Eventi e Cultura

'Giovani, dovete scrivere e osare'

'Giovani, dovete scrivere e osare'
Eventi e Cultura 31 Gennaio 2011 ore 18:46

(31 gen) Silvia Avallone torna nel suo Biellese. Doppio appuntamento, giovedì, per una delle penne più nuove e promettenti del panorama letterario italiano, dopo il clamoroso successo del romanzo d’esordio Acciaio. La scrittrice incontrerà in privato un gruppo di lettrici al pomeriggio e sarà poi ospite dei tre circoli “Lions” della città. Silvia Avallone torna nel suo Biellese. Doppio appuntamento, giovedì, per una delle penne più nuove e promettenti del panorama letterario italiano, dopo il clamoroso successo del romanzo d’esordio Acciaio. La scrittrice incontrerà in privato un gruppo di lettrici al pomeriggio e sarà poi ospite dei tre circoli “Lions” della città.

Da quanto tempo non tornava in città?
«Dalle feste di Natale, quando sono riuscita a salutare la mamma e i miei tanti amici. Quelli del Liceo in particolare».

Non risulta più nubile.
«Sì, mi sono sposata».

E come concilia la vita matrimoniale con quella professionale di scrittrice?
«Benissimo. Anche perché mio marito è un libraio. Quindi siamo sulla stessa lunghezza d’onda».

Prossime tappe familiari?
«Si riferisce ai figli? Certo, abbiamo in programma di formare una famiglia. Ma siamo giovani, quindi, non abbiamo fretta. Oggi il lavoro ci impegna molto. Ma il desiderio c’è. E’ solo questione di qualche tempo».

Poi c’è da pubblicare il secondo libro?
«Appunto».

Quando?
«Ai tanti lettori dico: non abbiate fretta. Sto studiando molto perché voglio arrivare a un risultato ancora più curato di quello raggiunto con Acciaio. Nessuno pensi a me come ad una scrittrice che sforna un libro dall’oggi al domani. Ci sono delle tappe da rispettare».

Famiglia. Lavoro. Cura dei particolari. E’ proprio biellese...
«Certo. Sono i valori con cui sono cresciuta e in cui credo. Non cerco una vita sotto i riflettori. Voglio continuare a scrivere. Sfuggo dall’immagine di un’esordiente di successo e basta. Cerco la mia voce per diventare una scrittrice. Ma allo stesso tempo voglio una vita solida, vera, per nulla effimera come mi appaiono quelle di molte figure sempre in televisione».

Sugli esordienti, in effetti, c’è un vero e proprio business letterario.
«Ecco perché lavoro sodo, con poco tempo per la mondanità».

Ci può anticipare qualcosa del suo prossimo lavoro?
«Poco, per ovvie ragioni. Diciamo che il contesto resterà quello della provincia italiana, con una forte connotazione sociale. Con un’attenzione anche in questo caso, come per gli operai di Acciaio, alle classi più in difficoltà del nostro Paese».

Capitolo film. Come procede il lavoro della produzione tratta dal suo libro?
«A febbraio si aprirà la selezione degli attori. Il film dovrebbe essere pronto per il 2012. Speriamo in bene».

Un consiglio per un giovane scrittore, che voglia seguire le sue orme?
«Scrivere tre o quattro capitoli. Scriverli non bene, ma benissimo... Al meglio delle proprie possibilità. Poi spedire alle case editrici, anche quelle grandi e famose. Cercano giovani di talento. Bisogna saper osare».

Scrive per il Corriere della sera, soprattutto sui giovani. E’ un po’ un simbolo della “meglio gioventù”, in una società governata da vecchi.
«Le occasioni sono poche. E’ vero. Io mi considero fortunata. La disoccupazione giovanile è un dramma. Ecco perché non mi siedo sugli allori. E lavoro tutti i giorni per i miei progetti editoriali».

Dove vive?
«A Bologna, ma Biella è sempre nel cuore».
31 gennaio 2011

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