Trio emergente alla Zaion

Trio emergente alla Zaion
26 Febbraio 2017 ore 12:58

BIELLA – Tre artisti emergenti, tre modi diversi di vedere il quotidiano, sia esso di vita intima e familiare, sia sociale. Ad impreziosire le immacolate pareti della Galleria Zaion di Zaira Beretta al Lanificio Pria sono  fino al 10 marzo due artisti campani ed una giovane romana, nella mostra “Bubbles between lines”. Con percorsi e tecniche diverse, i tre ci mostrano i loro interessanti punti di vista.
Gianluca Capozzi, quarantenne di Avellino con studi all’accademia di Belle Arti di Firenze, colpisce subito per i suoi oli su tela di forte impatto. Proveniente dall’iperrealismo, di cui rimane esposta una piccola tavola (una Fiat Uno nel traffico caotico di una città del sud), dopo una quindicina di anni Capozzi  ha deciso di cambiare tecnica e stile arrivando a sfiorare il monocromatismo. Le sue scene di vita quotidiana, intrise di un’affascinante aria retro, mostrano stazioni ferroviarie e sale d’aspetto, caserme, incidenti ferroviari, operai e fabbriche. Per lo più utilizzando una tavolozza di bianchi, neri e grigi che sottolineano ancor più un’atmosfera anni ’50. Solamente in una delle tele il cielo si fa blu petrolio “sbrodolando” sulla scena. Un’altra opera è invece simile ad un puzzle, rigorosamente bianco e nero, con una figura femminile in costume da bagno: l’artista allontana così per un  attimo la pennellata veloce e spesso quasi arrabbiata per uno stile più grafico. 
Accanto alle tele di Capozzi, spiccano per delicatezza gli acquerelli di Federico Lombardo, nato come scultore e poi attratto invece da una tecnica più eterea, capace di attirare e di scavare nell’anima. I suoi ritratti su cartoncino sono di belle ragazze adolescenti un po’ maliziose, osservate tra libri, orsacchiotti, sigarette e selfie, in cui spiccano i tocchi bianchi di luce nelle iridi che riescono così a brillare e colpire il visitatore. Un uso moderno e giovane dell’acquerello, quello di Lombardo, che fa suo con particolare sicurezza. Una tecnica pittorica che sembrava relegata ormai al passato e che invece viene ora riscoperta per le sue qualità  dolci, trasparenti ed espressive. 
Romina Bassu, ci presenta invece un’altra donna, decisamente contrapposta. La giovane artista romana, che ha studiato anche a Siviglia, viene attirata dalle atmosfere pubblicitarie degli anni ’50 e dal colore rosa, simbolo di femminilità ma anche di uno stereotipo che vuole in un  certo senso condannare: così, il trucco di belletti e rossetti divora il volto stesso delle sue donne, quasi costrette  a dover raggiungere la perfezione e la bellezza a tutti i costi perchè la società lo impone. Volti pasticciati e corpi dalle pose plastiche “perfette” di sconosciute miss, si contrappongono nelle sue 5 originali tele che vogliono far riflettere sullo stereotipo della donna, l’ossessione dell’estetica e l’inevitabile autodistruzione.
Info – Zaion Gallery, Salita di Riva 3,  Lanificio Pria, 2° piano. Orari: da mercoledì a venerdì 16.30-19.30 o su appuntamento: 380.51.40.212.
Luisa Benedetti

BIELLA – Tre artisti emergenti, tre modi diversi di vedere il quotidiano, sia esso di vita intima e familiare, sia sociale. Ad impreziosire le immacolate pareti della Galleria Zaion di Zaira Beretta al Lanificio Pria sono  fino al 10 marzo due artisti campani ed una giovane romana, nella mostra “Bubbles between lines”. Con percorsi e tecniche diverse, i tre ci mostrano i loro interessanti punti di vista.
Gianluca Capozzi, quarantenne di Avellino con studi all’accademia di Belle Arti di Firenze, colpisce subito per i suoi oli su tela di forte impatto. Proveniente dall’iperrealismo, di cui rimane esposta una piccola tavola (una Fiat Uno nel traffico caotico di una città del sud), dopo una quindicina di anni Capozzi  ha deciso di cambiare tecnica e stile arrivando a sfiorare il monocromatismo. Le sue scene di vita quotidiana, intrise di un’affascinante aria retro, mostrano stazioni ferroviarie e sale d’aspetto, caserme, incidenti ferroviari, operai e fabbriche. Per lo più utilizzando una tavolozza di bianchi, neri e grigi che sottolineano ancor più un’atmosfera anni ’50. Solamente in una delle tele il cielo si fa blu petrolio “sbrodolando” sulla scena. Un’altra opera è invece simile ad un puzzle, rigorosamente bianco e nero, con una figura femminile in costume da bagno: l’artista allontana così per un  attimo la pennellata veloce e spesso quasi arrabbiata per uno stile più grafico. 
Accanto alle tele di Capozzi, spiccano per delicatezza gli acquerelli di Federico Lombardo, nato come scultore e poi attratto invece da una tecnica più eterea, capace di attirare e di scavare nell’anima. I suoi ritratti su cartoncino sono di belle ragazze adolescenti un po’ maliziose, osservate tra libri, orsacchiotti, sigarette e selfie, in cui spiccano i tocchi bianchi di luce nelle iridi che riescono così a brillare e colpire il visitatore. Un uso moderno e giovane dell’acquerello, quello di Lombardo, che fa suo con particolare sicurezza. Una tecnica pittorica che sembrava relegata ormai al passato e che invece viene ora riscoperta per le sue qualità  dolci, trasparenti ed espressive. 
Romina Bassu, ci presenta invece un’altra donna, decisamente contrapposta. La giovane artista romana, che ha studiato anche a Siviglia, viene attirata dalle atmosfere pubblicitarie degli anni ’50 e dal colore rosa, simbolo di femminilità ma anche di uno stereotipo che vuole in un  certo senso condannare: così, il trucco di belletti e rossetti divora il volto stesso delle sue donne, quasi costrette  a dover raggiungere la perfezione e la bellezza a tutti i costi perchè la società lo impone. Volti pasticciati e corpi dalle pose plastiche “perfette” di sconosciute miss, si contrappongono nelle sue 5 originali tele che vogliono far riflettere sullo stereotipo della donna, l’ossessione dell’estetica e l’inevitabile autodistruzione.
Info – Zaion Gallery, Salita di Riva 3,  Lanificio Pria, 2° piano. Orari: da mercoledì a venerdì 16.30-19.30 o su appuntamento: 380.51.40.212.
Luisa Benedetti

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