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La ‘patata dal giarin’ protagonista a Magnano

Dai terreni incolti, l’associazione Agrimagnano fa rinascere le coltivazioni tradizionali del borgo. E domenica al Ricetto la Sagra della Patata

La ‘patata dal giarin’ protagonista a Magnano
Eventi e Cultura 10 Ottobre 2019 ore 15:08

Domenica prossima, nel Ricetto di Magnano, 5a edizione della Sagra della patata, organizzata da Agrimagnano. L’iniziativa è nata nel 2014, con il progetto ‘Paesaggio Condiviso’, che ha coinvolto Magnano, Verrone e il comune svizzero di Valle Muggio.

Uno dei campi coltivati da Agrimagnano
Uno dei campi coltivati da Agrimagnano

Il recupero dei terreni abbandonati

Proprio durante quegli incontri è nata dagli abitanti l’idea di riutilizzare terreni abbandonati per recuperare le coltivazioni tradizionali. Il comune di Magnano ha cosi bonificato alcuni terreni incolti, ormai invasi dal bosco, lungo la via Campi – detta “d’la campagna” – un tempo interamente dedicata all’agricoltura. Per recuperarli e tornare a coltivarli insieme è nata l’associazione Agrimagnano, che punta a un’agricoltura sostenibile e di qualità, nonché alla salvaguardia del territorio, all’aggregazione e alla solidarietà tra i membri, alla promozione dei prodotti e di un turismo sostenibile.

La tipica ‘patata dal giarin’

La patata ‘dal giarin’ diventa De.Co.

In particolare, in questi anni l’associazione ha puntato al recupero della tradizionale coltivazione della patata. Infatti, nelle vallette intermoreniche che caratterizzano il territorio della Serra – costituite da terreni ghiaiosi e drenanti che consentono di ottenere un prodotto di particolare qualità – veniva tradizionalmente coltivata la ‘patata dal giarin’, apprezzata da secoli. Tanto che la ‘Patata valli intermoreniche di Magnano’ ha recentemente ottenuto la De.Co., un marchio Comunale, con tanto di disciplinare e di logo, che certifica la provenienza di un prodotto da un determinato territorio.

La Sagra della Patata di Magnano

E quindi domenica sarà una giornata di festa interamente dedicata alla ‘star’ del borgo, con mercatino a km 0, conferenza sulla De.Co., enogastronomia, musica, mostra, letture a tema, passeggiata alla chiesa romanica di San Secondo e porte aperte al Mulino Felicita Ottino, l’antico mulino nel cuore del paese che è recentemente tornato a produrre farine da antiche varietà di mais e cereali locali.

Simona Perolo

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