ESPOSIZIONE

L’avvocato che lasciò 500 milioni per gli insetti

Mostra dopo 25 anni. Il “tesoro” dei coleotteri di Tittoni va a Oropa. 

L’avvocato che lasciò 500 milioni per gli insetti
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Mostra dopo 25 anni. Il “tesoro” dei coleotteri di Tittoni va a Oropa.

La collezione

Un Museo di Ginevra dedicato voleva inglobarli nelle sue teche pagandoli fior di milioni, il Museo del Territorio voleva confinarli al piano ammezzato in un locale poco accessibile e idoneo. E così, per quasi 25 anni, gli ottantamila coleotteri della collezione dell’avvocato Marco Tittoni buonanima sono rimasti “sepolti” su rastrelliere in cassetti a vetro a prova di tarme in un alloggio del legale - mancato nel 1998 alla soglia dei 90 anni - in galleria Leonardo da Vinci a Biella. E domani torneranno a vedere la luce, come da desiderio testamentario dell’avvocato che aveva lasciato la considerevole somma di mezzo miliardo di vecchie lire per la manutenzione e valorizzazione del frutto di una passione durata una vita.

Una parte della collezione verrà aperta al pubblico in due salottini in Galleria Sant’Eusebio sopra la scalinata del Juvarra al santuario di Oropa domani (dalle ore 10), sabato e domenica e sabato e domenica della prossima settimana. L’occasione è rappresentata dal pellegrinaggio di sabato a Oropa promosso dall’Associazione Internazionale Regina Elena nel 15° anniversario dell’“Appello di Pace” rilanciato allora dal presidente, il principe Sergio di Jugoslavia. Il programma prevede alle ore 10.30 messa col vescovo nella Basilica Antica, (“dove aspetta la risurrezione la Venerabile Francesca Caterina di Savoia, nel 15° anniversario della collocazione della “Targa per la Pace” al Rifugio Capanna Regina Margherita”) con successiva visita guidata agli appartamenti reali, al Museo del Tesoro e alla collezione di coleotteri del Tittoni esposta per la prima volta.

Una lunga storia

Dopo la morte di Tittoni la collezione venne presa in carico da una Fondazione alla cui presidenza venne nominato il consulente del lavoro Ilario Bortolan, con l’avvocato Claudio Pace (mancato a 53 anni nel 2003) e dalla erede Enza Peretto che non ha mai ceduto alle lusinghe dei collezionisti di mezzo mondo per cedere il “suo” tesoro. Oggi, a seguire le pratiche come vicepresidente, c’è anche l’avvocato Rodolfo Rosso.
Ma facciamo due passi indietro. «L’avvocato Tittoni - racconta Bortolan - aveva maturato sin da piccolo una passione senza confini per i coleotteri osservando i cervi volanti e a questi insetti aveva dedicato buona parte del tempo libero. Non solo. Era diventato un esperto entomologo: aveva raccolto 80 mila esemplari di oltre 40 specie, declinati in mille sfumature e dettagli di conformazione. Come? Attraverso missionari in giro per il mondo, acquisendoli sul mercato dei collezionisti con molta attenzione alle truffe o con modalità spesso inaspettate».
Si racconta della sua amicizia con un impresario di legnami e falegname valdostano che importava materia prima dalla Francia da un luogo dove proveniva un coleottero unico e rarissimo. Ebbene, spesso Tittoni si recava in questa azienda dove prima che si procedesse alle lavorazioni lui aveva il permesso di rovistare sotto le cortecce alla ricerca del “suo” esemplare. Non è dato sapere se lo avesse mai trovato.

La collezione

E’ formata - come detto - da 80 mila “pezzi” di Carabi, Letonini, Goliatini, Scarabeidi, Melotonini e tanti altri: neri, dorati, sfumati di verde e di mille altri colori, dalle dimensioni più varie. Per i più, soggetti spaventosi e raccapriccianti. Ma per Tittoni, no. Insetti da studiare, da custodire, da “riparare” qualora soggetti a piccoli incidenti nella manipolazione. Roba per studiosi, per la scienza. Da non disperdere. «E’ stato un rischio vero - commenta l’avvocato Rosso - poi siamo riusciti a coinvolgere alcuni collezionisti e specialisti milanesi e si sta procedendo alla catalogazione e soprattutto alla digitalizzazione per rendere questo patrimonio fruibile».
Nel frattempo il presidente Bortolan ha intessuto una relazione con il Santuario di Oropa: l’accordo per custodia ed esposizione doveva andare in onda a fine 2019. «Poi il Covid ci ha fermato ed oggi - dice Bortolan - possiamo finalmente coronare il sogno di Tittoni ed aprire al pubblico una prima esposizione di parte della collezione».
Intanto i lavori di restauro delle cassettiere, per evitare i rischi mortali di funghi e tarme, sono in corso seguiti dagli specialisti lombardi Massimo Forti e i fratelli Giuseppe e Valentino Marazzi che hanno curato anche la mostra. «Ci auguriamo - conferma Bortolan - che possa essere di interesse anche per le scolaresche; siamo disponibili ad aprire per loro attraverso il Santuario».

Roberto Azzoni

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