Lov in finale al “Tour Music Fest”

Lov in finale al “Tour Music Fest”
Eventi e Cultura 23 Novembre 2016 ore 19:47

Quello che, per lei, e? il suo portafortuna l’ha lasciato oltre la Manica. Ma - e? la sua filosofia di vita - il pensiero positivo che la sta accompagnando in questa avventura non soffre le distanze. E cosi? e? stato: la biellese Francesca Manoli, 22 anni di Valdengo ma oggi residente a Londra, e? tra i cinque finalisti della categoria “cantautori” al prestigioso “Tour Music Fest”, il festival internazionale dedicato alla musica emergente. E tra pochi giorni, per la precisione venerdi? 2 dicembre, si esibira? nello storico Piper Club di Roma. Addirittura, ma questo - dice - non la spaventa, davanti al piu? grande e importante autore italiano di testi di canzoni, il “paroliere” Mogol.

E pensare che Francesca Manoli, in arte Lov, non ha mai scritto alcuna canzone prima di “Stardust”, il brano che, con le sue doti vocali, l’ha portata dritta in finale, superando le due manche della semifinale di venerdi? e classificandosi nel quintetto che si contendera? un contratto discografico e un tour europeo: «Ancora non ci credo - racconta Lov - Non mi aspettavo tanta approvazione. Il pubblico presente cantava gia? la mia canzone. L’ho scritta in un momento di confusione e riflessione sulla mia vita, che poi si e? concluso, perche? ho capito chi voglio essere: per questo, “Stardust” e? un brano molto positivo».

Due accordi, poi l’ispirazione ha fatto il resto, e sono arrivate le parole, rigorosamente in inglese: «Perche? in italiano non riesco», scherza. L’artista biellese dell’electro-pop e? volata a Londra per seguire un corso di dj e produzione di musica elettronica, e si affida al suo portafortuna, il fidanzato, come a una naturale positivita?. Mogol la aspetta: «Ma non sono tesa, anzi sto partecipando serenamente», confessa.

Un plauso va anche alla band biellese, nata nel 2015, DeltaWaves, composta da Ophelia Gambin, Marco Esciana, Edoardo Sola e Marco Ravina. Il gruppo ha superato la prima manche delle semifinali, non rientrando pero? nel quintetto prescelto della loro categoria (“Original band”). «Siamo comunque soddisfatti, ci siamo distinti tra 10mila giovani artisti - commenta Marco Ravina - Il nostro prossimo obiettivo sara? registrare il primo disco con un produttore artistico milanese, e su questo stiamo gia? lavorando».

Giovanna Boglietti

Quello che, per lei, e? il suo portafortuna l’ha lasciato oltre la Manica. Ma - e? la sua filosofia di vita - il pensiero positivo che la sta accompagnando in questa avventura non soffre le distanze. E cosi? e? stato: la biellese Francesca Manoli, 22 anni di Valdengo ma oggi residente a Londra, e? tra i cinque finalisti della categoria “cantautori” al prestigioso “Tour Music Fest”, il festival internazionale dedicato alla musica emergente. E tra pochi giorni, per la precisione venerdi? 2 dicembre, si esibira? nello storico Piper Club di Roma. Addirittura, ma questo - dice - non la spaventa, davanti al piu? grande e importante autore italiano di testi di canzoni, il “paroliere” Mogol.

E pensare che Francesca Manoli, in arte Lov, non ha mai scritto alcuna canzone prima di “Stardust”, il brano che, con le sue doti vocali, l’ha portata dritta in finale, superando le due manche della semifinale di venerdi? e classificandosi nel quintetto che si contendera? un contratto discografico e un tour europeo: «Ancora non ci credo - racconta Lov - Non mi aspettavo tanta approvazione. Il pubblico presente cantava gia? la mia canzone. L’ho scritta in un momento di confusione e riflessione sulla mia vita, che poi si e? concluso, perche? ho capito chi voglio essere: per questo, “Stardust” e? un brano molto positivo».

Due accordi, poi l’ispirazione ha fatto il resto, e sono arrivate le parole, rigorosamente in inglese: «Perche? in italiano non riesco», scherza. L’artista biellese dell’electro-pop e? volata a Londra per seguire un corso di dj e produzione di musica elettronica, e si affida al suo portafortuna, il fidanzato, come a una naturale positivita?. Mogol la aspetta: «Ma non sono tesa, anzi sto partecipando serenamente», confessa.

Un plauso va anche alla band biellese, nata nel 2015, DeltaWaves, composta da Ophelia Gambin, Marco Esciana, Edoardo Sola e Marco Ravina. Il gruppo ha superato la prima manche delle semifinali, non rientrando pero? nel quintetto prescelto della loro categoria (“Original band”). «Siamo comunque soddisfatti, ci siamo distinti tra 10mila giovani artisti - commenta Marco Ravina - Il nostro prossimo obiettivo sara? registrare il primo disco con un produttore artistico milanese, e su questo stiamo gia? lavorando».

Giovanna Boglietti