Eventi e Cultura
INTERVISTA

Vernia e il suo Jonny Groove al Sociale: "Biella? Ci sono già venuto, ma da ingegnere..."

Il noto comico, regista e conduttore radiofonico domani, domenica, sera si esibirà a teatro. Qui si racconta e promette: "Mi vedrete come non mi avete mai visto in tivù". 

Vernia e il suo Jonny Groove al Sociale: "Biella? Ci sono già venuto, ma da ingegnere..."
Eventi e Cultura Biella Città, 15 Gennaio 2022 ore 11:00

Il famoso comico, regista e conduttore radiofonico domani, domenica, sera si esibirà a teatro. Qui si racconta e promette: "Mi vedrete come non mi avete mai visto in tivù".

L'intervista

Vernia o non Vernia. Questo è il dilemma. Anzi, lo spettacolo. Sì, perché, come vuole il sottotitolo Giovanni Vernia prosegue “Vernia o non Vernia” in tour “con un comico dilemma shakesperiano” e domani - domenica 16 gennaio 2022 - aprirà la trasferta piemontese proprio da Biella. Ospite della rassegna “Biella in Scena”, a cura dell’associazione culturale “Il Contato del Canavese”, il comico che fece il suo exploit a “Zelig” nei panni di Jonny Groove sarà al Teatro Sociale Villani, alle ore 20.45. Qui, anticipa una novità: che il pubblico ritroverà la sua carica ironica, ma lo vedrà come mai visto prima.

“Vernia o non Vernia” riparte dopo il fermo imposto dal passato lockdown e arriva a Biella: è carico?

«A Biella, sì. Deve sapere che ho dei ricordi a Biella. Ci sono stato nella mia “vita passata” quando ero consulente aziendale, con la mia laurea di ingegnere in tasca. E sono stato a Vigliano Biellese, per la precisione, in un grande magazzino in cui mi mandò la società per la quale lavoravo, per spiegare alcuni software. Quella è stata un’esperienza molto bella, avevo legato con alcune persone che mi portavano a mangiare la polenta concia, ero diventato amico dei titolari di Menebrea e Botalla. Dunque, sono contento di tornare, so che a Biella non mi mancherà da mangiare e da bere - ride - In generale, sono contento ovviamente di tornare a teatro. In questo periodo ne ho fatte di tutti i colori, con la radio (ndr. Rds) che mi ha tenuto attivo e mi permette di divertirmi tutti i giorni, o anche durante il primo più duro lockdown, quando ho creato uno show da casa, con la voglia di sdrammatizzare su tutto ciò che succede. Non è che possiamo ridere di tutto, ma ci si può provare, e lo diceva Nietzsche. Questo è quel che cerco di fare io. Ho sposato il mestiere più bello del mondo e, come dico sempre, “se rido sono felice, ma se a ridere sono quelli attorno sto ancora meglio».

Far ridere non è mai facile. In questo periodo di pandemia, lo è di più?

«Non è mai facile, è vero. Soprattutto in questo periodo. Sa, la gente è più tesa, a volte l’attenzione si trasforma in rabbia e conflittualità, in alcuni un modo per sfogare lo stress. In altri, lo sfogo è quello di prendere tutto con più leggerezza. D’altronde, l’umorismo è una medicina naturale, che ci fa cadere in piedi. Io cerco di prenderla come sempre l’ho presa, ho credo il dono di vedere le cose dal lato comico, trovando il modo di sdrammatizzare, appunto».

Nello spettacolo non si parla di Covid. Cosa porterà in scena al Sociale?

«Lo spettacolo parla di me e, parlando di me, di tutti. Non è sul Covid, penso se ne senta parlare troppo. Chi viene a teatro troverà me con la missione di farlo svagare ed evadere. Racconto la mia storia sin da bambino. Tutti abbiamo dentro varie personalità, io ne avevo un po’ troppe e un po’ troppo invadenti. Se vedevo persone che mi attiravano - e i miei zii erano veri personaggi da film - o sentivo gli accenti, assorbivo e manifestavo questa “voglia di dar fastidio”. E facevo parodie, dagli zii ai capi al lavoro, cosa che non consiglio a nessuno», scherza. «Da qui si sviluppa lo spettacolo: la mia visione dell’attualità delle nostre manie, come vedo la musica trasformando canzoni d’amore in omelie. Assicuro che le serie tv, grande mania, anche le più drammatiche non le guarderete più con lo stesso occhio... L’obiettivo è quello di dare al pubblico cose di me che non ha mai visto in tivù, da come gioco con il corpo al canto, un lato di Giovanni Vernia che non si aspetta».

Allora, Jonny Groove non ci sarà?

«Jonny ci sarà, sì, ma in una chiave diversa: svelerò com’è nato e sarà un momento in cui il pubblico, senza rendersene conto, sarà protagonista di un suo pezzo dance. Insomma, quasi quasi si balla pure - ride - manca solo la consumazione...».

Info biglietti (22 euro più 3 di prevendita): www.ilcontato.it o 0125-641161.