Eventi e Cultura

La stella Davide Dato: «Sogno l’Italia»

La stella Davide Dato: «Sogno l’Italia»
Eventi e Cultura 01 Giugno 2016 ore 17:19

Si dice così, dei talenti. Li si paragona agli astri che nascono, quelli destinati a incamerare luce e a percorrere il tempo in uno spazio, il cui calcolo sfugge spesso alla previsione. Finché, se così erano destinati, di loro è necessario dire qualcosa di diverso, che segua il tragitto compiuto, li fissi là dove irradiano più luce. È così che i talenti diventano stelle. Così, d’ora in avanti, si dovrà raccontare di Davide Dato, astro nascente della danza internazionale riconosciuto ufficialmente come stella. Quel titolo,  “étoile”, che si deve esclusivamente ai “grandi” e che, nel caso del giovane 25enne biellese, se accompagnato dalla specificazione “Balletto dell’Opéra di Vienna” allude a una delle figure all’apice del panorama artistico mondiale.  La promozione di Davide Dato, già solista dancer della “Vienna State Opera Ballet”, a étoile è una notizia che fa inorgoglire l’Italia intera e soprattutto la sua terra natia, la nostra provincia. È avvenuta al termine della rappresentazione del “Don Chisciotte” di Rudolf Nureyev, per bocca del direttore del corpo di ballo viennese, Manuel Legris. Il mondo applaude e lui, Davide, come commenta? Così risponde a “Eco di Biella”. A partire proprio dall’annuncio di giovedì scorso: «Assolutamente non me l'aspettavo, è stato un lavoro di  preparazione durissimo allo spettacolo, sentivo un po’ di pressione ma non mi sarei immaginato che la nomina arrivasse quella sera. Il ruolo di Basilio nella coreografia di Nureyev, è un ruolo molto tecnico che richiede molto fiato e velocità, espressività e musicalità». Ruolo che lo vede affascinante, possente e leggero come solo lui è capace. Tecnica e bellezza propri di un talento e meritevoli di un titolo che il ballerino biellese vive da due prospettive diverse: «È assolutamente un grande onore, dato che sono il primo italiano a essere stato nominato étoile nella storia all'Opera di Vienna; quindi, per me è un segno che sto andando nella giusta direzione, ma allo stesso tempo, il titolo,  è una grandissima responsabilità».Brilla, Davide Dato. Il suo traguardo è un primato italiano che premia un giovane di 25 anni. E una volta arrivato, come si affronta? «Diciamo che bisogna scegliere la danza in un età giovane, si inizia molto giovani e si termina purtroppo anche relativamente giovani, se ci paragoniamo alle carriere negli altri lavori. A 25 anni il corpo è ancora forte, è ora il giusto momento». E resta ancora un sogno da raggiungere? «Quello di migliorarmi sempre di più, e di ballare di più in Italia. Lavorare più a stretto contatto con un coreografo che può creare direttamente su di me».In Italia Davide tornerà presto, per il “Gala del cigno nero”, il 16 giugno al Teatro Petruzzelli di Bari. Ci sarà tempo per qualche altra parentesi italiana? «Per ora non ho nulla di pianificato in Italia, oltre al 16 di giugno. Sarò a luglio in Svizzera e, poi, al Gran Gala di Cannes, dove sarò insignito del premio “Maya Plisetskaya”. Ad agosto ci saranno, inoltre, le registrazioni del Concerto di Capodanno 2017, come da tradizione, quest’anno coreografato dall’italiano Renato Zanella».Giovanna Boglietti  

Si dice così, dei talenti. Li si paragona agli astri che nascono, quelli destinati a incamerare luce e a percorrere il tempo in uno spazio, il cui calcolo sfugge spesso alla previsione. Finché, se così erano destinati, di loro è necessario dire qualcosa di diverso, che segua il tragitto compiuto, li fissi là dove irradiano più luce. È così che i talenti diventano stelle. Così, d’ora in avanti, si dovrà raccontare di Davide Dato, astro nascente della danza internazionale riconosciuto ufficialmente come stella. Quel titolo,  “étoile”, che si deve esclusivamente ai “grandi” e che, nel caso del giovane 25enne biellese, se accompagnato dalla specificazione “Balletto dell’Opéra di Vienna” allude a una delle figure all’apice del panorama artistico mondiale.  La promozione di Davide Dato, già solista dancer della “Vienna State Opera Ballet”, a étoile è una notizia che fa inorgoglire l’Italia intera e soprattutto la sua terra natia, la nostra provincia. È avvenuta al termine della rappresentazione del “Don Chisciotte” di Rudolf Nureyev, per bocca del direttore del corpo di ballo viennese, Manuel Legris. Il mondo applaude e lui, Davide, come commenta? Così risponde a “Eco di Biella”. A partire proprio dall’annuncio di giovedì scorso: «Assolutamente non me l'aspettavo, è stato un lavoro di  preparazione durissimo allo spettacolo, sentivo un po’ di pressione ma non mi sarei immaginato che la nomina arrivasse quella sera. Il ruolo di Basilio nella coreografia di Nureyev, è un ruolo molto tecnico che richiede molto fiato e velocità, espressività e musicalità». Ruolo che lo vede affascinante, possente e leggero come solo lui è capace. Tecnica e bellezza propri di un talento e meritevoli di un titolo che il ballerino biellese vive da due prospettive diverse: «È assolutamente un grande onore, dato che sono il primo italiano a essere stato nominato étoile nella storia all'Opera di Vienna; quindi, per me è un segno che sto andando nella giusta direzione, ma allo stesso tempo, il titolo,  è una grandissima responsabilità».Brilla, Davide Dato. Il suo traguardo è un primato italiano che premia un giovane di 25 anni. E una volta arrivato, come si affronta? «Diciamo che bisogna scegliere la danza in un età giovane, si inizia molto giovani e si termina purtroppo anche relativamente giovani, se ci paragoniamo alle carriere negli altri lavori. A 25 anni il corpo è ancora forte, è ora il giusto momento». E resta ancora un sogno da raggiungere? «Quello di migliorarmi sempre di più, e di ballare di più in Italia. Lavorare più a stretto contatto con un coreografo che può creare direttamente su di me».In Italia Davide tornerà presto, per il “Gala del cigno nero”, il 16 giugno al Teatro Petruzzelli di Bari. Ci sarà tempo per qualche altra parentesi italiana? «Per ora non ho nulla di pianificato in Italia, oltre al 16 di giugno. Sarò a luglio in Svizzera e, poi, al Gran Gala di Cannes, dove sarò insignito del premio “Maya Plisetskaya”. Ad agosto ci saranno, inoltre, le registrazioni del Concerto di Capodanno 2017, come da tradizione, quest’anno coreografato dall’italiano Renato Zanella».

Giovanna Boglietti  

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