Menu
Cerca

Verso la luce, l’amaro calice di Pivotto

Verso la luce, l’amaro calice di Pivotto
Eventi e Cultura 10 Febbraio 2016 ore 08:15

BIELLA - Riunire  le opere degli artisti che sono stati amici dello scomparso Luciano Pivotto e con lui hanno collaborato in un percorso denso di stimoli culturali. Questo l’omaggio della gallerista  biellese Silvy Bassanese attraverso l’allestimento di una mostra, presso il suo spazio di via Galilei, dedicata all’artista che nell’anno appena trascorso è stato al centro di importanti omaggi ed esposizioni in città. Ancora fino a fine febbraio si può visitare “Verso la luce. Dedicata a...”, una mostra che riunisce tre importanti opere di Pivotto con quelle dei suoi amici artisti che dalla fine degli anni ‘80 ai primi anni del 2000 hanno intessuto rapporti di lavoro con lui e con la stessa Silvy Bassanese: sono Mario Conte, Armando Riva, Piero Ponasso, Theo Gallino, Ezio Ferrari, Franco Garin, Luca Lampo, Clara Brasca e Giovanna Torresin. 

 A ricordare quegli anni così pieni di fermento creativo e di legami affettivi, sono anche  alcune immagini fotografiche, conservate negli archivi della Bassanese, che mostrano gli allestimenti delle mostre a Biella, a Girona, a Monaco di Baviera, a Marsiglia e alle Fiere di Milano e Bologna, a cui aveva partecipato con entusiasmo e amicizia la stessa Silvy. «Non era solo un artista che avrebbe meritato un successo maggiore - ricorda la gallerista - era anche un caro amico con il quale si condividevano periodi di vacanza e di svago. La foto che preferisco è quella dove ride felice. Un’immagine un po’ rara, perchè comunque fu un uomo segnato  da due gravi lutti in famiglia. Da lì nacque la sua amara riflessione sulla fede e sul suo significato nella nostra epoca».  Ed è in quel periodo, alla fine degli anni '80, che nacquero le sue celebri Madonne Nere in cera, ritratte di spalle e dal titolo emblematico: “P.G.N.R. (Per Grazia Non Ricevuta)”. Alla Galleria Bassanese ne viene proposta una, circondata da un tubo incandescente  che riprende il tema  a lui caro della luce, simbolo della spiritualità.  Luce che ritroviamo anche  nella “Macchina Luminosa Azione n. 15”, un grande cerchio di 12 vasi e cera, percorso da “un respiro” di bagliori intermittenti che porta ad un lento scioglimento della cera rossa contenuta all'interno. Un’installazione di notevole effetto, circondata dalle opere dei suoi amici artisti: la tela plastificata e coperta di vernice squillante di Piero Pomasso “Scintilla l’angelo del colore”, le tavolette di legno coperte da foglia d’oro e percorse da fili di piombo “Attese sospese” ( a simboleggiare i desideri e l’attesa nel vederli realizzati), la grande istallazione “Padrenostro” di Mario Conte realizzata con una boa marina e sale (una preghiera per l’Africa, vista come ultima speranza per la sua salvezza)  che si completa con un trittico a parete contenente  gli stessi motivi simbolici, i due acquerelli di Franco Garin dove la leggerezza delle pennellate sposa la luce del colore, la coppia di stampe su plexiglas “Adamo e Eva” di Ezio Ferrari, i 9 esercizi in grafite realizzati da Luca Lampo per una mostra con Luciano Pivotto del 1989.

 Non mancano le donne artiste:  la milanese Clara Brasca con “Lacrime”,  uno dei suoi intensi visi femminili dallo stile classico-contemporaneo, e la grande amica di Pivotto Giovanna Torresin con il video “Bau Cette” che la ritrae allo specchio in un curioso messaggio sul contrasto buio-luce.  Chiude la mostra un'altra opera dell’artista biellese scomparso tre anni fa, una delle sue suggestive “Costellazioni” in cera colorata che si scioglie con la resistenza accesa a intermittenza creando sempre nuovi, sorprendenti effetti visivi.

