«Valorizzare il Biellese grazie ai giovani»

«Valorizzare il Biellese grazie ai giovani»
Eventi e Cultura 30 Novembre 2016 ore 10:24

BIELLA - La nostra scuola da diversi anni collabora con il Fai di Biella grazie al progetto "Apprendisti Ciceroni": noi studenti ci caliamo nei panni di guide che illustrano al pubblico i luoghi piu' significativi del nostro territorio in occasione di varie manifestazioni. Abbiamo voluto sentire dal Capo delegazione del Fai di Biella  Francesca Chiorino alcune impressioni su questa collaborazione con la scuola e più in generale sulla mission del Fai. Ecco l’intervista che l'arch. Chiorino ci ha gentilmente concesso.

 Iniziamo chiedendole di illustrare la struttura del FAI di Biella. Quante persone dedicano il loro tempo al Fai?

«La Delegazione del FAI di Biella è una delle oltre cento in Italia; è composta da 14 volontari che, secondo le proprie attitudini, operano sul territorio. Tutti noi lavoriamo, insegniamo o studiamo e il volontariato è naturalmente integrato nella nostra vita. A fianco della Delegazione si muove il Gruppo FAI Giovani che si rivolge alle nuove generazioni».

Sappiamo che dedicate molta attenzione al coinvolgimento degli studenti. Siete soddisfatti dei risultati?

«Il Fai punta moltissimo sulla scuola. A noi piace parlare di educazione, nella convinzione che la cultura possa essere apprezzata fin dalla più tenera età e che i giovani siano trascinatori e guide entusiaste in grado di aiutare a rinnovare il nostro paese. Continueremo certamente in questa direzione perché crediamo che lavorare con generazioni diverse sia un grande arricchimento».

Con quali criteri il FAI di Biella seleziona i siti da proporre all’attenzione del pubblico? Può fare un bilancio dei risultati in termini di affluenza e interesse verso queste proposte? A noi sono sembrate riscuotere grande successo!

«Abbiamo deciso le aperture attraverso un programma triennale che si è sviluppato tracciando alcuni punti di forza del nostro territorio. Ci è sembrato di cogliere un grande entusiasmo, anche per le proposte meno canoniche e meno “monumentali”, per certi aspetti inusuali anche per il Fai. I numeri ci danno ragione, sia in termini di tesserati che di visitatori; questo risultato è stato possibile anche grazie al fondamentale supporto delle scuole».

 

Pensa che il coinvolgimento degli studenti nelle attività di alternanza scuola-lavoro possa risultare utile per la formazione dei ragazzi?

«L'avvicinamento al mondo del lavoro già dai banchi di scuola può essere utilissimo, oltre che nobilitante e stimolante. E credo anche che sia una grande opportunità per il mondo del lavoro: i giovanissimi hanno una vitalità, una creatività e una capacità di essere al passo con il nostro tempo che può dare molti spunti a tutti noi».

 

Immaginiamo che il suo incarico comporti un notevole impegno personale. Quale motivazione l’ha spinta a dedicare parte del suo tempo al Fai?

«Ho accettato questo incarico perché ritengo il Fai un'istituzione seria che porta avanti con convinzione i suoi obiettivi e perché ho molta stima dell'attuale presidente nazionale, l'archeologo Andrea Carandini. Inoltre, ho pensato al futuro della nostra Biella, in un momento di generale stasi del territorio, e ai nostri tre figli che stanno crescendo qui. E' in sintesi un modo concreto, seppure su piccola scala, per fare qualcosa che possa rendere tutti noi più consapevoli delle potenzialità e della identità del Biellese». 

E per finire: qual è il suo “luogo del cuore” e perché?

«Ne ho molti. Più che tracciare un luogo preciso, mi piace pensare a un affresco biellese, fatto di sensazioni e di luci, dei boschi di faggi con la nebbia, delle montagne innevate, del rumore delle foglie e dei ricci delle castagne sotto i piedi, dei piccoli paesi illuminati dal sole estivo. Mi sento profondamente biellese, anche se al medesimo tempo so che potrei mettere radici in molti luoghi e credo che ciò dipenda da quanto una persona ama farsi influenzare dalla cultura e dalla storia del luogo in cui vive».

Ringraziamo davvero di cuore l’architetto Chiorino, per l’attenzione e le opportunità che il FAI ci offre, e Chiara Savoia, referente del nostro Istituto.

