contribuire a far girare maggiormente l’economia e chi osserva che il mercato sarebbe più vicino a casa e potrebbe contribuire a rivalutare i Giardini Zumaglini. Altri propongono invece una soluzione intermedia, con alcune giornate o una parte dei banchi in centro e il resto in piazza Falcone.

Continuate a scriverci nei commenti: seguiremo le vostre reazioni anche durante la diretta del Consiglio comunale.

In attesa dell’inizio, diteci la vostra!

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

In attesa dell’avvio dei lavori, previsto alle 17, vogliamo conoscere anche l’opinione dei nostri lettori: siete favorevoli allo spostamento del mercato da piazza Falcone verso il centro città oppure preferireste che rimanesse nella sua attuale collocazione? E perché? Scrivetelo nei commenti: raccoglieremo opinioni e osservazioni mentre ci prepariamo a seguire in diretta il confronto in Consiglio comunale.

Attesa molto alta: previste centinaia di presenze in piazza duomo

Aggiungi Prima Biella alle tue fonti preferite

L’attesa per il consiglio comunale aperto è alta. Secondo indiscrezioni, potrebbero essere centinaia le persone intenzionate a presentarsi per assistere alla seduta allargata in piazza duomo, tra ambulanti, commercianti, residenti e cittadini. Una partecipazione che potrebbe rendere quella di oggi una delle riunioni consiliari più seguite degli ultimi anni. Altrettanto numeroso potrebbe essere il pubblico collegato da casa attraverso i canali istituzionali del Comune, dai quali sarà possibile seguire i lavori in diretta.