Luisa Benedetti

BIELLA - Riunire  le opere degli artisti che sono stati amici dello scomparso Luciano Pivotto e con lui hanno collaborato in un percorso denso di stimoli culturali. Questo l’omaggio della gallerista  biellese Silvy Bassanese attraverso l’allestimento di una mostra, presso il suo spazio di via Galilei, dedicata all’artista che nell’anno appena trascorso è stato al centro di importanti omaggi ed esposizioni in città. Ancora fino a fine febbraio si può visitare “Verso la luce. Dedicata a...”, una mostra che riunisce tre importanti opere di Pivotto con quelle dei suoi amici artisti che dalla fine degli anni ‘80 ai primi anni del 2000 hanno intessuto rapporti di lavoro con lui e con la stessa Silvy Bassanese: sono Mario Conte, Armando Riva, Piero Ponasso, Theo Gallino, Ezio Ferrari, Franco Garin, Luca Lampo, Clara Brasca e Giovanna Torresin. 

 A ricordare quegli anni così pieni di fermento creativo e di legami affettivi, sono anche  alcune immagini fotografiche, conservate negli archivi della Bassanese, che mostrano gli allestimenti delle mostre a Biella, a Girona, a Monaco di Baviera, a Marsiglia e alle Fiere di Milano e Bologna, a cui aveva partecipato con entusiasmo e amicizia la stessa Silvy. «Non era solo un artista che avrebbe meritato un successo maggiore - ricorda la gallerista - era anche un caro amico con il quale si condividevano periodi di vacanza e di svago. La foto che preferisco è quella dove ride felice. Un’immagine un po’ rara, perchè comunque fu un uomo segnato  da due gravi lutti in famiglia. Da lì nacque la sua amara riflessione sulla fede e sul suo significato nella nostra epoca».  Ed è in quel periodo, alla fine degli anni '80, che nacquero le sue celebri Madonne Nere in cera, ritratte di spalle e dal titolo emblematico: “P.G.N.R. (Per Grazia Non Ricevuta)”. Alla Galleria Bassanese ne viene proposta una, circondata da un tubo incandescente  che riprende il tema  a lui caro della luce, simbolo della spiritualità.  Luce che ritroviamo anche  nella “Macchina Luminosa Azione n. 15”, un grande cerchio di 12 vasi e cera, percorso da “un respiro” di bagliori intermittenti che porta ad un lento scioglimento della cera rossa contenuta all'interno. Un’installazione di notevole effetto, circondata dalle opere dei suoi amici artisti: la tela plastificata e coperta di vernice squillante di Piero Pomasso “Scintilla l’angelo del colore”, le tavolette di legno coperte da foglia d’oro e percorse da fili di piombo “Attese sospese” ( a simboleggiare i desideri e l’attesa nel vederli realizzati), la grande istallazione “Padrenostro” di Mario Conte realizzata con una boa marina e sale (una preghiera per l’Africa, vista come ultima speranza per la sua salvezza)  che si completa con un trittico a parete contenente  gli stessi motivi simbolici, i due acquerelli di Franco Garin dove la leggerezza delle pennellate sposa la luce del colore, la coppia di stampe su plexiglas “Adamo e Eva” di Ezio Ferrari, i 9 esercizi in grafite realizzati da Luca Lampo per una mostra con Luciano Pivotto del 1989.

 Non mancano le donne artiste:  la milanese Clara Brasca con “Lacrime”,  uno dei suoi intensi visi femminili dallo stile classico-contemporaneo, e la grande amica di Pivotto Giovanna Torresin con il video “Bau Cette” che la ritrae allo specchio in un curioso messaggio sul contrasto buio-luce.  Chiude la mostra un'altra opera dell’artista biellese scomparso tre anni fa, una delle sue suggestive “Costellazioni” in cera colorata che si scioglie con la resistenza accesa a intermittenza creando sempre nuovi, sorprendenti effetti visivi.

Luisa Benedetti