Via Francigena, il cammino dello spirito passa per Viverone

A Ivrea, convegno sulla Via Francigena e sulle sue potenzialità turistiche. In Piemonte ‘camminatori’ in forte aumento, ma territori non sempre pronti ad accoglierli.

Via Francigena, il cammino dello spirito passa per Viverone
19 Novembre 2018 ore 18:54
Il percorso della Via Francigena
Il percorso della Via Francigena

Li chiamano ‘pellegrini’, anche se la motivazione che li spinge a partire non è necessariamente religiosa: sono sempre più numerosi coloro che percorrono i ‘cammini dello spirito’. E se il più celebre – quello di Santiago de Compostela – comincia a essere un po’ inflazionato, ad avvantaggiarsene sono i percorsi meno noti, come la Via Francigena: forse meno attrezzati ma certo meno affollati e più ‘genuini’.

A Ivrea, convegno sulla Via Francigena in Piemonte

Il convegno sulla Via Francigena al Teatro Giacosa di Ivrea

Se ne è parlato il 9 novembre scorso a Ivrea, nel convegno “La Via Francigena in Piemonte. Risultati raggiunti e prospettive future per la valorizzazione del territorio” – organizzato da Regione Piemonte, Città di Ivrea e Turismo Torino in occasione dell’assemblea generale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) – che ha visto un confronto tra le esperienze piemontesi e le migliori pratiche a livello nazionale ed europeo, in un teatro Giacosa gremito di rappresentanti dell’itinerario italiani e stranieri, associazioni e operatori turistici.

Numeri in forte crescita

Il quadro emerso è quello di una iniziativa in grande e costante crescita: 500 i comuni europei toccati dall’itinerario, che nel 2017 ha visto ben 45mila ‘camminatori’ richiedere la credenziale ufficiale. Per quanto riguarda il Piemonte, che solo nel 2004 ha aderito al progetto, i numeri sono ancora piccoli ma tutti i punti tappa della nostra regione rilevano una domanda in forte aumento, quadruplicata negli ultimi cinque anni. Da un lato infatti la Via Francigena risponde, come tutti i cammini, alle nuove esigenze di un turismo ‘lento’ e sostenibile, dall’altro il tratto piemontese è in grado di offrire un percorso estremamente vario, adatto a tutti, attraverso territori poco noti, ricchi di testimonianze storico-artistiche e di incredibili bellezze paesaggistiche.

La via Francigena presso la Cella di San Michele, a Viverone
La via Francigena presso la Cella di San Michele, a Viverone

L’identikit del ‘pellegrino’

Ma chi sono i ‘pellegrini’ che percorrono le tappe piemontesi? Sebbene non ci siano dati ufficiali, l’identikit tracciato dagli operatori locali coincide: sono per circa metà stranieri (quasi il 10% arriva da fuori Europa, qualcuno perfino dal Sud America o dalla Corea del Sud), di diverse fasce d’età (con molti over 60), in genere istruiti e molto interessati ai territori che attraversano. Parecchi (dal 30 al 40%, di cui oltre un terzo sono donne) viaggiano soli, e una fetta crescente (che nelle tappe pianeggianti raggiunge il 20) si muove in bici. Ma solo una piccola quota (meno del 10%) percorre l’intero cammino: la maggior parte fa brevi percorsi, di 3-7 giorni, limitandosi ad alcune tappe.

Simona Perolo

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