Caterina Buscaglione IVA Lssa 

Alessandro Minero IVA Lssa 

Francesca Peretto VA Lssa

BIELLA - La nostra scuola da diversi anni collabora con il Fai di Biella grazie al progetto "Apprendisti Ciceroni": noi studenti ci caliamo nei panni di guide che illustrano al pubblico i luoghi piu' significativi del nostro territorio in occasione di varie manifestazioni. Abbiamo voluto sentire dal Capo delegazione del Fai di Biella  Francesca Chiorino alcune impressioni su questa collaborazione con la scuola e più in generale sulla mission del Fai. Ecco l’intervista che l'arch. Chiorino ci ha gentilmente concesso.

 Iniziamo chiedendole di illustrare la struttura del FAI di Biella. Quante persone dedicano il loro tempo al Fai?

«La Delegazione del FAI di Biella è una delle oltre cento in Italia; è composta da 14 volontari che, secondo le proprie attitudini, operano sul territorio. Tutti noi lavoriamo, insegniamo o studiamo e il volontariato è naturalmente integrato nella nostra vita. A fianco della Delegazione si muove il Gruppo FAI Giovani che si rivolge alle nuove generazioni».

Sappiamo che dedicate molta attenzione al coinvolgimento degli studenti. Siete soddisfatti dei risultati?

«Il Fai punta moltissimo sulla scuola. A noi piace parlare di educazione, nella convinzione che la cultura possa essere apprezzata fin dalla più tenera età e che i giovani siano trascinatori e guide entusiaste in grado di aiutare a rinnovare il nostro paese. Continueremo certamente in questa direzione perché crediamo che lavorare con generazioni diverse sia un grande arricchimento».

Con quali criteri il FAI di Biella seleziona i siti da proporre all’attenzione del pubblico? Può fare un bilancio dei risultati in termini di affluenza e interesse verso queste proposte? A noi sono sembrate riscuotere grande successo!

«Abbiamo deciso le aperture attraverso un programma triennale che si è sviluppato tracciando alcuni punti di forza del nostro territorio. Ci è sembrato di cogliere un grande entusiasmo, anche per le proposte meno canoniche e meno “monumentali”, per certi aspetti inusuali anche per il Fai. I numeri ci danno ragione, sia in termini di tesserati che di visitatori; questo risultato è stato possibile anche grazie al fondamentale supporto delle scuole».

 

Pensa che il coinvolgimento degli studenti nelle attività di alternanza scuola-lavoro possa risultare utile per la formazione dei ragazzi?

«L'avvicinamento al mondo del lavoro già dai banchi di scuola può essere utilissimo, oltre che nobilitante e stimolante. E credo anche che sia una grande opportunità per il mondo del lavoro: i giovanissimi hanno una vitalità, una creatività e una capacità di essere al passo con il nostro tempo che può dare molti spunti a tutti noi».

 

Immaginiamo che il suo incarico comporti un notevole impegno personale. Quale motivazione l’ha spinta a dedicare parte del suo tempo al Fai?

«Ho accettato questo incarico perché ritengo il Fai un'istituzione seria che porta avanti con convinzione i suoi obiettivi e perché ho molta stima dell'attuale presidente nazionale, l'archeologo Andrea Carandini. Inoltre, ho pensato al futuro della nostra Biella, in un momento di generale stasi del territorio, e ai nostri tre figli che stanno crescendo qui. E' in sintesi un modo concreto, seppure su piccola scala, per fare qualcosa che possa rendere tutti noi più consapevoli delle potenzialità e della identità del Biellese». 

E per finire: qual è il suo “luogo del cuore” e perché?

«Ne ho molti. Più che tracciare un luogo preciso, mi piace pensare a un affresco biellese, fatto di sensazioni e di luci, dei boschi di faggi con la nebbia, delle montagne innevate, del rumore delle foglie e dei ricci delle castagne sotto i piedi, dei piccoli paesi illuminati dal sole estivo. Mi sento profondamente biellese, anche se al medesimo tempo so che potrei mettere radici in molti luoghi e credo che ciò dipenda da quanto una persona ama farsi influenzare dalla cultura e dalla storia del luogo in cui vive».

Ringraziamo davvero di cuore l’architetto Chiorino, per l’attenzione e le opportunità che il FAI ci offre, e Chiara Savoia, referente del nostro Istituto.

Caterina Buscaglione IVA Lssa 

Alessandro Minero IVA Lssa 

Francesca Peretto VA Lssa