Masterclass

Uto Ughi a Biella in visita all'Accademia Perosi

Due giorni di masterclass e incontri con gli studenti dell'Accademia, che avranno il privilegio di dialogare con il grande violinista

Uto Ughi a Biella in visita all'Accademia Perosi
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Un evento importante quello di oggi, lunedì 17 giugno, e domani all'Accademia Perosi. Alcuni studenti delle classi di violino avranno l'onore e il privilegio di partecipare a un incontro straordinario con il maestro Ughi, uno dei giganti della musica classica mondiale. Sono incontri, questi, pensati per arricchire il percorso didattico degli studenti.

Illustri maestri che grazie alla loro vasta esperienza e saggezza, si aprono ai giovani, condividendo le loro storie di vita. Attraverso queste preziose esperienze, gli studenti imparano a perseguire la libertà musicale, liberandosi dalle preoccupazioni delle note e cercando di avvicinarsi alla verità musicale con il puro spirito. Questo mese l'incontro è dedicato alle classi di violino che hanno brillato per i risultati eccezionali portando l'Accademia a vette ineguagliabili, con numerose vittorie in concorsi prestigiosi e l'occupazione di ambiti posti nelle più rinomate orchestre del mondo. Sarà un momento di grande crescita artistica e personale, in cui il passato e il presente si fonderanno per plasmare un futuro luminoso e promettente per questi talentuosi musicisti.

Il violinista Uto Ughi a Biella

A ottant’anni tondi, il grande violinista non risparmia energie per un nuovo progetto: ha dato vita alla Fondazione intitolata a suo nome, che promuove festival musicali e corsi di perfezionamento per giovani talenti, borse di studio, concorsi.

"Dopo tanti anni di carriera, sento che sia giunto il momento di condividere la mia esperienza e di trasmettere le mie competenze attraverso un solido e duraturo progetto culturale: la Fondazione Uto Ughi".

"L’Italia è depositaria di un patrimonio musicale unico al mondo, ma ha forti anomalie. È il Paese in Europa con il maggior numero di conservatori, circa 80, ma è anche quello con il minor numero di orchestre", sintetizza il violinista.

Il maestro Uto Ughi: la vita e la carriera

Uto Ughi ha mostrato uno straordinario talento fin dalla prima infanzia: all'età di sette anni si è esibito per la prima volta in pubblico eseguendo la Ciaccona dalla Partita n° 2 di Bach ed alcuni Capricci di Paganini. Ha eseguito gli studi sotto la guida di George Enescu, già maestro di Yehudi Menuhin. Quando era solo dodicenne, la critica scriveva: "Uto Ughi deve considerarsi un concertista artisticamente e tecnicamente maturo".

Ha iniziato le sue grandi tournèes europee esibendosi nelle più importanti capitali europee. Da allora la sua carriera non ha conosciuto soste. Ha suonato infatti in tutto il mondo, nei principali Festivals con le più rinomate orchestre sinfoniche tra cui quella del Concertgebouw di Amsterdam, la Boston Symphony Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la New York Philharmonic, la Washington Symphony Orchestra e molte altre, sotto la direzione di maestri quali: Barbirolli, Bychkov, Celibidache, Cluytens, Chung, Ceccato, Colon, Davis, Fruhbeck de Burgos, Gatti, Gergiev, Giulini, Kondrascin, Jansons, Leitner, Lu Jia, Inbal, Maazel, Masur, Mehta, Nagano, Penderecki, Pretre, Rostropovich, Sanderlin, Sargent, Sawallisch, Sinopoli, Slatkin, Spivakov, Temirkanov.

Uto Ughi non limita i suoi interessi alla sola musica, ma è in prima linea nella vita sociale del Paese e il suo impegno è volto soprattutto alla salvaguardia del patrimonio artistico nazionale.
In quest'ottica ha fondato il festival "Omaggio a Venezia", al fine di segnalare e raccogliere fondi per il restauro dei monumenti storici della città lagunare. Conclusa quell'esperienza, il festival "Omaggio a Roma" (dal 1999 al 2002) ne raccoglie l'ideale eredità di impegno fattivo, mirando alla diffusione del grande patrimonio musicale internazionale; concerti aperti gratuitamente al pubblico ed alla valorizzazione dei giovani talenti formatisi nei conservatori italiani.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri lo ha nominato Presidente della Commissione incaricata di studiare una campagna di comunicazione a favore della diffusione della musica classica presso il pubblico giovanile.

Uto Ughi suona con un violino Guarneri del Gesù del 1744, che possiede un suono caldo dal timbro scuro ed è forse uno dei più bei “Guarneri” esistenti, e con uno Stradivari del 1701 denominato “Kreutzer” perché appartenuto all’omonimo violinista a cui Beethoven aveva dedicato la famosa Sonata.

Il 4 settembre 1997 il Presidente della Repubblica gli ha conferito l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce per i suoi meriti artistici.
Nell'Aprile 2002 gli è stata assegnata  la Laurea Honoris Causa in Scienza delle Comunicazioni.

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